Collegamenti orale Maturità: il razzismo

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Sei pronto per l’orale del tuo esame di Maturità? Affrontare l’Esame di Maturità 2024 richiede non solo conoscenze ma anche la capacità di collegare diverse discipline: sarà proprio ciò che dovrai fare durante il colloquio orale. Durante questa ultima fase del tuo esame di Stato, la commissione potrebbe proporre materiali che stimolano riflessioni profonde e interdisciplinari. Immagina di ricevere un testo o un’immagine che possano avere come tema centrale il razzismo. Potrebbe essere un testo di Primo Levi, o un’immagine dei campi di concentramento o più rcentemente, le proteste del Black Live Matters. 

Sarai chiamato ad un lungo intervento interdisciplinare sul razzismo: ecco alcuni spunti per il tuo discorso che abbracciano diverse materie. 

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Collegamenti interdisciplinari con il razzismo

  • Letteratura italiana: Se questo è un uomo di Primo Levi.
  • Storia: la politica raziale nella Germania nazista.
  • Filosofia: il razzismo scientifico nel pensiero di Immanuel Kant. 
  • Scienze: la genetica.
  • Diritto: la parità giuridica.
  • Arte: “Los Caprichos” di Francisco Goya.

Possibile discorso

“Se questo è un uomo” di Primo Levi è un’opera profondamente radicata nel contesto del razzismo estremo perpetrato dal regime nazista. Il libro, scritto basandosi sull’esperienza diretta di Levi come prigioniero nel campo di concentramento di Auschwitz, esplora la degradazione umana e la brutalità causate dalla discriminazione razziale sistematica. L’autore, chimico italiano di origine ebraica, fu deportato ad Auschwitz nel 1944, dove fu testimone e vittima delle atrocità compiute sotto la giustificazione dell’ideologia razzista.

Nel testo, Levi descrive dettagliatamente la vita nel campo, sottolineando come il razzismo possa degenerare in una crudeltà indicibile e in una perdita di umanità. La quotidiana lotta per la sopravvivenza, le umiliazioni continue, la fame, il freddo e le malattie sono raccontate con una precisione che non solo documenta gli orrori ma cerca anche di analizzare le dinamiche psicologiche e sociali all’interno del campo.

Attraverso la sua narrazione, Levi riflette sulle diverse reazioni umane di fronte a un’esistenza ridotta alla pura sopravvivenza: alcune figure mostrano solidarietà e altruismo, mentre altre si conformano alla crudeltà o all’indifferenza. L’opera di Levi è un’introspezione sulla deumanizzazione sistematica e sull’impatto psicologico profondo del razzismo, così come un’esplorazione della capacità di resistenza dello spirito umano. “Se questo è un uomo” non solo testimonia gli orrori del passato, ma interpella il lettore sulla responsabilità morale di ricordare e riconoscere la barbarie per prevenire future atrocità.

La politica razziale della Germania nazista, centrata sull’ideologia della superiorità della razza ariana, rappresenta uno degli episodi più estremi e devastanti di razzismo nella storia moderna. Il regime nazista, guidato da Adolf Hitler, implementò una serie di leggi e politiche che miravano a purificare la società tedesca eliminando quelle che considerava “razze inferiori”, in particolare gli ebrei, ma anche rom, persone con disabilità, slavi e altri.

Queste politiche razziali culminarono nell’Olocausto, il genocidio sistematico di sei milioni di ebrei, oltre alla persecuzione e all’assassinio di milioni di altri individui stigmatizzati. Il razzismo nazista non era limitato a semplici pregiudizi o discriminazioni; era una dottrina ben organizzata, supportata da una vasta propaganda statale, che utilizzava la scienza pseudoscientifica per giustificare le atrocità commesse.

Studiare questo periodo aiuta a comprendere come le ideologie razziste possano essere istituzionalizzate e diventare strumenti di politica statale, con conseguenze tragiche. La memoria di queste politiche e dei loro effetti catastrofici serve da monito costante contro i pericoli del razzismo estremo e della xenofobia. Questo capitolo oscuro della storia evidenzia la necessità di vigilanza e impegno continuo nella lotta contro il razzismo a tutti i livelli della società.

Di razismo si parla anche in filosofia. Immanuel Kant, noto filosofo dell’Illuminismo, ha influenzato molte aree del pensiero moderno, ma è stato anche criticato per alcune delle sue opinioni che possono essere interpretate come manifestazioni di razzismo scientifico. Nonostante la sua enfasi su principi universali di ragione e moralità, Kant attribuiva a volte differenze morali e intellettuali tra le razze, basate su criteri pseudoscientifici e osservazioni empiriche. 

Questo aspetto del suo pensiero ha contribuito alla nascita del razzismo scientifico, un’ideologia che utilizza il mantello della “scienza” per giustificare disuguaglianze razziali. Il razzismo scientifico è stato poi impiegato in vari contesti storici per sostenere politiche di segregazione e eugenetica. Riflettere su Kant e il razzismo scientifico nel contesto della filosofia mette in luce il pericolo di applicare idee pseudoscientifiche per classificare e valutare esseri umani, mostrando come anche i pensatori più influenti possano avere aspetti del loro lavoro che necessitano di critica e revisione.

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La scienza, appunto, smentisce queste tesi. Il campo della genetica ha significativamente influenzato la comprensione del concetto di razza, sfidando molte delle nozioni tradizionali di differenze razziali radicate biologicamente. Studi genetici hanno dimostrato che la maggior parte delle variazioni genetiche si trova all’interno delle cosiddette razze piuttosto che tra di esse, sottolineando che le differenze genetiche tra gli esseri umani sono minime e non corrispondono alle classiche categorie razziali definite socialmente.

Questi risultati scientifici contrastano direttamente con le idee del razzismo scientifico che tentava di stabilire una gerarchia basata su differenze biologiche presunte. In realtà, la genetica ha rivelato che tutti gli esseri umani condividono un’origine comune e che le percezioni di razza sono costruzioni sociali piuttosto che basi biologiche legittime per discriminazione.

Per combattere il razzismo il diritto gioca un ruolo chiave attraverso l’implementazione e l’applicazione di leggi che promuovono la parità giuridica. La normativa contro la discriminazione razziale è fondamentale per garantire che tutti gli individui abbiano gli stessi diritti e opportunità, indipendentemente dalla loro razza o etnia. Queste leggi che in Italia si trovano nei primi articoli della Costituzione sono progettate per contrastare gli effetti del razzismo strutturale e istituzionale, offrendo protezione legale contro la discriminazione in vari settori, tra cui l’istruzione, l’occupazione, l’alloggio e l’accesso ai servizi pubblici.

La parità giuridica implica anche il riconoscimento e la tutela dei diritti civili. Esempi storici come il Civil Rights Act negli Stati Uniti e il Race Relations Act nel Regno Unito dimostrano come l’intervento legislativo possa essere impiegato per smantellare le barriere legali e sociali che perpetuano il razzismo. Questi atti non solo proibiscono la discriminazione esplicita, ma cercano anche di affrontare le disparità sottili e sistemiche.

Inoltre, il diritto internazionale, attraverso strumenti come la Convenzione Internazionale sull’Eliminazione di tutte le Forme di Discriminazione Razziale, rafforza questi principi globalmente, incoraggiando gli stati a prendere misure concrete per eliminare il razzismo e promuovere la comprensione tra tutte le razze. La parità giuridica, quindi, è un pilastro fondamentale nella lotta contro il razzismo, essenziale per creare una società più giusta e equa.

Infine, anche l’arte ha raccontato razzismo, discriminazioni e pregiudizi. Un esempio è rappresentato da “Los Caprichos” di Francisco Goya, una serie di incisioni che offre una critica acuta e spesso satirica della società spagnola di fine XVIII secolo. Anche se Goya non si occupa direttamente del razzismo come lo comprendiamo oggi, le sue opere esplorano tematiche di ignoranza, superstizione e ingiustizia sociale, che possono essere collegate al razzismo e alla discriminazione.

Nella serie, Goya denuncia la follia e la corruzione umana attraverso rappresentazioni caricaturali e scene allegoriche. Per esempio, incisioni come “El sueño de la razón produce monstruos” illustrano come l’abbandono della ragione porti all’emergere di pregiudizi e irrazionalità, che sono fondamenta su cui spesso si costruisce il razzismo. 

Attraverso “Los Caprichos”, Goya ci invita a esaminare le nostre convinzioni e comportamenti sociali, spingendoci a riconoscere e sfidare le strutture di potere e discriminazione che ancora persistono nella società moderna. Questa serie diventa così un esempio potente di come l’arte possa essere utilizzata per sollevare questioni fondamentali e stimolare il cambiamento sociale.

Conclusioni

Come abbiamo visto, il razzismo può essere esaminato passando per varie materie, dalla letteratura alla storia, dalla filosofia alla genetica, dal diritto all’arte. Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità“, troverai ulteriori spunti per arricchire la tua analisi e impressionare la commissione nel corso del colloquio orale. 

Ricorda, l’approccio critico e interdisciplinare non solo arricchisce il tuo discorso per l’Esame di Maturità, ma ti aiuterà anche nel futuro. In bocca al lupo per il tuo esame!

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