Collegamenti orale Maturità: "Fratelli" di Giuseppe Ungaretti

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L’esame di Maturità 2024 è quasi alle porte e sappiamo quanto la prova orale possa suscitare una certa apprensione, ma con le dovute indicazioni la si può affrontare con serenità.

La commissione ti presenterà un argomento sotto forma di testo, oppure un’immagine o ancora una foto iconica o un’opera d’arte, che dovrai esporre e cercare quanto più possibile di collegare alle varie materie, in un percorso interdisciplinare.

Poniamo il caso che la commissione decida di sottoporti la poesia “Fratelli” di Giuseppe Ungaretti. A questo punto dovrai riuscire a fare un’analisi quanto più completa possibile di questo brano e cercare di collegarlo ad altri temi trattati in altre materie.

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Collegamenti interdisciplinari da “Fratelli” di Giuseppe Ungaretti

  • Letteratura Italiana: vita e opere di Giuseppe Ungaretti
  • Storia: la Prima Guerra Mondiale
  • Filosofia: Martin Heidegger e Jean-Paul Sartre
  • Storia dell’Arte: Futurismo, il Cubismo e il Surrealismo
  • Letteratura Latina: “Lettere a Lucilio” di Seneca
  • Scienze della Terra: il Carsismo

Possibile discorso

La poesia “Fratelli” di Giuseppe Ungaretti rappresenta un fulgido esempio della maestria poetica di questo autore e della capacità di esprimere concetti profondi e universali attraverso un linguaggio estremamente essenziale e diretto. Scritta nel 1916 durante la prima guerra mondiale, sul fronte dell’Isonzo, questa poesia incarna la riflessione di Ungaretti sulla fratellanza, sul senso di perdita e sull’umanità condivisa in mezzo al disumano contesto del conflitto. Il tema della fraternità emerge potente, trascendendo il semplice legame di sangue per abbracciare una comunione spirituale ed emotiva tra i soldati, uniti dalla condivisione delle stesse sofferenze e speranze.

La struttura metrica di “Fratelli” è caratterizzata da una libertà compositiva che riflette l’approccio innovativo di Ungaretti alla poesia. Rinunciando alla tradizionale suddivisione in strofe e versi regolari, il poeta opta per una forma aperta, fluida, che consente un’espressione più immediata e intensa del sentimento. Questa scelta stilistica contribuisce a creare un impatto emotivo diretto sul lettore, rendendo la poesia un ponte genuino tra l’io lirico e il mondo.

Giuseppe Ungaretti (1888-1970) è stato uno dei massimi poeti italiani del Novecento e figura chiave dell’ermetismo, movimento letterario che propugnava una poesia caratterizzata da un’espressione essenziale, concentrata e allusiva. Nato ad Alessandria d’Egitto da genitori italiani, Ungaretti visse un’infanzia e adolescenza in un contesto multiculturale che influenzò profondamente la sua visione del mondo e la sua opera poetica. Trasferitosi in Italia per gli studi universitari, si avvicinò ben presto agli ambienti letterari fiorentini e romani, entrando in contatto con i principali esponenti delle avanguardie artistiche e letterarie del tempo.

Tra le opere principali di Ungaretti si annoverano “Il Porto Sepolto” (1916), raccolta in cui appare “Fratelli”, che segna l’esordio della sua ricerca poetica, “Allegria di naufragi” (1919), che riflette le esperienze vissute al fronte e un’apertura verso un sentimento di gioia trascendentale, nonostante le avversità, e “Sentimento del tempo” (1933), in cui la riflessione si sposta verso temi esistenziali più ampi, esplorando il tempo, la memoria e la morte. La sua poesia, caratterizzata dalla ricerca dell’essenziale e da un linguaggio che aspira alla pura espressione del sentimento, ha esercitato una profonda influenza sulla letteratura italiana e internazionale del XX secolo, rendendo Ungaretti uno dei punti di riferimento imprescindibili della poesia moderna.

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In collegamento con storia, ovviamente troviamo la Prima Guerra Mondiale, una guerra di trincea. Iniziò il 28 luglio 1914, principalmente a causa dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria a Sarajevo, che scatenò una crisi diplomatica tra le grandi potenze europee. Vennero coinvolte le principali nazioni europee e altre mondiali, tra cui l’Impero tedesco, l’Austria-Ungheria, l’Impero Ottomano, la Russia, la Francia, il Regno Unito, l’Italia, e successivamente gli Stati Uniti e il Giappone.

Questo tipo di guerra, caratterizzata da un’immobilità quasi totale delle linee del fronte, condizioni di vita disumane e un contatto ravvicinato e costante con la morte, trova nella poesia di Ungaretti un’espressione poetica di straordinaria potenza e universalità.

Il contesto delle trincee, dove i soldati vivevano in condizioni estreme, stretti tra fango, freddo, e la costante minaccia degli attacchi nemici, emerge nella poesia come simbolo della condizione umana al limite dell’esperienza. In “Fratelli”, la fraternità tra i soldati non è solo un legame forgiato dalla condivisione delle stesse sofferenze e paure, ma diventa anche una metafora della ricerca di senso in un contesto di assurda brutalità. Questa fratellanza, scaturita dall’esperienza estrema della guerra di trincea, trasforma l’orrore in un momento di profonda riflessione sull’essenza stessa dell’essere umano, sulla sua capacità di trovare connessioni autentiche in situazioni limite.

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La guerra di trincea, quindi, non è soltanto lo sfondo storico e materiale della poesia, ma diventa un elemento cruciale per la comprensione del messaggio di Ungaretti. La vita nelle trincee, con la sua quotidianità segnata dall’attesa, dalla paura e dalla speranza, si riflette nella scelta di una scrittura essenziale e tagliente, dove ogni parola è carica di significati e risonanze emotive. La poesia di Ungaretti, con la sua capacità di catturare l’universale nell’istante, offre così una testimonianza poetica unica dell’esperienza della guerra di trincea, elevando il particolare al rango di simbolo dell’umana condizione.

Nel contesto di filosofia possiamo dire che “Fratelli” si lega profondamente alla filosofia esistenzialista, in particolare agli approcci di Martin Heidegger e Jean-Paul Sartre, due pilastri di questo movimento filosofico. Entrambi i filosofi indagano la condizione umana, l’essenza dell’essere e la ricerca di significato in un mondo spesso privo di esso, temi che trovano una forte risonanza nella poesia ungarettiana.

Per Heidegger, l’essere umano è caratterizzato dall’essere-nel-mondo, una condizione che sottolinea l’inevitabile interazione con il proprio ambiente e la consapevolezza dell’essere verso la morte (Sein-zum-Tode). La guerra di trincea, con la sua costante prossimità alla morte, esemplifica drasticamente questa condizione, spingendo i soldati, e quindi gli esseri umani, a confrontarsi con la loro mortalità e a cercare un’autentica esistenza nell’accettazione di tale realtà.

Sartre, invece, pone l’accento sulla libertà dell’individuo e sulla responsabilità di creare il proprio senso di sé e del mondo attraverso le proprie scelte, anche in contesti estremi come la guerra. La fratellanza tra i soldati in “Fratelli” può essere vista come una manifestazione di questa libertà, un atto di definizione di sé attraverso la solidarietà in un contesto altrimenti privo di significato.

In entrambi i casi, la poesia di Ungaretti si fa portavoce di una profonda indagine esistenziale, mostrando come, anche nelle condizioni più estreme, l’uomo sia alla ricerca di significato, connessione e autenticità, concetti chiave dell’esistenzialismo.

Passando poi alla storia dell’arte possiamo vedere come l’ermetismo, con il suo approccio concentrato sulla suggestione e sull’essenzialità del linguaggio, si proponesse di esplorare le profondità dell’animo umano, ricercando un contatto diretto con l’essenza delle cose al di là della loro apparenza materiale. Parallelamente, le avanguardie artistiche, come il Futurismo, il Cubismo e il Surrealismo, cercavano di rompere con la tradizione e di rappresentare il mondo attraverso lenti innovative, distorcendo la realtà per catturarne l’essenza o esplorando l’inconscio e il sogno. Nonostante le differenze nei metodi e nei temi, sia l’ermetismo che le avanguardie condividevano un comune disinteresse per il realismo descrittivo, preferendo invece esplorare nuove dimensioni della realtà e dell’esistenza.

Potrebbe sembrare strano ma “Fratelli” di Ungaretti può trovare un collegamento anche con la letteratura latina, in particolare con le “Lettere a Lucilio” di Seneca. Infatti entrambe condividono temi profondamente umani quali la riflessione sull’esistenza, la mortalità e il valore delle relazioni umane. Entrambe le opere, nel loro specifico contesto culturale e storico, esplorano il concetto di fraternità, non solo nel senso letterale del termine ma anche come espressione di un legame spirituale e morale che unisce gli individui al di là delle circostanze esterne.

Seneca, nelle sue lettere, discute ampiamente il valore delle relazioni umane, sottolineando l’importanza della virtù, dell’amicizia e della comunanza di intenti per il conseguimento di una vita felice e moralmente retta. Le sue riflessioni filosofiche, incentrate sullo stoicismo, enfatizzano la capacità dell’individuo di mantenere la propria integrità e umanità anche nelle situazioni più avverse.

Il collegamento tra “Fratelli” e le “Lettere a Lucilio” risiede quindi in questa profonda esplorazione del significato dell’esistenza umana e del valore intrinseco delle relazioni basate su autentica comprensione e condivisione di esperienze, che permettono all’individuo di affrontare la vita con coraggio e dignità. Entrambe le opere invitano a una riflessione sulla capacità di trovare una dimensione di fraternità autentica anche nei contesti più difficili, sottolineando come la solidarietà umana possa emergere come risposta ai dilemmi esistenziali più profondi.

Per concludere possiamo trovare un collegamento anche con le scienze della terra, in particolare nel fenomeno del carsismo. La guerra di trincea, infatti, trova un significativo punto di contatto con questo fenomeno naturale, specialmente nelle zone dove questo processo geologico è prevalente, come il fronte dell’Isonzo, scenario della poesia “Fratelli” di Giuseppe Ungaretti. Il carsismo, caratterizzato dalla dissoluzione delle rocce calcaree sotto l’azione dell’acqua, porta alla formazione di doline, cavità e sistemi di grotte che hanno profondamente influenzato il paesaggio di questa regione.

Nel contesto della guerra di trincea, le doline e il terreno carsico hanno avuto un impatto diretto sulle strategie militari e sulle condizioni di vita dei soldati. Queste formazioni naturali offrivano sia vantaggi tattici, come nascondigli naturali e protezione dal fuoco nemico, sia sfide significative, a causa della instabilità del terreno che poteva crollare improvvisamente o nascondere tunnel e passaggi sotterranei.

Questo paesaggio carsico, segnato da trincee, crateri d’artiglieria e doline, diventa metafora della guerra stessa: un ambiente che, al di sotto di una superficie apparentemente nota e riconoscibile, nasconde pericoli invisibili e imprevedibili. La guerra di trincea nel Carso rappresenta così non solo una battaglia contro l’avversario ma anche contro un ambiente naturale che, con le sue peculiarità geologiche, ha influito profondamente sullo svolgimento e sull’esito dei conflitti, riflettendo la complessità e la precarietà dell’esistenza umana in tempo di guerra.

Conclusioni

Come abbiamo visto con “Fratelli” di Ungaretti, collegare una poesia profondamente evocativa a diverse discipline richiede un’esplorazione interdisciplinare attenta e curiosa. L’analisi che abbiamo condotto dimostra come la letteratura possa diventare un ponte verso la comprensione di concetti filosofici, storici, artistici, e scientifici, riflettendo la ricchezza di significati che un testo può svelare quando lo si osserva da molteplici prospettive.

Speriamo che queste riflessioni per l’orale di Maturità ti abbiano ispirato e incentivato a scoprire ulteriori connessioni tra le opere studiate e il vasto mondo del sapere. Questo approccio non solo arricchirà il tuo esame ma aprirà anche nuove vie di comprensione del mondo.

Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità” di Maturansia troverai altri esempi per poter arricchire le tue competenze e riuscire a sorprendere la commissione d’esame.

Ti auguriamo un grosso in bocca al lupo!

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