Traccia prima prova svolta: testo argomentativo "L'idea di nazione" di Federico Chabod

Stai per affrontare l’esame di maturità e vuoi capire come svolgere la prima prova? In questo articolo troverai una traccia della Maturità 2023 svolta per te. Parliamo del testo argomentativo “L’idea di nazione” di Federico Chabod. 

Questa simulazione ti guiderà su come affrontare la traccia di un testo argomentativo, aiutandoti a prepararti al meglio per il grande giorno. Segui i nostri suggerimenti e scopri come sviluppare un testo argomentativo in modo efficace e completo.

Leggi anche: Maturità, Prima Prova Tipologia B: come svolgere il testo argomentativo

Traccia prima prova 2023 – Testo Argomentativo, Proposta B2 

Ecco la traccia così come si è presentata ai ragazzi che hanno affrontato l’Esame di Maturità nel 2023. 

Testo tratto da: Federico Chabod, L’idea di nazione, Laterza, Bari, (I edizione 1961), edizione utilizzata 2006, pp. 76-82. 

«[…] è ben certo che il principio di nazionalità era una gran forza, una delle idee motrici della storia del secolo XIX. 

Senonché, occorre avvertire ben chiaramente che esso principio si accompagna allora, indissolubilmente, almeno negli italiani, con due altri princìpi, senza di cui rimarrebbe incomprensibile, e certo sarebbe incompleto. 

Uno di questi princìpi, il più collegato anzi con l’idea di nazionalità, era quello di libertà politica […]. In alcuni casi, anzi, si deve fin dire che prima si vagheggiò un sistema di libertà all’interno dello Stato singolo in cui si viveva, e poi si passò a desiderare la lotta contro lo straniero, l’indipendenza e in ultimo l’unità, quando cioè ci s’accorse che l’un problema non si risolveva senza l’altro. E fu proprio il caso del conte di Cavour, mosso dapprima da una forte esigenza liberale, anelante a porre il suo paese al livello raggiunto dalle grandi nazioni libere dell’Occidente (Francia ed Inghilterra); e necessariamente condotto a volere l’indipendenza, e poi ancora l’unità. […] 

Quanto al Mazzini, credo inutile rammentare quanto l’esigenza di libertà fosse in lui radicata: a tal segno da tenerlo ostile alla monarchia, anche ad unità conseguita, appunto perché nei principi egli vedeva i nemici del vivere libero. Egli è repubblicano appunto perché vuole la libertà: piena, assoluta, senza mezzi termini e riserve. 

Il Manifesto della Giovine Italia è già più che esplicito: «Pochi intendono, o paiono intendere la necessità prepotente, che contende il progresso vero all’Italia, se i tentativi non si avviino sulle tre basi inseparabili dell’Indipendenza, della Unità, della Libertà».

E più tardi, nell’appello ai Giovani d’Italia ch’è del 1859, nuova, nettissima affermazione «Adorate la Libertà. Rivendicatela fin dal primo sorgere e serbatela gelosamente intatta…» […] 

Il secondo principio che s’accompagnava con quello di nazione, era quello europeo. […] Pensiamo al Mazzini, anzitutto. Egli, che esalta tanto la nazione, la patria, pone tuttavia la nazione in connessione strettissima con l’umanità. La nazione non è fine a se stessa: anzi! È mezzo altissimo, nobilissimo, necessario, ma mezzo, per il compimento del fine supremo: l’Umanità, che è la Patria delle Patrie, la Patria di tutti. Senza Patria, impossibile giungere all’Umanità: le nazioni sono «gl’individui dell’umanità come i cittadini sono gl’individui della nazione… Patria ed Umanità sono dunque egualmente sacre». […] 

Ora, l’umanità è ancora, essenzialmente, per il Mazzini, Europa: ed infatti insistente e continuo è il suo pensare all’Europa, l’Europa giovane che, succedendo alla vecchia Europa morente, l’Europa del Papato, dell’Impero, della Monarchia e dell’Aristocrazia, sta per sorgere.» 

Comprensione e analisi 

Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte. 

  1. Riassumi il contenuto del testo. 
  2. Quali sono, secondo Chabod, le esigenze e gli obiettivi di Camillo Benso, conte di Cavour, nei confronti dell’Italia? 
  3. Nella visione di Mazzini, qual è il fine supremo della nazione e cosa egli intende per ‘Umanità’
  4. Spiega il significato della frase ‘La nazione non è fine a se stessa: anzi! È mezzo altissimo, nobilissimo, necessario, ma mezzo, per il compimento del fine supremo: l’Umanità’. 

Produzione 

Sulla base dei tuoi studi esponi le tue considerazioni sull’argomento proposto da Federico Chabod (1901 – 1960) nel brano e rifletti sul valore da attribuire all’idea di nazione, facendo riferimento a quanto hai appreso nel corso dei tuoi studi e alle tue letture personali. Elabora un testo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso

Svolgimento

Comprensione e Analisi

1. Federico Chabod esplora l’importanza del principio di nazionalità nel XIX secolo, particolarmente per gli italiani, legandolo indissolubilmente ad altri due principi: la libertà politica e l’idea europea. Egli discute come figure storiche come Cavour e Mazzini abbiano integrato questi principi nella loro visione della nazione. Per Cavour, la libertà politica e l’unità nazionale erano obiettivi intrecciati. Per Mazzini, la nazione era un mezzo per raggiungere un fine più alto: l’umanità. Mazzini vedeva la nazione come parte di un’umanità più ampia e considerava l’Europa il nucleo di questa umanità.

2. Secondo Chabod, Cavour era inizialmente mosso da un forte desiderio di libertà politica per l’Italia, aspirando a portarla allo stesso livello delle grandi nazioni libere dell’Occidente come Francia e Inghilterra. Tuttavia, Cavour si rese presto conto che la libertà politica non poteva essere raggiunta senza l’indipendenza dall’occupazione straniera e l’unità nazionale. Pertanto, i suoi obiettivi principali divennero l’indipendenza e l’unità dell’Italia, poiché riteneva che questi fossero prerequisiti fondamentali per realizzare una vera libertà politica e modernizzare la nazione italiana.

3. Nella visione di Mazzini, il fine supremo della nazione è contribuire al progresso e al benessere dell’intera umanità. Egli intende l’umanità come una comunità globale in cui le nazioni agiscono come individui che compongono un tutto più grande. Mazzini vede la nazione non come un fine a sé stessa, ma come un mezzo per raggiungere l’umanità. L’umanità è il fine ultimo e più nobile, una “Patria delle Patrie”, dove ogni nazione contribuisce al benessere comune e alla realizzazione di ideali di giustizia, solidarietà e progresso.

4. La frase significa che la nazione non deve essere vista come un obiettivo finale, ma come uno strumento elevato e necessario per raggiungere un obiettivo superiore: il benessere e il progresso dell’umanità intera. La nazione è considerata un mezzo prezioso per promuovere la giustizia, la libertà e la solidarietà a livello globale. Questo concetto implica che le nazioni devono collaborare e lavorare insieme per il bene comune dell’umanità, piuttosto che perseguire esclusivamente i propri interessi nazionali in maniera isolata e egoistica.

Produzione

Federico Chabod, nel suo saggio “L’idea di nazione”, analizza il legame tra il principio di nazionalità, la libertà politica e l’idea europea nel XIX secolo. Questa analisi ci offre uno spunto di riflessione su come questi concetti siano stati fondamentali nel processo di unificazione dell’Italia e nella formazione delle identità nazionali in Europa.

Il principio di nazionalità ha giocato un ruolo di primo piano durante il Risorgimento italiano, un periodo caratterizzato dalla lotta per l’indipendenza e l’unità nazionale. Figure come Cavour e Mazzini hanno interpretato questo principio in modi diversi ma complementari. Cavour, con il suo forte desiderio di libertà politica, vedeva nell’indipendenza dall’occupazione straniera e nell’unità nazionale i passaggi necessari per modernizzare l’Italia e renderla competitiva con le grandi nazioni dell’Occidente. La sua visione era quella di un’Italia libera, moderna e unita sotto una monarchia costituzionale, simile a quelle di Francia e Inghilterra.

Mazzini, invece, rappresentava una visione più idealista e universalista. Per lui, la nazione era un mezzo per raggiungere un fine superiore: l’umanità. Egli vedeva la nazione come un’entità sacra, necessaria per il progresso dell’umanità nel suo complesso. La sua concezione di umanità era radicata nell’idea di un’Europa giovane e rinvigorita, capace di superare le vecchie strutture di potere e di guidare un nuovo ordine mondiale basato su libertà, giustizia e solidarietà. Mazzini considerava la nazione come uno strumento per realizzare un’umanità più giusta e solidale, dove la cooperazione tra le nazioni avrebbe portato al progresso comune.

Questi principi sono ancora attuali, in un contesto globale sempre più interconnesso e segnato da crescenti nazionalismi e divisioni. La riflessione di Chabod ci invita a pensare alla nazione non solo come un’entità politica e territoriale, ma come un mezzo per sostenere valori universali e per contribuire al benessere globale. Questo approccio richiede un equilibrio tra l’affermazione delle identità nazionali e la promozione di una cooperazione internazionale che riconosca la nostra comune umanità.

In defintiva, l’idea di nazione di Chabod, influenzata dalle visioni di Cavour e Mazzini, ci offre una prospettiva che va oltre il semplice patriottismo. Ci invita a vedere le nazioni come parti di un tutto più grande, impegnate nella costruzione di un mondo più giusto e solidale. Questa visione è particolarmente importante oggi, in un momento storico in cui le sfide globali rappresentate dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, ad esempio, richiedono soluzioni che superino i confini nazionali e promuovano la cooperazione internazionale.

Conclusioni

Abbiamo terminato la nostra simulazione della traccia di prima prova su “L’idea di nazione” di Federico Chabod, trattata dagli studenti della Maturità 2023. Ci auguriamo che questo esempio ti abbia fornito una chiara comprensione su come affrontare un testo argomentativo. 

Continua a studiare con dedizione e a esercitarti con altre simulazioni: è il modo migliore per arrivare preparato all’esame. Buon studio e in bocca al lupo per il tuo esame!

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