Collegamenti orale Maturità: la Grande Depressione

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Pronto per affrontare l’Esame di Maturità 2024? Sei preoccupato per il colloquio orale? Non temere! Il modo migliore per eccellere è affinando il pensiero critico: sarà la chiave che ti porterà a fare i collegamenti interdisciplinari che saranno il cuore di questa parte della Maturità. Durante il colloquio, la commissione ti presenterà materiali diversi – potrebbero essere testi, foto o immagini – e ti chiederà di esplorarne i collegamenti con diverse discipline. Immagina che ti venga proposto di analizzare materiali inerenti alla Grande Depressione del 1929: potrebbero essere fotografie d’epoca di lunghe file davanti alle banche o articoli di giornale che descrivono il panico economico. 

Ecco come potresti approcciare questo tema da molteplici prospettive.

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Collegamenti interdisciplinari con la pandemia Covid-19

  • Storia: la crisi economica del 1929
  • Letteratura italiana: “Cristo si è  fermato a Eboli” di Carlo Levi
  • Letteratura inglese: “Senza un soldo a Parigi e Londra” di George Orwell
  • Economia: il ruolo dello stato nell’economia
  • Filosofia: Karl Marx e la teoria del crollo del capitalismo
  • Arte: Renato Guttuso

Possibile discorso

La Grande Depressione, iniziata con il crollo di Wall Street nel 1929, è stata una crisi economica devastante che ha colpito gran parte del mondo occidentale, lasciando milioni di persone senza lavoro, senza risorse e in condizioni di estrema povertà. 

Questo periodo di profonda recessione economica è stato scatenato da una combinazione di fattori, tra cui la speculazione azionaria eccessiva, una regolamentazione bancaria insufficiente, e il crollo del mercato azionario che ha visto il valore delle azioni precipitare in modo vertiginoso, portando al panico e a ritiri massicci di denaro dalle banche, che a loro volta andarono in bancarotta.

Le conseguenze di questa crisi furono gravissime su scala globale: aumento del tasso di disoccupazione, fallimenti aziendali, contrazione dei consumi e della produzione industriale. L’agricoltura subì colpi devastanti a causa della deflazione dei prezzi dei prodotti, che impoverì ulteriormente i contadini, già provati dalla crisi.

Le soluzioni a questa crisi furono varie e complesse. Negli Stati Uniti, il presidente Franklin D. Roosevelt introdusse il New Deal, una serie di programmi, politiche pubbliche, riforme finanziarie e regolamenti economici. Queste misure includevano l’assicurazione federale sui depositi bancari per prevenire ulteriori corse agli sportelli, vasti programmi di lavori pubblici per creare occupazione e stimolare l’economia, nonché normative per controllare la borsa e proteggere l’economia da future speculazioni dannose. 

Simili iniziative furono adottate in varie forme anche in altri paesi, segnando una svolta nel modo in cui i governi intervenivano nell’economia, prefigurando politiche che avrebbero influenzato il pensiero economico e sociale per decenni a venire.

Il collegamento tra la Grande Depressione e la letteratura italiana può essere esplorato attraverso opere che riflettono le tematiche di isolamento, povertà e alienazione sociale, simili a quelle vissute durante la crisi economica globale. “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi è un esempio emblematico di come la letteratura possa dare voce alle sofferenze e alle ingiustizie sociali in un periodo di crisi profonda.

Nel suo romanzo, Levi narra la sua esperienza di confino nel piccolo villaggio di Aliano (nella narrativa chiamato Gagliano) nel sud dell’Italia durante il regime fascista. L’opera non solo dipinge il drammatico divario tra il nord industrializzato e il sud rurale d’Italia, ma mostra anche come le popolazioni marginalizzate siano state ulteriormente isolate dallo sviluppo economico e sociale del paese. Levi descrive con intensità la vita degli abitanti di Gagliano, i loro usi, le loro credenze, e la loro rassegnazione, evidenziando una realtà di abbandono comparabile a un esilio interno, dove il sentimento di essere stati dimenticati dal resto dell’Italia è palpabile. 

Attraverso la sua prosa lirica e riflessiva, Levi non solo offre uno spaccato della cultura e delle sfide del Mezzogiorno, ma solleva anche questioni più ampie su identità, appartenenza e ingiustizia, mostrando la profonda connessione tra la terra e le persone che la abitano. “Cristo si è fermato a Eboli” va oltre la narrazione personale per diventare un potente manifesto sulla condizione umana, enfatizzando la dignità e la resistenza in condizioni di estrema difficoltà.

La letteratura inglese rispecchia spesso le realtà economiche e sociali della sua epoca, e “Senza un soldo a Parigi e Londra” di George Orwell è un vivido resoconto delle difficoltà economiche e della povertà urbana. In questo saggio autobiografico, Orwell esplora le sue esperienze personali vivendo al limite della società, dapprima a Parigi e poi a Londra.

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Orwell descrive dettagliatamente il suo percorso attraverso vari lavori mal pagati e le condizioni degradanti in cui si trovava a vivere, come il lavare piatti in un ristorante parigino o vagabondare per le strade di Londra. La sua narrazione è una finestra aperta sulla disperazione e la dignità umana messa alla prova dalla miseria estrema. “Senza un soldo a Parigi e Londra” non solo offre uno sguardo incisivo sulla precarietà economica, ma pone anche interrogativi profondi sull’ineguaglianza, la povertà e le strutture sociali che perpetuano tali condizioni. La prosa di Orwell cattura l’essenza della lotta per la sopravvivenza, rendendo l’opera un’esplorazione senza tempo della vita ai margini della società.

La Grande Depressione ha segnato un cambiamento significativo nel ruolo dello Stato nell’economia, spostando il paradigma verso un interventismo statale più ampio e strutturato. Questo cambiamento è esemplificato dall’adozione del New Deal negli Stati Uniti, ma riflette una tendenza globale verso politiche economiche più attive da parte dei governi.

Prima della Grande Depressione, la prevalente teoria economica era quella del laissez-faire, che sosteneva una minima interferenza dello Stato nell’economia. Tuttavia, le devastanti conseguenze economiche e sociali della depressione hanno dimostrato la necessità di un maggiore intervento statale per stabilizzare e stimolare l’economia. Gli strumenti principali di questa nuova politica includevano la regolamentazione finanziaria, i programmi di lavori pubblici, le garanzie bancarie, e le politiche di sostegno al reddito.

Questi interventi non solo miravano a ripristinare la fiducia nel sistema economico e a ridurre il tasso di disoccupazione, ma anche a riformare strutturalmente l’economia per prevenire future crisi. La crescente accettazione delle teorie keynesiane, che sostengono l’uso della politica fiscale e monetaria per moderare i cicli economici, è stata una diretta conseguenza dell’esperienza della Grande Depressione. Questa nuova visione del ruolo dello Stato nell’economia ha continuato a influenzare le politiche economiche per decenni, stabilendo le basi per l’intervento governativo in aree che vanno dalla sanità al welfare, dimostrando così un duraturo impatto sulla teoria e pratica economica.

La Grande Depressione ha evidenziato alcune delle criticità intrinseche del capitalismo, che, in filosofia, Karl Marx aveva teorizzato come inevitabili. Secondo Marx, il capitalismo è destinato a collassare a causa delle sue contraddizioni interne, principalmente la lotta di classe tra il proletariato e la borghesia e l’accumulazione insostenibile di capitale.

Marx sosteneva che il capitalismo sarebbe stato vittima della propria dinamica di sovrapproduzione e sottoccupazione, portando a crisi cicliche sempre più gravi. Queste crisi, secondo la sua teoria, spingerebbero i lavoratori a unirsi e rivoltarsi contro il sistema capitalista, portando alla sua eventuale sostituzione con un sistema socialista o comunista. La Grande Depressione può essere vista come una manifestazione di questa teoria: l’acuta disuguaglianza e la vasta disoccupazione hanno accentuato le tensioni sociali e esposto le fragilità del sistema. Tuttavia, contrariamente alle previsioni di Marx, il risultato non è stato il crollo del capitalismo ma piuttosto l’adozione di politiche keynesiane e l’intensificazione dell’intervento statale nell’economia.

In arte, infine, la Grande Depressione ha ispirato un movimento artistico mondiale noto come realismo, che mirava a rappresentare la vita quotidiana con una particolare attenzione alle difficoltà e alle ingiustizie sociali. Renato Guttuso, uno dei principali esponenti del realismo in Italia, utilizzava la sua arte per esplorare e criticare le condizioni sociali e politiche del suo tempo.

Guttuso è famoso per la sua capacità di catturare la vita delle classi lavoratrici e dei diseredati, offrendo un ritratto crudo e emotivamente carico delle loro lotte. Attraverso opere come “La Vucciria”, Guttuso non solo documenta una famosa piazza del mercato di Palermo ma anche la vitalità e la crudezza della vita popolare. Il suo stile, caratterizzato da colori vivaci e linee audaci, trasmette la tensione e l’energia delle scene quotidiane, facendo emergere la dignità e la resistenza umana nonostante le avversità. In questo modo, Guttoso continua la tradizione del realismo, usando l’arte come strumento di commento e critica sociale.

Conclusioni

Come puoi vedere, la Grande Depressione del 1929 si intreccia profondamente con tanti argomenti che hai studiato nel corso della tua formazione. Questi collegamenti interdisciplinari dimostrano quanto sia importante adottare un approccio olistico nell’analisi di eventi storici di vasta portata. 

Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità” troverai ulteriori spunti per esplorare e approfondire questi temi, con tanti spunti per sviluppare un discorso coerente e coinvolgente per il tuo esame orale. In bocca al lupo per il tuo esame!

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