ESSERE PRODUTTIVI E DIVERTIRSI ALLO STESSO MODO: COME?

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Produttività e divertimento: il titolo sembra essere una provocazione e in realtà lo è dato che corrisponde a ciò che ho vissuto da studente, prima delle superiori e poi dell’Università.

Cosa intendo con ciò?

Semplicemente che, adottando alcuni principi guida e alcune regole, potrai gestire al meglio ed efficacemente la tua produttività nello studio e divertirti ugualmente. Io sono fiero promotore di uno stile di vita sano che oltre allo studio ci permetta di avere spazio e tempo per fare altre cose che ci interessano: i nostri hobby.

Ma come nasce il tutto?

Nasce per necessità, osservando la mia realtà da studente delle superiori. Prima alle superiori, perché volevo divertirmi e uscire coi miei amici e poi all’Università (quelli che ci sono capiranno) perché si hanno molte più cose da fare, le cene con gli amici o una serata in compagnia, i lavori di casa se vivi fuori, le lezioni che spesso si accavallano con altri programmi, un/a fidanzato/a, e altri impegni, come un lavoro.

Come studiare velocemente ed efficacemente?

Quella che ti andrò a dare è una risposta che ti sorprenderà dato che è controintuitiva, e va contro ogni regola alla quale sei abituato. Se vuoi trovare la soluzione ai tuoi dubbi e scoprire come studiare e non sentirti in colpa per volerti svagare allora sei nel posto giusto. Pronto?

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Ponendoti dei paletti, dei limiti orari in cui andrai a fare determinate attività, e una volta finito il tempo per queste attività dovrai passare a fare altro. Ora ti spiegherò nel dettaglio cosa intendo, mostrandoti quella che è la tua normale giornata da studente e come invece puoi cambiare il tutto.

Ti svegli, vai a scuola o alle lezioni, torni a casa, mangi, riposi, ti dedichi ad alcune attività e ti ritrovi, magari troppo tardi, a ricordarti che devi studiare. A quel punto, ti metti a studiare per alcune ore, intervallate da molte pause per colpa del telefono, è ora di mangiare, torni a studiare ed ecco che è mezzanotte. Devi andare a dormire e non sai cosa hai fatto e cosa hai studiato. Questo vale in linea generale sia per le superiori ma specie all’Università.

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Questa mancanza di organizzazione ti rende vulnerabile a qualsiasi cosa e quando arriva il momento di studiare seriamente, perché hai un’interrogazione o un esame, allora ti ritrovi a studiare per ore e ore, dormendo poco i giorni prima e allontanandoti da ogni cosa, dimenticandoti di mangiare e fare le altre cose che ti rendono felice, che sia una passeggiata con un amico o con la tua fidanzata oppure una corsetta. Ti trovi a studiare fino alle 04:00 e andare a dare l’esame o l’interrogazione in uno stato mentale che si avvicina più ad uno zombie che ad uno studente.

Questa è la verità per molti, ma esiste un altro modo di fare le cose che ti fa stare tranquillo e ti permette di mangiare e fare quello che devi fare ugualmente, senza perdere quasi nulla del resto.

Come ho organizzato il mio tempo?

Il seguente passo descrive quella che era la mia realtà da studente delle superiori e poi universitario. Mentre la prima parte è abbastanza simile anche per me, quello che cambia è invece la gestione delle ore e delle attività in seguito al riposo. Alle superiori come detto, volendo uscire spesso, le ore che andavano dalle 16 alle 19 erano spesso occupate, quindi automaticamente il mio cervello nelle ore prima e dopo si metteva a studiare fino alle 22:00, con una breve pausa per cena. Passate le 22:00 non toccavo nessun libro, per nessuna ragione.

All’Università ho deciso di scegliere una via diversa, che mi permettesse di avere la migliore produttività personale durante il periodo di studio intenso. Di seguito il modo in cui mi organizzavo.

Dopo essere tornato dalle lezioni o da altri impegni avevo praticamente il pomeriggio e la sera liberi, ed è questa la tua realtà da studente.

Produttività massima: come evitare perdite di tempo?

Andare in un luogo in cui ti puoi concentrare al massimo, una biblioteca, una stanza diversa da quella in cui dormi, una panchina in un parco o così via, basta che sia un posto in cui puoi studiare tranquillamente.

Il mio studio era diviso in grossi e piccoli blocchi. I piccoli blocchi erano quelli orari e quelli grossi erano per materie o macro-attività. Durante i blocchi ero completamente concentrato a fare qualcosa di specifico collegato allo studio o ad una materia specifica.

Fare compartimenti per le altre attività: una volta finito il grosso blocco dello studio, passavo per esempio al blocco dello sport, praticando una corsetta o una passeggiata, e infine il macro-blocco del divertimento con gli amici. Quando stavo con loro non esisteva più studio e in nessun modo toccavo i libri, neanche per vedere qualcosa di sfuggita. Una volta finito il macro-blocco dedicato allo studio questo non poteva essere ripreso e questo valeva per ogni altro macro-blocco.

Facendo così abitui il cervello a capire che ci sono poche opportunità di girovagare mentalmente e quindi, con l’idea e l’intenzione di volersi divertire e rilassare la sera, sei “costretto” a studiare al tuo massimo in quelle poche, si fa per dire, ore di studio. Regola principale e collegata a questo tipo di studio è che quindi tu debba evitare ogni distrazione, e quando dico ogni, intendo letteralmente ogni tipo di distrazione.

Quali sono le principali distrazioni?

La prima è il telefono che deve essere spento o sconnesso da Internet. La seconda sono gli amici che ti chiamano a prendere un caffè oppure ti distraggono mandando video e audio infantili. La terza distrazione è più uno stato mentale e coincide con l’assenza di concentrazione intrinseca a ognuno di noi, cosa che può essere evitata facendo proprio come ho detto. In questo modo, siamo forzati a essere produttivi.

Ricapitolando: se vuoi divertirti e ugualmente studiare efficacemente devi suddividere la tua giornata in blocchi micro e macro e decidere che andrai a svolgere una serie di attività collegate ad una principale in ogni blocco.

Personalmente, per essere più precisi ogni mini-blocco durava 45 minuti e comprendeva 10 minuti di pausa, per poi tornare nuovamente ad un altro blocco. Ogni 3 blocchi facevo una pausa più lunga di 20-25 minuti per mangiare e riposarmi. Semplicemente facendo così, sono riuscito a studiare e divertirmi ugualmente, ritagliandomi spazi per attività fuori dallo studio.

In fondo l’obiettivo finale per tutti non è aggiungere più cose, ma toglierne per avere tempo di fare quello che ci piace. Il segreto della produttività sta nel fare poche cose giuste, non aggiungerne altre.

Crediti: Mustafa Mustafaj

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