Collegamenti orale Maturità: Prima Guerra Mondiale

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All’esame di Maturità 2024 arriverà anche il momento di affrontare la parte orale, ma non preoccuparti, questa, per quanto possa sembrare intimidatoria, può essere facilmente gestibile e in questa guida ti faremo vedere come.

Vediamo insieme come funzionerà: la commissione ti presenterà un argomento, che potrebbe essere un testo, un’immagine, o anche un’opera d’arte. A partire da questo, il tuo compito sarà quello di creare dei collegamenti interdisciplinari.

Immagina, per esempio, che ti venga proposta una discussione sulla Prima Guerra Mondiale: ecco come potresti articolare il tuo discorso coinvolgendo argomenti di altre materie.

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Collegamenti interdisciplinari dalla Prima Guerra Mondiale

  • Storia: la Prima Guerra Mondiale: dallo scoppio del conflitto alla sua conclusione
  • Letteratura: la poetica di Giuseppe Ungaretti
  • Filosofia: Bertrand Russell e l’opposizione alla guerra
  • Psicologia: lo shock da combattimento o la sindrome da stress post-traumatico
  • Storia dell’Arte: Umberto Boccioni e il Futurismo
  • Economia: il debito pubblico e l’inflazione come conseguenza del primo conflitto mondiale

Possibile discorso

La Prima Guerra Mondiale, nota anche come la Grande Guerra, ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia. Questo evento scatenò una reazione a catena di alleanze militari preesistenti che coinvolse rapidamente le maggiori potenze mondiali in due opposti schieramenti: gli Alleati, comprendenti principalmente Francia, Regno Unito, Russia, e successivamente Italia e Stati Uniti; e le Potenze Centrali, guidate da Germania, Austria-Ungheria e l’Impero Ottomano.

Il conflitto ebbe origine da una complessa rete di tensioni nazionalistiche, rivalità imperialistiche, competizioni militari e politiche di alleanza. L’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria a Sarajevo, per mano di Gavrilo Prinzip, servì da catalizzatore, ma le radici della guerra si estendevano ben più profondamente nel tessuto politico ed economico dell’Europa.

La guerra si distinse per la sua brutalità e per la sua vasta scala. La tecnologia militare avanzata, inclusi i gas velenosi, i carri armati e le mitragliatrici, contribuì a prolungare le battaglie e a incrementare il numero di vittime. Il fronte occidentale, in particolare, fu teatro di una guerra di trincea stagnante, dove milioni di soldati morirono in condizioni disumane per guadagnare pochi metri di terreno.

Nel 1917, due eventi cruciali cambiarono il corso del conflitto. Gli Stati Uniti entrarono in guerra a fianco degli Alleati, iniettando nuove risorse e truppe, mentre la Russia uscì dal conflitto a seguito della Rivoluzione d’Ottobre, che portò al potere i Bolscevichi. Questi sviluppi inclinarono la bilancia a favore degli Alleati. La guerra si concluse l’11 novembre 1918 con la firma dell’armistizio da parte della Germania.

Le conseguenze del conflitto furono profonde, con la riscrittura delle mappe politiche europee, l’imposizione di pesanti riparazioni di guerra alla Germania, e la creazione della Società delle Nazioni nel tentativo di prevenire futuri conflitti.

In collegamento con letteratura troviamo la poetica di Giuseppe Ungaretti, uno dei massimi poeti del Novecento, che visse in prima persona il dramma della Prima Guerra Mondiale, dopo essersi arruolato volontariamente nel 1915.

Questa esperienza diretta si riflette profondamente nella sua opera, marcando l’inizio del suo percorso poetico e influenzando significativamente lo sviluppo dell’ermetismo, movimento letterario di cui Ungaretti fu esponente di spicco.

Il contesto della guerra, con la sua brutalità e la costante presenza della morte, spinge Ungaretti a una ricerca espressiva focalizzata sull’essenzialità e sulla ricerca del senso dell’esistenza. Le sue poesie, scritte spesso al fronte, sono caratterizzate da uno stile conciso e minimalista, dove ogni parola è carica di significati e emozioni profonde.

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Questa tecnica di riduzione linguistica mira a catturare l’essenza delle esperienze umane, rendendo la poesia di Ungaretti un chiaro esempio di ermetismo.

Nella raccolta “Il Porto Sepolto“, Ungaretti esprime il dolore e la solitudine del soldato, ma anche momenti di intima comunione con la natura e riflessioni sulla fratellanza tra uomini. La sua poesia diventa un luogo di meditazione sulla fragilità della vita e sulla ricerca di un nucleo di luce nella disperazione della guerra, delineando così un panorama emotivo e filosofico che va oltre il contesto bellico per toccare questioni universali dell’esistenza umana.

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Nel contesto di filosofia troviamo un esempio di opposizione alla guerra nella figura del filosofo inglese Bertrand Russell. Durante la guerra, infatti, Russell fu una delle voci più critiche contro l’entusiasmo bellico, opponendosi al conflitto non solo come evento distruttivo, ma anche come manifestazione di fallimenti etici e razionali profondi.

La sua opera filosofica in questo periodo si intensificò attorno alla critica della logica di guerra e della politica imperialista. Russell argomentò che la guerra è il risultato di un fallimento del pensiero critico e dell’abbandono dei principi razionali a favore di passioni irrazionali e nazionalistiche.

In particolare, nel suo saggio “Principi di riforma sociale” (1916), conosciuto anche come “Perché gli uomini fanno la guerra”, Russell discute le cause psicologiche e sociali della guerra e propone alternative basate sulla cooperazione, l’educazione e lo sviluppo di una società governata dalla logica e dal rispetto reciproco piuttosto che dalla competizione e dal dominio.

Questa opera riflette la sua convinzione che la filosofia debba avere un ruolo attivo nel mondo reale, influenzando positivamente la politica e le decisioni sociali per prevenire i conflitti e promuovere la pace.

Passando poi a psicologia troviamo come conseguenza del primo conflitto mondiale lo shock da combattimento, conosciuto anche come sindrome da stress post-traumatico, che emerse proprio come una condizione clinica dopo la Grande Guerra.

Le condizioni estreme delle trincee, l’esposizione continua a combattimenti violenti e la devastazione su vasta scala portarono molti soldati a manifestare i sintomi di quello che all’epoca veniva chiamato “shell shock”.

Lo shock da combattimento si caratterizza per una serie di sintomi psicologici, che includono incubi, flashback, numbing emotivo e ipervigilanza, che si manifestano dopo aver vissuto o assistito a eventi traumatici intensi come il combattimento.

Durante e dopo la guerra, medici e psicologi iniziarono a riconoscere queste manifestazioni non solo come debolezze fisiche ma come legittime condizioni psicologiche.

L’interesse per lo shock da combattimento ha segnato una svolta nella comprensione medica e psicologica del trauma. Questo ha spinto a un cambiamento nel trattamento dei veterani, che iniziò a includere approcci terapeutici volti a gestire i sintomi del PTSD.

L’esperienza della Prima Guerra Mondiale ha quindi dato un forte contributo allo sviluppo della psicologia del trauma,  facendo in modo da ampliare la comprensione dei disturbi psicologici legati al trauma e le tecniche di trattamento.

Anche storia dell’Arte trova un suo collegamento con la Prima Guerra Mondiale in particolar modo nel movimento del Futurismo, che celebrava la modernità, la tecnologia e la velocità, elementi enfatizzati anche dal contesto bellico.

Tra gli artisti che si arruolarono ci fu anche Umberto Boccioni, figura chiave del Futurismo. La sua visione intrecciava l’arte con il dinamismo meccanico e la guerra. Boccioni, e in generale i futuristi, promossero l’interventismo, sostenendo l’entrata dell’Italia nella guerra come un mezzo per modernizzare il paese e rinnovare la sua cultura attraverso il conflitto.

Boccioni, attraverso opere come “Stati d’animo” e “La città che sale“, esplorò temi di movimento e trasformazione, come la potenza meccanica e la velocità, elementi centrali tanto nella guerra quanto nel Futurismo. Boccioni morirà nel 1916 a causa di un incidente mentre era arruolato nell’esercito italiano. La sua morte segnò tragicamente il legame tra il suo sostegno al conflitto e il destino degli ideali futuristi di glorificazione della guerra.

Infine in economia possiamo facilmente vedere come la Prima Guerra Mondiale ebbe delle ripercussioni finanziarie su tutti i Paesi coinvolti. Durante il conflitto, le nazioni belligeranti accumularono enormi debiti pubblici finanziando le spese militari attraverso prestiti e l’emissione di titoli di stato, piuttosto che aumentare la tassazione. Questo aumento del debito pubblico ebbe effetti duraturi sulle economie post-belliche.

L’enorme spesa governativa necessaria per sostenere gli sforzi bellici provocò anche delle significative inflazioni. Con la produzione rivolta in larga parte al supporto militare, la scarsità di beni di consumo e l’aumento della circolazione monetaria portarono a una rapida crescita dei prezzi, erodendo il potere d’acquisto delle monete nazionali.

Dopo la guerra, molti paesi continuarono a lottare con tassi di inflazione elevati, causando crisi economiche e sociale. Inoltre, il debito accumulato durante il conflitto condizionò le politiche economiche dei decenni successivi.

La necessità di gestire e ammortizzare tali debiti influenzò decisioni economiche e politiche, spesso con l’obiettivo di stabilizzare le economie nazionali ma con effetti a volte controversi, come nel caso della Repubblica di Weimar in Germania, che sperimentò un’iperinflazione devastante nei primi anni ’20.

Conclusioni

Come abbiamo potuto vedere collegare un evento storico complesso come la Prima Guerra Mondiale a diverse discipline non solo è possibile, ma stimola un approccio critico e interdisciplinare essenziale per il successo all’esame di Maturità.

Speriamo che questi esempi ti abbiano ispirato e che ti incoraggino a esplorare ulteriormente i legami tra la storia e altri campi del sapere.

Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità” di Maturansia troverai degli esempi pratici per poter aumentare le tue competenze e riuscire in questo modo a sorprendere la commissione.

Ti auguriamo un grande in bocca al lupo!

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