Collegamenti orale Maturità: il fascismo e le dittature

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Pronto per affrontare l’Esame di Maturità 2024? Il momento del colloquio orale si avvicina e potresti sentirti un po’ ansioso, ma niente paura! Questa fase dell’esame, non solo è imponente, ma offre un’opportunità unica per mostrare quanto hai appreso. 

La commissione esaminatrice ti mostrerà un materiale, come può essere un’immagine storica o un documento, per stimolare una discussione interdisciplinare. Che faresti, ad esempio, se ti fosse presentata una foto di Benito Mussolini? Ecco alcuni spunti su come potresti articolare la tua analisi a partire dal fascismo e dalle dittature.

Collegamenti interdisciplinari con il fascismo e le dittature

  • Storia: il fascismo in Italia.
  • Letteratura italiana: “Fontamara” di Ignazio Silone.
  • Letteratura inglese: “La fattoria degli animali” e “1984” di George Orwell.
  • Filosofia: il leader carismatico in Max Weber.
  • Diritto: la Costituzione in risposta al Ventennio fascista.
  • Arte: l’architettura razionalista.

Possibile discorso

Il fascismo italiano, movimento politico guidato da Benito Mussolini, prese il potere nel 1922 e segnò profondamente la storia dell’Italia fino al 1943. Questo periodo è stato caratterizzato da un governo totalitario che promosse una politica aggressiva di nazionalismo, espansionismo e controllo autoritario dello stato sulla società e sull’economia.

Mussolini, fondatore del Partito Nazionale Fascista, emerse sulla scena politica italiana nel caos post-prima guerra mondiale, un periodo segnato da instabilità economica e sociale. Il suo carisma e la sua capacità retorica lo resero una figura popolare, promettendo stabilità e grandezza per l’Italia. Nel 1922, Mussolini e le sue “camicie nere”, le squadracce fasciste, marciarono su Roma, creando uno stato di tensione che culminò con la decisione del Re Vittorio Emanuele III a nominarlo primo ministro.

Una volta al potere, Mussolini istituì rapidamente un regime totalitario attraverso l’uso della violenza, la soppressione dei partiti politici e l’eliminazione delle opposizioni, consolidando il suo potere tramite la creazione di un culto della personalità. Le leggi fascistissime, introdotte tra il 1925 e il 1926 abolirono la libertà di stampa e stabilirono un controllo ferreo sulle informazioni, permettendo a Mussolini di promuovere un’immagine di leader infallibile e indispensabile per il paese.

Il Duce, come veniva chiamato, perseguì una politica estera aggressiva, cercando di costruire un nuovo impero italiano. Questo culminò nella guerra d’Etiopia nel 1935 e nell’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale al fianco della Germania nazista nel 1940. Tuttavia, le sconfitte militari e il crescente malcontento tra la popolazione erano segnali che il regime stava vacillando.

La caduta di Mussolini avvenne nel 1943, quando fu arrestato su ordine del re dopo una votazione del Gran Consiglio del Fascismo. Liberato dai tedeschi, tentò di istituire la Repubblica Sociale Italiana nel Nord Italia, ma il suo controllo era limitato e segnato dalla continua resistenza partigiana. Mussolini fu catturato e giustiziato da partigiani italiani nel 1945, segnando in questo modo il brutale e definitivo termine alla dittatura fascista in Italia.

Il fascismo ha avuto un impatto profondo sulla letteratura italiana, poiché il regime cercava di controllare la produzione culturale per promuovere i suoi ideali. In questo contesto, “Fontamara” di Ignazio Silone emerge come un’opera di resistenza e critica verso il regime fascista. Il romanzo narra le vicende degli abitanti di un piccolo villaggio abruzzese, i “cafoni”, che subiscono le ingiustizie e gli abusi delle nuove politiche agrarie e dell’amministrazione fascista, rappresentata nel romanzo dalla figura dell’Impresario, un personaggio corrotto e manipolatore.

La storia si concentra sulla lotta e la tragica consapevolezza dei cafoni di essere sfruttati e oppressi, che culmina con il loro tentativo maldestro di ribellione. Silone utilizza il racconto per evidenziare la sofferenza dei contadini, sfruttati non solo dai fascisti ma anche da una classe borghese locale complice del regime. Il linguaggio semplice e diretto del romanzo amplifica il senso di realismo e urgenza, rendendo la narrazione profondamente emotiva e autentica.

“Fontamara” non è solo un romanzo di denuncia sociale, ma anche un appello alla coscienza e alla solidarietà. Attraverso il personaggio di Berardo Viola, che si evolve da una figura passiva a simbolo di resistenza, Silone esplora temi di moralità, sacrificio e la possibile redenzione attraverso l’azione collettiva. Il libro diventa così un manifesto dell’indignazione popolare e un modello letterario per la resistenza contro l’oppressione.

Anche la letteratura inglese ha esplorato i regimi totalitari attraverso allegorie e distopie che criticano il controllo oppressivo e la manipolazione delle masse. George Orwell, in particolare, ha tratto ispirazione dalle caratteristiche di tali regimi per creare “La fattoria degli animali” e “1984”, opere che indagano e denunciano il totalitarismo.

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“La fattoria degli animali” è una favola satirica che racconta la ribellione degli animali contro i loro padroni umani, per poi vedere i nuovi leader, i maiali, diventare più tirannici degli umani stessi. Orwell utilizza questa narrazione per illustrare come il potere possa corrompere e come le promesse di eguaglianza possano facilmente trasformarsi in una nuova forma di oppressione, simboleggiata dal famoso detto: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri”.

“1984”, invece, narra di un futuro distopico in cui il Partito, guidato dalla figura onnipresente del Grande Fratello, controlla ogni aspetto della vita, compresi pensieri, comportamenti e lingua degli individui. Attraverso la figura di Winston Smith, Orwell esplora la lotta interiore contro la rassegnazione e l’assoggettamento, evidenziando le tecniche di manipolazione psicologica e il terrore impiegato per mantenere il potere.

Entrambe le opere offrono una riflessione profonda su come le ideologie possano essere distorte per servire gli interessi di una minoranza dominante, mostrando il lato oscuro del desiderio umano di controllo assoluto.

Il fascismo può essere collegato alla filosofia attraverso il concetto del leader carismatico di Max Weber, il quale analizza come certe figure possano acquisire e mantenere il potere tramite il carisma personale piuttosto che per diritto legale o tradizione. Secondo Weber, un leader carismatico è colui che viene percepito dai suoi seguaci come eccezionale, e questa percezione è fondamentale per la legittimazione del suo potere.

Weber descrive il carisma come una qualità che distingue un individuo dagli altri, rendendolo oggetto di ammirazione e fonte di autorità. Il leader carismatico guida attraverso la forza della sua personalità e attraverso una visione che promette cambiamento e rinnovamento, spesso in momenti di crisi. Tuttavia, il carisma deve essere continuamente dimostrato attraverso successi e, per Weber, la più grande sfida per un leader carismatico è la “routinizzazione” del carisma: la transizione del suo potere personale in un sistema istituzionale o tradizionale che possa sopravvivere oltre la sua presenza fisica.

Il fascismo si collega al diritto attraverso la sua influenza diretta nella formazione della Costituzione Italiana del 1948. Questo documento fondamentale rappresenta una risposta legislativa alla mancanza di libertà e di garanzie democratiche durante il regime fascista.

La Costituzione Italiana è stata redatta per garantire che gli abusi di potere e le restrizioni delle libertà individuali non si ripetessero. Essa pone l’accento su diritti fondamentali come la libertà di espressione, il diritto di assemblea, la libertà religiosa e il diritto al lavoro, tutti concetti fortemente soppressi sotto il fascismo. L’architettura costituzionale è stata costruita per assicurare un sistema democratico robusto, con la separazione dei poteri e il controllo incrociato tra le istituzioni, evitando così la concentrazione di potere che aveva caratterizzato il governo di Mussolini. La risposta legislativa della Costituzione si manifesta nella sua enfasi sulla sovranità popolare e sulla tutela dei diritti umani, fondamentali per prevenire il ritorno a forme di governo totalitarie.

Infine, il fascismo si collega all’arte attraverso il suo impiego dell’architettura come strumento di propaganda e manifestazione visiva dei suoi ideali di ordine e potenza. In particolare, l’architettura razionalista si distingue per il suo approccio che privilegia la funzionalità e la semplicità formale, rifiutando l’ornamentazione eccessiva in favore di una chiarezza strutturale e di linee pulite.

Questa corrente architettonica si sviluppa negli anni ’20 e ’30 e mira a esprimere l’idealizzazione fascista dell’ordine attraverso edifici che sono sia monumentali sia estremamente funzionali. L’architettura razionalista riflette l’aspirazione del regime a proiettare un’immagine di modernità e progresso tecnico. Opere come il Palazzo della Civiltà Italiana a Roma, esemplificano come queste strutture siano state utilizzate per incarnare e comunicare visivamente i valori e gli obiettivi del fascismo, rendendo l’architettura uno strumento di messaggi politici diretti.

Conclusioni

Come puoi vedere, il Fascismo si collega con diverse materie e i diversi spunti interdisciplinari arricchiscono l’analisi di questo periodo storico. Attraverso letteratura, filosofia, arte, diritto e molto altro, comprendiamo come eventi politici possano influenzare e plasmare vari aspetti della società e della cultura. 

Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità” troverai ulteriori approfondimenti per esplorare i possibili collegamenti interdisciplinari da esporre nel tuo esame orale, oltre a  strumenti e consigli preziosi per un discorso coeso e stimolante che possa fare colpo sulla commissione. Buona fortuna per la tua Maturità!

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