STORIA E SCUOLA, IL MINISTRO FIORAMONTI: “Si alla storia ma non come fosse il Trono di Spade”

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, lo scorso 4 ottobre, è intervenuto in un convengo organizzato dalla Gilda, sindacato degli insegnanti. Nel corso della conferenza il neo ministro ha toccato temi importanti quali quello della maturità che non dovrebbe subire cambiamenti sostanziali rispetto alla forma prevista dalla riforma Bussetti e l’importanza dell’insegnamento della storia  che non deve essere studiata e insegnata “come fosse il Trono di Spade”.

Scuola, Fioramonti: “La storia non deve essere un peso per i ragazzi ma uno slancio”

Il ministro ha manifestato interesse e passione per la storia chiedendo agli insegnanti di raccontare questa materia in modo diverso e non come una semplice successione di battaglie: ” Io credo molto in un approccio alla storia che superi  le superficialità dei libri di testo. Mio figlio mi ha sempre detto: ‘Ma perchè, papà, la storia è una sequenza di battaglie?’. Invece non è così perché la storia è fatta anche di eventi belli. Tutti conosciamo le grandi battaglie di Napoleone. Ma quanti si ricordano lo sforzo più importante dell’epoca Napoleonica? Cioè la costruzione di un codice civile. Tutti ricordiamo le battaglie di Giulio Cesare. Ma quanti ricordano, per esempio, la costruzione dell’idea di repubblica romana che Giulio Cesare ha distrutto con le sue battaglie? Cioè noi è come se raccontassimo una versione un po’ libresca del Trono di Spade . Poi ci lamentiamo che la società di oggi incoraggia la violenza e il conflitto. La storia è anche un modo per comprendere come le generazioni passate hanno immaginato un futuro per poi realizzarlo. La storia va raccontata come storia di uomini che la fanno, come eventi di persone, non come si fosse un cinematografo”.

Maturità 2020, Fioramonti: “Valutiamo interventi migliorativi”

Nell’occasione il ministro Fioramonti ha voluto sottolineare, ancora una volta, la sua intenzione di non voler apportare modifiche alla maturità 2020: “Ho da subito sottolineato che non ho voglia di cambiare l’esame di Stato per l’ennesima volta. Ogni volta che un ministro si insedia cambia l’esame di maturità: è come voler ammettere che non è in grado di cambiare nient’altro e volesse lasciare un segno. Stiamo valutando interventi migliorativi senza però fare delle modifiche sostanziali, arriverebbero tardi e sarebbe una mancanza di rispetto per studenti e docenti, metterebbero solo molta agitazione”.

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