Collegamenti orale Maturità: la mafia e i giudici Falcone e Borsellino

L’Esame di Maturità 2024 si avvicina e tu sei preoccupato per il colloquio orale? Non temere! Il segreto per eccellere è sviluppare il pensiero critico: ti servirà per fare i collegamenti interdisciplinari, cuore di questa parte dell’esame. 

Durante il colloquio, la commissione ti presenterà materiali diversi – testi, foto o immagini – e ti chiederà di esplorarne i collegamenti con varie discipline. Immagina che ti venga presentata la storica foto dei giudici Falcone e Borsellino: ecco come potresti approcciare il tema della mafia collegandolo a diverse materie.

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Collegamenti interdisciplinari con la pandemia Covid-19

  • Storia: Le stragi di mafia in Italia
  • Letteratura italiana: “Il giorno della Civetta” di Leonardo Sciascia
  • Diritto: L’evoluzione della legislatura antimafia
  • Filosofia: Il concetto di giustizia di Aristotele
  • Scienze della Terra: le ecomafie
  • Educazione fisica: il doping

Possibile discorso

Le figure dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si ricollegano alla storia recente d’Italia e in particolare alla stagione delle stragi di mafia, un periodo oscuro, caratterizzato da violenza e terrore, ma anche da eroismo e sacrificio. Negli anni ’80 e ’90, l’Italia fu scossa da una serie di attentati orchestrati dalla mafia, in particolare da Cosa Nostra, con l’intento di destabilizzare lo Stato e intimidire chiunque si opponesse al potere mafioso.

Tra i più noti eventi, ricordiamo la strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Questo attentato fu seguito, appena due mesi dopo, dalla strage di via D’Amelio, in cui fu assassinato il giudice Paolo Borsellino insieme a cinque agenti della sua scorta. Questi due attentati segnarono profondamente l’opinione pubblica italiana e internazionale, mettendo in luce la brutalità della mafia e il coraggio dei magistrati che la combattevano.

La risposta dello Stato italiano fu determinata: vennero introdotte nuove leggi antimafia, si rafforzarono le misure di sicurezza e si intensificò la collaborazione internazionale per contrastare le attività mafiose. Falcone e Borsellino divennero simboli della lotta contro la mafia, eroi nazionali che, con il loro sacrificio, ispirarono una nuova generazione di magistrati e cittadini a proseguire la battaglia per la legalità e la giustizia.

Le stragi di mafia degli anni ’80 e ’90, pur rappresentando un capitolo tragico della nostra storia, hanno contribuito a una maggiore consapevolezza della necessità di combattere la criminalità organizzata con determinazione e unità. Falcone e Borsellino, con il loro esempio, ci hanno insegnato che la giustizia e la legalità sono valori fondamentali per la coesione sociale e il progresso del nostro Paese.

La mafia, con le sue oscure trame e la profonda infiltrazione nella società, ha sempre offerto un fertile terreno di indagine per la letteratura italiana, che ha cercato di decifrare e rappresentare le dinamiche di questo fenomeno criminale. Un esempio emblematico è “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia, pubblicato nel 1961, che si configura come una delle prime e più incisive analisi letterarie sulla presenza mafiosa in Sicilia.

Nel romanzo, Sciascia utilizza la forma del giallo per esplorare il rapporto tra mafia e società, mostrando come la criminalità organizzata sia intrecciata con la vita quotidiana e le istituzioni. Attraverso il personaggio del capitano Bellodi, carabiniere proveniente da parma trasferito in Sicilia, il libro mette in luce il conflitto tra la legge e il codice d’onore mafioso, che regola le relazioni sociali al di fuori e spesso contro le leggi dello Stato.

“Il giorno della civetta” non solo racconta un caso di omicidio e la successiva indagine, ma riflette su temi più ampi come la giustizia, il senso di impotenza dei cittadini onesti e l’omertà, la legge del silenzio che protegge i mafiosi. Sciascia, con uno stile asciutto e penetrante, disegna un ritratto crudo e autentico della Sicilia degli anni Sessanta, esponendo la complessità e le contraddizioni di un’isola bella e tormentata, segnata da un codice morale arcaico e spesso incomprensibile per chi viene da fuori. Con questo romanzo, Sciascia non solo contribuisce al genere del giallo, ma eleva il dibattito sulla mafia a tema di interesse nazionale e letterario, per un pubblico più vasto.

La figura dei giudici Falcone e Borsellino è strettamente legata all’evoluzione della legislazione antimafia in Italia nel diritto italiano, poiché il loro lavoro ha fornito le basi per molte delle normative introdotte per combattere la mafia. Dopo la loro morte, lo Stato italiano ha intensificato gli sforzi legislativi, riconoscendo la necessità di strumenti giuridici più efficaci.

Tra le leggi più significative ci sono le disposizioni sulla collaborazione di giustizia, comunemente note come leggi sui pentiti, che hanno permesso di ottenere testimonianze da ex membri delle organizzazioni mafiose. Inoltre, il regime del 41-bis, che impone un regime carcerario molto severo per i detenuti di alta sicurezza, è stato esteso e rafforzato per isolare i capi mafiosi e prevenire la continuazione delle loro attività criminali dall’interno delle carceri.

L’evoluzione delle leggi antimafia ha visto anche l’introduzione di misure patrimoniali, permettendo allo stato di sequestrare e confiscare i beni degli individui condannati per reati di mafia, colpendo così uno dei pilastri della loro potenza economica e logistica. Queste leggi rappresentano un fondamentale baluardo nella lotta contro la mafia, mirando a erodere le basi del potere mafioso e a ristabilire la legalità nelle aree più colpite.

La figura dei giudici Falcone e Borsellino è emblematica nella lotta per la giustizia, tema centrale nella filosofia di Aristotele. Per il filosofo greco, la giustizia è una virtù cardinale che sostiene l’ordine sociale e politico, delineando una condizione di equità tra gli individui.

Aristotele distingue tra giustizia distributiva e correttiva. La giustizia distributiva riguarda la distribuzione equa di beni e risorse all’interno della società, proporzionata al merito di ciascuno. La giustizia correttiva, invece, interviene nelle transazioni private per correggere le ingiustizie e ripristinare l’equilibrio, affrontando gli sbilanciamenti creati da azioni ingiuste.

Questi concetti sono fondamentali per comprendere la lotta alla mafia, un’organizzazione che distorce sia la distribuzione equa delle risorse sia l’integrità delle relazioni private attraverso corruzione e coercizione. Il lavoro di Aristotele sulla giustizia offre così una cornice filosofica per valutare e confrontare gli sforzi legali e morali volti a smantellare le strutture mafiose e a restaurare la giustizia sociale.

La lotta alla mafia, simboleggiata dai giudici Falcone e Borsellino, si estende ben oltre il tradizionale crimine organizzato, raggiungendo anche le cosiddette ecomafie. Questo termine descrive le attività illegali che sfruttano e danneggiano l’ambiente, come lo smaltimento illegale di rifiuti tossici, il commercio illecito di specie protette e la costruzione abusiva.

Questo tema, legato a scienze della terra, rappresenta una grave minaccia per la sostenibilità ambientale e la salute pubblica. Queste pratiche non solo violano le leggi ambientali ma compromettono anche l’integrità degli ecosistemi, influenzando la biodiversità e la qualità della vita nelle aree colpite. Gli effetti possono essere devastanti, con la contaminazione di suoli e acquiferi e la distruzione di habitat naturali.

L’importanza nell’analisi delle ecomafie risiede nella capacità di tracciare e comprendere l’impatto ambientale di queste attività, supportando così le azioni legali e le politiche di prevenzione. 

La lotta contro la criminalità organizzata, rappresentata dai giudici Falcone e Borsellino, si estende anche al mondo dello sport, in particolare nella lotta contro il doping. Questo fenomeno riguarda l’uso illecito di sostanze per migliorare artificialmente le prestazioni atletiche, spesso con l’interesse di reti criminali che operano nel traffico di sostanze dopanti.

Il doping mina l’integrità dello sport e la salute degli atleti, creando un ambiente in cui il successo può essere indebitamente influenzato da fattori esterni alla pura capacità e al duro lavoro. In educazione fisica, il dibattito sul doping serve non solo a discutere delle sue implicazioni biologiche, ma anche a riflettere sui valori etici dello sport come fair play, onestà e rispetto delle regole.

La prevenzione e l’educazione sul doping sono cruciali per mantenere lo sport pulito e sicuro. Programmi di educazione fisica che includono l’educazione antidoping possono aiutare a formare atleti che rispettano non solo le regole dello sport, ma anche le leggi e la salute personale.

Conclusioni

Come puoi vedere, il tema della mafia e le figure dei giudici Falcone e Borsellino si intrecciano profondamente con diversi argomenti che hai studiato in questi anni. Questi collegamenti interdisciplinari dimostrano quanto sia essenziale adottare un approccio omnicomprensivo nell’analisi delle questioni sociali, legali, culturali e ambientali di vasta portata. 

Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità” troverai ulteriori spunti per esplorare e approfondire questi temi, con numerosi suggerimenti per sviluppare un discorso coerente e coinvolgente per il tuo esame orale. In bocca al lupo per il tuo esame!

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