Collegamenti orale Maturità: “X Agosto” di Giovanni Pascoli

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Pronto a dare il tuo meglio all’Esame di Maturità 2024? Se il pensiero del colloquio orale ti fa battere forte il cuore, ricorda: non sei solo, e in realtà, tutto è meno difficile di quanto pensi. Durante questa fase dell’esame, ti verrà presentato dalla commissione un materiale di partenza – potrebbe trattarsi di un brano letterario, una foto, un’opera d’arte o qualsiasi altro stimolo – e il tuo compito sarà quello di esplorarlo attraverso collegamenti interdisciplinari. Immagina, per esempio, che la commissione decida di farti partire dalla poesia “X Agosto” di Giovanni Pascoli. Ecco come potresti destreggiarti tra le varie materie per un’esposizione esaustiva e coinvolgente.

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Collegamenti interdisciplinari da “X Agosto” di Giovanni Pascoli

  • Letteratura italiana: analisi della vita e delle opere di Giovanni Pascoli;
  • Letteratura Greca: Antogone di Sofocle
  • Storia: L’Italia post-unitaria
  • Letteratura Inglese: “In Memoriam” di Alfred Tennyson
  • Filosofia: L’esistenzialismo di Søren Kierkegaard
  • Scienze della Terra: Il fenomeno delle stelle cadenti. 

Possibile discorso

La poesia “X Agosto” di Giovanni Pascoli è uno dei componimenti più celebri e significativi del poeta italiano, appartenente alla raccolta “Myricae”. Quest’opera riflette in modo profondo e toccante il tema del lutto e della perdita, focalizzandosi sul ricordo del padre dell’autore, assassinato il 10 agosto 1867 in circostanze mai del tutto chiarite. Attraverso questo testo, Pascoli elabora il proprio dolore, creando un collegamento emotivo tra il personale e l’universale, un tratto distintivo della sua produzione poetica.

La struttura metrica della poesia è caratterizzata dall’alternanza di versi settenari e quinari, che conferisce al testo un ritmo particolare, in grado di enfatizzare il flusso dei ricordi e delle emozioni. Le figure retoriche utilizzate da Pascoli, come l’allitterazione, la metafora e la similitudine, arricchiscono il componimento, dando vita a immagini visive e sonore potenti. La poesia si apre con l’evocazione di un paesaggio estivo nella notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, che, nonostante la sua apparente serenità, viene subito contrapposto al dolore interiore provocato dal ricordo del padre defunto. Questo contrasto tra esterno e interno, tra paesaggio e sentimento, è uno degli aspetti più toccanti del testo.

Giovanni Pascoli nacque nel 1855 a San Mauro di Romagna e la sua vita fu segnata da eventi tragici, tra cui proprio l’assassinio del padre e la prematura scomparsa di altri membri della famiglia, esperienze che influenzarono profondamente la sua opera. Pascoli è considerato uno dei massimi esponenti del decadentismo italiano, movimento letterario che si caratterizza per una profonda introspezione psicologica e per una sensibilità estrema nei confronti del mondo naturale e dei temi dell’infanzia e della morte.

Tra le sue opere principali si annoverano “Myricae” (1891), una raccolta di poesie dalla quale è tratta “X Agosto”, “Poemi conviviali” (1904), dove Pascoli rivisita in chiave moderna temi e figure della classicità, e “Il fanciullino” (1897), saggio in cui espone la sua teoria poetica secondo cui la poesia deve evocare lo stupore e la meraviglia tipici dello sguardo infantile sul mondo. La produzione pascoliana si distingue per l’uso innovativo della lingua e delle forme metriche, per l’attenzione verso i dettagli del paesaggio e della vita quotidiana e per una visione del mondo intrisa di malinconia e di un senso di ineluttabile solitudine.

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In collegamento con la letteratura greca, possiamo riflettere sul modo in cui Pascoli e gli autori classici greci trattano i temi dell’assenza e della perdita. È il caso di “Antigone” di Sofocle, che si radica profondamente nel tema universale del lutto e della ribellione contro le imposizioni che contrastano con le leggi non scritte dell’affetto e della coscienza individuale. Entrambe le opere esplorano la tensione tra l’esigenza personale di onorare i defunti e le norme sociali o legali che possono ostacolarlo, sebbene da prospettive e contesti differenti.

In “X Agosto”, il lutto di Pascoli per la perdita del padre si manifesta attraverso un intenso dialogo interiore, in cui il ricordo personale diventa veicolo di una sofferenza universale. La poesia non affronta un conflitto aperto con l’autorità come in “Antigone”, ma esprime piuttosto una ribellione silenziosa contro il destino, che ha imposto una separazione irreparabile. Il dolore di Pascoli trova eco nel sentimento di Antigone, che sfida l’editto del re Creonte per seppellire il fratello Polinice, seguendo un imperativo morale che trascende le leggi umane.

“Antigone” mette in scena il conflitto tra le leggi della città (le norme di Creonte) e le leggi non scritte (i doveri sacri verso i familiari). Antigone, nel suo gesto di disobbedienza, incarna la lotta tra l’individuo e il potere, tra la coscienza personale e l’autorità politica. Allo stesso modo, il lutto esplorato in “X Agosto” si pone come un atto di resistenza contro l’oblio e l’indifferenza del tempo, cercando nel ricordo del padre defunto un senso di continuità e di appartenenza che nemmeno la morte può cancellare.

In entrambe le opere, dunque, il dolore personale si carica di significati più ampi, diventando simbolo di una ricerca di giustizia e di verità che supera i confini individuali. Il ricordo del padre in “X Agosto” e la difesa del diritto alla sepoltura in “Antigone” si trasformano in atti di amore e di fedeltà che sfidano le avversità e le imposizioni esterne, evidenziando così la potenza dell’affetto familiare e della memoria come forme di resistenza contro le ingiustizie del destino o della società.

Nel contesto della storia, “X Agosto” può essere letto come riflesso delle trasformazioni sociali e politiche dell’Italia post-unitaria, periodo caratterizzato da un intenso fermento che ha segnato profondamente la società italiana. 

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Dopo l’Unità d’Italia, il paese si trovò ad affrontare numerose sfide, tra cui la necessità di integrare diverse realtà regionali in un’unica nazione e di modernizzare un’economia prevalentemente agricola. Questi cambiamenti, tuttavia, portarono anche a profonde disuguaglianze sociali e a tensioni politiche, in un’epoca di grande mobilitazione sia interna che esterna.

Il senso di solitudine e disorientamento espresso nella poesia “X Agosto” rispecchia il disagio di una società in rapida trasformazione, in cui molti italiani si sentivano estranei alle nuove realtà urbane e industriali che emergevano.

La riflessione di Pascoli sull’individuo in relazione al contesto storico e sociale si inserisce quindi in un dibattito più ampio sul significato dell’identità nazionale in un’era di profonde trasformazioni. “X Agosto”, in questo senso, diventa non solo un’espressione di dolore personale ma anche un commento sulle complessità e sulle sfide dell’Italia post-unitaria, riflettendo sulle tensioni tra il passato e il presente, tra l’individuo e la collettività, in un momento cruciale della storia italiana.

La letteratura inglese del periodo vittoriano presenta notevoli affinità con il contesto letterario italiano in cui opera Pascoli. Il poema “In Memoriam” di Alfred Tennyson, scritta in ricordo di un amico scomparso, condivide con “X Agosto” il tentativo di elaborare il lutto e di trovare conforto nella continuità tra passato e presente, tra esperienza personale e riflessione universale.

“In Memoriam” di Alfred Tennyson è una lunga elegia composta per elaborare il lutto e il dolore per la prematura scomparsa dell’amico intimo Arthur Hallam. L’opera, attraverso una serie di liriche, esplora temi quali il dubbio, la fede, l’amore e la ricerca di conforto di fronte alla morte. Tennyson utilizza la struttura del poema per riflettere sul ciclo della vita, sulla natura del dolore e sulla possibilità di speranza e risurrezione spirituale, alternando momenti di profonda disperazione a visioni di rinnovamento e di riconciliazione con l’ordine cosmico.

La ricchezza di “In Memoriam” sta nella sua capacità di affrontare il lutto in modo complesso e poliedrico, esaminando la crisi esistenziale che segue la perdita di una persona cara e il modo in cui tale esperienza trasforma la percezione dell’individuo sul mondo e sulla propria interiorità. La poesia diventa così un viaggio attraverso il dolore che, pur riconoscendo la sua acuità e la sua inevitabilità, apre alla fine a una timida accettazione della perdita come parte integrante dell’esperienza umana.

Il collegamento con “X Agosto” di Giovanni Pascoli emerge nella condivisione di questo profondo senso di lutto e nella ricerca di un significato che vada oltre il dolore. Entrambi gli autori trasformano la loro personale tragedia in un’espressione universale del dolore, utilizzando la poesia come mezzo per esplorare e, in qualche modo, placare il tormento provocato dalla morte. 

Dal punto di vista filosofico, la poesia “X Agosto” di Giovanni Pascoli tocca corde profondamente radicate nel pensiero esistenzialista, in particolare in quello di Søren Kierkegaard, filosofo danese considerato uno dei precursori dell’esistenzialismo. Kierkegaard pone al centro della sua riflessione l’individuo e la sua relazione con l’esistenza, l’angoscia, la disperazione e la ricerca di un autentico senso di sé in un mondo che spesso appare privo di significati prestabiliti.

La tematica della morte in “X Agosto” risuona con il concetto kierkegaardiano di “angoscia” come condizione fondamentale dell’esistenza umana. Per Kierkegaard, l’angoscia nasce dalla consapevolezza dell’individuo della propria mortalità e della libertà di scelta, che comporta la responsabilità esistenziale di dare forma alla propria vita. Pascoli, attraverso il lutto per il padre, esplora questa angoscia esistenziale, rivelando come la perdita possa diventare un momento di profonda riflessione sul senso dell’esistenza e sul rapporto tra l’individuo e l’eterno.

In “X Agosto”, il dolore per la morte del padre diventa il catalizzatore di una meditazione sull’effimero della vita e sulla ricerca di un ancoraggio in valori duraturi, temi cari a Kierkegaard. La poesia riflette la lotta dell’individuo per trovare un senso in un universo che a prima vista sembra indifferente al dolore umano, un’eco diretta dell’idea kierkegaardiana secondo cui è attraverso l’esperienza personale dell’angoscia e della disperazione che l’individuo può approdare a una comprensione più profonda della propria esistenza e del proprio rapporto con il divino.

Infine, dal punto di vista delle scienze della terra, la notte di San Lorenzo, che cade il 10 agosto, è un elemento di fondamentale importanza nel contesto della poesia “X Agosto” di Giovanni Pascoli. Questa notte, caratterizzata dal fenomeno delle stelle cadenti, è tradizionalmente associata in Italia e in altre culture alla memoria dei defunti e alla realizzazione dei desideri. Nella poesia di Pascoli, il riferimento alla notte di San Lorenzo e alle stelle cadenti si carica di un profondo significato simbolico, legando il ricordo personale del padre defunto a un fenomeno naturale di vasta portata collettiva.

Le stelle cadenti, un fenomeno celeste affascinante e suggestivo, sono in realtà meteore che incendiano l’atmosfera terrestre. Questi “bagliori” nel cielo notturno si verificano quando piccole particelle di detriti spaziali, spesso frammenti lasciati dalle comete, entrano nella nostra atmosfera ad alte velocità. Attraverso il contatto con l’atmosfera, queste particelle si scaldano fino a vaporizzarsi, creando così brevi e luminose strisce di luce nel cielo, comunemente chiamate stelle cadenti. Il fenomeno è particolarmente visibile in occasioni come le Perseidi, attorno al 10 agosto.

Oltre al loro significato astronomico, le stelle cadenti sono cariche di significati culturali e spirituali. Rappresentano un momento di connessione tra l’uomo e l’universo, un promemoria della nostra piccolezza di fronte all’immensità del cosmo e, allo stesso tempo, della nostra capacità di sognare e di cercare significati che vanno oltre la materialità del mondo fisico. La notte di San Lorenzo, con il suo spettacolo di stelle cadenti, diventa così un simbolo di speranza, un momento in cui cielo e terra sembrano toccarsi, unendo il divino all’umano.

Conclusioni

Abbiamo visto come l’analisi di una poesia come “X Agosto” di Giovanni Pascoli possa prestarsi facilmente a collegamenti con diverse discipline. Questa esplorazione dimostra che il pensiero critico e interdisciplinare è fondamentale per affrontare con successo l’esame di Maturità. 

Speriamo che questi spunti ti abbiano ispirato e stimolato a cercare ulteriori connessioni tra Pascoli e i vasti orizzonti del sapere. È questo il tipo di approccio che ti distinguerà durante il colloquio oral. Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità” di Maturansia, troverai molti altri esempi per arricchire le tue argomentazioni e impressionare la commissione.

Buona fortuna, e ricorda: ogni opera può essere il punto di partenza per innumerevoli scoperte interdisciplinari. In bocca al lupo!

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