Valditara è il nuovo ministro dell’Istruzione, cosa succede alla maturità?

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Giuseppe Valditara è stato eletto nuovo ministro dell’istruzione per il governo di centrodestra che vede come premier Giorgia Meloni, la prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia del Paese.

Chi è Giuseppe Valditara, il nuovo ministro dell’istruzione?

Giuseppe Valditara, laureato in Giurisprudenza, è un professore e un politico di origini milanesi con una carriera trentennale.

La sua carriera politica è iniziata con il partito di Umberto Bossi ed oggi è uno dei consiglieri fidati di Matteo Salvini. La sua figura tecnica è apprezzata sia dal partito di Forza Italia che dalla Lega.

Negli anni novanta ha promosso un’idea di riorganizzazione della destra, prendendo come ispirazione il governo americano. 

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Nel 2001 viene eletto senatore per la prima volta e resta in parlamento per tre mandati fino al 2013.

Si è occupato in precedenza del mondo scolastico, nel 2010 infatti, durante il governo Berlusconi con Maria Stella Gelmini, fù relatore di maggioranza della riforma dell’università. 

Cosa ci possiamo aspettare dal nuovo ministro dell’istruzione?

Durante il governo Berlusconi IV, Giuseppe Valditara, ha lavorato nel ministero dell’istruzione insieme a Maria Stella Gelmini, portando a termine la famosa “Riforma Gelmini”

Si trattava di “un provvedimento” che vedeva:

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  • Il ritorno alla valutazione in decimi alla scuola elementare e media, “illustrato” però da un giudizio analitico; 
  • il ritorno al maestro unico e un tempo a scuola di 24 ore settimanali, senza tempo pieno; 
  • l’accorpamento di classi non omogenee;  
  • l’affossamento della scuola professionale. 

Ci furono tagli per 8 miliardi di euro, attraverso:

  • La riduzione dell’organico per 130 mila dipendenti tra insegnanti e personale ATA;
  • la soppressione delle scuole sottodimensionate e l’accorpamento degli istituti con meno di 500 iscritti;
  • il depotenziamento dei centri di istruzione per gli adulti (che portò gravi problemi alle famiglie e alla gestione e funzionalità del sistema scolastico).

Venne avviata un’essenzializzazione dei piani di studio che si tradusse in una diminuzione del tempo scuola: 24 ore alle elementari, 29 nella scuola media, 30 ore nei Licei e 32 negli istituti tecnici. 

Infine furono introdotte le prove nazionali INVALSI nelle secondarie di primo e secondo grado.

Questa riforma fu estremamente criticata dall’opinione pubblica quando venne messa in atto nel 2011 e ancora oggi in molti pensano che sia stata estremamente rovinosa per il sistema scolastico italiano.

Dal neo-ministro Valditara possiamo aspettarci una serie di azioni che vadano a rispettare, almeno in parte, il programma elettorale di Fratelli d’Italia. 

Queste sono le proposte più interessanti:

  • Rimettere il merito al centro del sistema scolastico e universitario, per alunni e corpo docente;
  • contrastare la dispersione scolastica;
  • aggiornare i programmi scolastici, tutelare le materie classiche e potenziare l’insegnamento delle materie scientifiche in tutti gli istituti, a partire dalla matematica;
  • raggiungimento dell’obiettivo della piena padronanza della lingua inglese per tutti gli studenti, anche incentivando lo svolgimento di una parte del percorso di formazione all’estero;
  • valorizzazione degli Istituti tecnici e riforma dei Percorsi trasversali per le competenze e l’orientamento (PCTO);
  • ripristinare gli indirizzi di studio abilitanti al lavoro;
  • istituzione del liceo del Made in Italy;
  • intervento straordinario sull’edilizia scolastica, per scuole sicure, moderne ed ecosostenibili;
  • più sport nelle scuole;
  • piena e completa possibilità di acquisto e utilizzo dei libri di testo in formato elettronico per diminuire il costo sostenuto dalle famiglie;
  • avviare un confronto con il mondo della scuola al fine di verificare la praticabilità di ridurre di un anno il percorso di studio scolastico come già avviene in diversi Stati occidentali, e accedere così prima al percorso universitario o al mondo della formazione professionale e del lavoro.

Conclusioni

Se Giuseppe Valditara riuscisse a mettere in atto questi cambiamenti nella scuola italiana, potrebbe significare una svolta storica nell’istruzione del nostro Paese.

Per quanto riguarda i piani a breve termine, non ci sono segnali che indichino un cambiamento dell’esame di maturità quest’anno, che molto probabilmente sarà uguale a quello del 2019. Leggi qui il nostro articolo dedicato.

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