Collegamenti orale Maturità: i diritti delle donne

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Pronto per affrontare l’Esame di Maturità 2024? Sei preoccupato per il colloquio orale? Non temere! Il consiglio che ti diamo è di affinare il tuo pensiero critico: sarà la chiave che ti porterà a fare i collegamenti interdisciplinari che saranno il cuore di questa parte della Maturità. 

Durante il colloquio, la commissione ti presenterà materiali diversi – potrebbero essere testi, foto o immagini – e ti chiederà di esplorarne i collegamenti con diverse discipline. Immagina che ti venga proposto di analizzare materiali riguardanti i diritti delle donne: potrebbero essere manifesti di movimenti femministi, estratti di letteratura o opere d’arte di autrici influenti, o anche un’immagine del recente film “C’è ancora domani”, di Paola Cortellesi. Ecco come potresti collegare questo tema a diverse materie.

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Collegamenti interdisciplinari con la pandemia Covid-19

  • Storia: il suffragio universale in Italia
  • Letteratura italiana: “La Lupa” di Giovanni Verga
  • Letteratura inglese: “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf
  • Filosofia: “Il secondo sesso” di Simone de Beauvoir
  • Diritto: L’uguaglianza nella Costituzione Italiana
  • Arte: Frida Khalo

Possibile discorso

Il cammino verso il suffragio femminile in Italia rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dei diritti delle donne nel paese. Il diritto di voto alle donne italiane fu concesso per la prima volta nel 1945, un passo significativo che arrivò dopo un lungo periodo di lotte e cambiamenti sociali, politici ed economici.

La questione del suffragio femminile in Italia iniziò a guadagnare attenzione alla fine del XIX secolo, inserita nel più ampio movimento internazionale per i diritti delle donne. Tuttavia, fu solamente nel contesto del dopoguerra, con la caduta del regime fascista e la fine della Seconda Guerra Mondiale, che la possibilità di estendere il diritto di voto alle donne divenne concreta. Durante il fascismo, infatti, le donne furono largamente escluse dalla vita politica e sociale, e il regime promuoveva un’immagine della donna principalmente come madre e moglie.

Il 1946 fu l’anno della svolta: le donne votarono per la prima volta in occasione del referendum istituzionale tra monarchia e repubblica e per l’elezione dell’Assemblea Costituente. Questi eventi non solo segnarono l’inizio della Repubblica Italiana, ma rappresentarono anche un riconoscimento formale dell’importanza e dell’influenza politica delle donne nel rinnovato tessuto sociale e politico del paese. 

Il suffragio universale fu quindi il risultato di una serie di trasformazioni dovute alle pressioni interne di movimenti femminili e alla nuova configurazione internazionale post-bellica, che promuoveva valori di eguaglianza e diritti civili.

Per collegare i diritti delle donne alla letteratura italiana citiamo la novella “La Lupa” di Giovanni Verga, analizzando il ruolo e l’immagine della donna nei contesti rurali e tradizionalisti dell’Italia dell’800, dove le dinamiche di potere erano spesso sfavorevoli alle donne.

“La Lupa” di Verga, parte della raccolta “Vita dei campi” (1880), è un racconto emblematico del verismo letterario, movimento che si propone di ritrarre la realtà senza idealizzazioni. Il personaggio della Lupa, una donna di forte sensualità e dominante volontà, incarna la sfida alle convenzioni sociali del suo tempo. Nella storia, la Lupa seduce il giovane Nanni, che inizialmente resiste ma poi cede, sottomettendosi completamente a lei. Questo racconto non solo evidenzia il potere seduttivo e distruttivo attribuito alla figura femminile, ma mette anche in luce il conflitto tra desiderio e moralità sociale.

La trattazione di questi temi in “La Lupa” offre una visione critica delle aspettative e delle limitazioni imposte alle donne, sottolineando come la società condanni il comportamento trasgressivo di una donna che cerca di esercitare un’autonomia, sia essa emotiva o sessuale. Questo ci permette di riflettere su come la letteratura possa essere utilizzata per interrogare e talvolta contestare le norme sociali riguardanti i generi.

Possiamo collegare i diritti delle donne alla letteratura inglese attraverso opere come “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf.

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“Una stanza tutta per sé”, pubblicato nel 1929, è un saggio esteso basato su due conferenze che Woolf tenne al Newnham College e al Girton College, università femminili di Cambridge. In questo testo, Woolf argomenta che se una donna vuole scrivere, deve avere “una stanza tutta per sé” e indipendenza finanziaria. Questa “stanza” simboleggia lo spazio personale, mentale e fisico che le donne necessitano per sviluppare la propria creatività e indipendenza.

Woolf sottolinea anche le barriere storiche e sociali che hanno impedito alle donne di scrivere e partecipare alla vita letteraria. Attraverso un’analisi delle vite delle donne scrittrici e delle opere che esse hanno lasciato, il saggio esplora come il patriarcato abbia limitato l’accesso delle donne all’educazione e alle opportunità professionali.

“Una stanza tutta per sé” è pertanto fondamentale per comprendere le intersezioni tra genere, economia e produzione letteraria, mostrando come il cambiamento sociale possa essere ispirato e supportato dalla letteratura. Woolf utilizza la sua narrativa per fare appello a un cambiamento nella percezione del ruolo delle donne nella società e nella letteratura.

Collegare i diritti delle donne alla filosofia permette di comprendere le fondamenta teoriche delle lotte femministe ed esaminare le strutture di potere che influenzano le relazioni di genere. Simone de Beauvoir, con il suo lavoro pionieristico in questo campo, ha fornito strumenti critici essenziali per analizzare la condizione femminile.

Simone de Beauvoir, nel suo saggio “Il Secondo Sesso”, pubblicato nel 1949, ha esplorato in profondità le dinamiche di oppressione delle donne, argomentando che non si nasce donna, ma lo si diventa a causa delle aspettative culturali e sociali. Questo testo è considerato una pietra miliare nella filosofia e negli studi di genere, avendo introdotto l’idea che il genere sia una costruzione sociale anziché una questione biologica.

Simone De Beauvoir ha sottolineato come le strutture patriarcali limitino le opportunità e la libertà delle donne, invitando a una riflessione sulle possibilità di emancipazione attraverso il cambiamento sociale e individuale. Il suo pensiero ha ispirato e continua a ispirare le generazioni di femministe e filosofi nella lotta per l’uguaglianza di genere.

Per collegare i diritti delle donne proprio al diritto, faremo un’analisi degli articoli dedicati della Costituzione Italiana.Promulgata nel 1948, nell’articolo 3 stabilisce esplicitamente l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Questa disposizione è la base per i diritti delle donne, in quanto sancisce un principio di parità che deve trovare applicazione in tutti gli ambiti della vita sociale, economica e politica. L’articolo 37, inoltre, garantisce specificamente i diritti delle lavoratrici, affermando che la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, anche le stesse retribuzioni dell’uomo.

L’incorporazione di questi principi nella Costituzione rappresenta una base legale fondamentale per la lotta contro le discriminazioni di genere e per la promozione dell’uguaglianza sostanziale nel contesto italiano.

Infine, collegare i diritti delle donne all’arte permette di esplorare come l’arte possa essere un mezzo potente per l’espressione personale e la critica sociale, particolarmente attraverso le opere di artiste che hanno sfidato le convenzioni di genere. Frida Kahlo è un esempio emblematico di come l’arte possa incarnare e trasmettere questi temi.

Frida Kahlo, pittrice messicana del XX secolo, è celebre per i suoi autoritratti intensi e carichi di simbolismo, attraverso i quali esplorava temi di identità, sofferenza e resilienza. La sua arte riflette la sua esperienza personale con il dolore fisico e le sfide emotive, ma anche la sua lotta per l’autonomia e l’indipendenza in un contesto culturale che spesso limitava tali diritti alle donne. Kahlo utilizzava il suo corpo e la sua esperienza personale come metonimie per questioni più ampie di oppressione e liberazione, diventando così un’icona del femminismo e dell’espressione artistica libera dalle costrizioni sociali e di genere.

Conclusioni

Come puoi vedere, il tema dei diritti delle donne si intreccia profondamente con diversi argomenti che hai studiato in questi anni. Questi collegamenti interdisciplinari dimostrano quanto sia essenziale adottare un approccio olistico nell’analisi delle questioni sociali e culturali di vasta portata. 

Nel “Manuale di sopravvivenza alla Maturità” troverai ulteriori spunti per esplorare e approfondire questi temi, con numerosi suggerimenti per sviluppare un discorso coerente e coinvolgente per il tuo esame orale. In bocca al lupo per il tuo esame!

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