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1. Democrazia e rappresentanza

La Costituzione, in riferimento alla forma di governo, ha effettuato due scelte, le quali sono: la forma repubblicana e il principio della sovranità popolare. Si afferma che quest’ultimo principio deve essere esercitato nelle forme e nei limiti della Costituzione. 

L’esercizio della sovranità popolare può avvenire sia in forma indiretta che in forma diretta. 

Indirettamente, la sovranità popolare diventa fonte di legittimazione, mediante esercizio del diritto di voto, della rappresentanza politica. Il popolo esercita la propria sovranità mediante dei rappresentanti o di organi formati da tali rappresentanti. 

Tale legittimazione politica però non fa riferimento a organi giurisdizionali o che esercitano funzioni amministrative. 

2. I partiti politici

Secondo la definizione dettata dalla Costituzione, un partito politico è un’associazione di cittadini liberi che hanno il diritto di amministrare democraticamente la vita politica. 

Importanza del partito che è fondamentale, come quanto sancito dalla Costituzione, che però non ne riconosce una personalità giuridica e neanche le sue modalità organizzative. Questo, tutt’oggi, risulta un tema di forte dibattito. 

La storia, in Italia, dei partiti politici ha inizio del 1892, dove il partito che si venne a creare fu il Partito socialista Italiano, che rappresenta il primo vero partito di massa. Nel 1921, all’interno del partito, avviene una suddivisione e nacque così il Partito Comunista d’Italia.

Nel periodo, quindi, che va dalla Prima guerra Mondiale all’avvento del fascismo, possono considerarsi tre grandi partiti di massa: il cattolico, il fascista ed il comunista. 

Successivamente, nel secondo dopoguerra, i partiti di massa furono Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano. 

3. Il diritto di voto ed il corpo elettorale 

Il diritto di voto spetta ai cittadini che abbiano comp...

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