6. Il post-impressionismo

6. Il post-impressionismo

1. Introduzione

Il post-impressionismo è una corrente artistica che va oltre all’impressionismo, le principali differenze sono:

  • la libertà del colore;
  • le linee decise dei contorni delle figure; 
  • dipingevano nei loro studi atelier, non en plein air;
  • avevano la tendenza a cercare la solidità nell’immagine;

Una delle principali tecniche di pittura era quella del puntinismo.

Gli artisti più importanti di questo movimento furono:

  • Georges Seurat
  • Paul Cézanne
  • Paul Gauguin
  • Vincent Van Gogh
  • Henri de Toulouse-Lautrecht

2. Paul Gauguin

Paul Gauguin (Parigi 1848 – Hiva Oa 1903) è stato sia pittore che scultore. Le sue opere sono caratterizzate dall’uso di colori molto accesi e da scene che ritraggono una natura incontaminata ed esotica. 

Al contrario di altri artisti, Gauguin ha sempre cercato di distaccarsi dalla città di Parigi, per andare verso il primitivismo. È stato molto legato agli impressionisti nei primi anni della sua carriera, ma si è poi distaccato per cercare un suo stile più personale. Paul Gauguin è un sintetista, questa corrente viene inquadrata come post impressionista. I sintetisti mostravano all’interno delle loro opere forme naturali e i sentimenti che gli suscitavano i soggetti in maniera naturale. Il suo stile è riconducibile a quello di Vincent Van Gogh. 

2.1. Le opere e lo stile

Dopo essersi distaccato dagli impressionisti Gauguin sviluppa il suo stile, più rigido e immobile, ma soprattutto con un’ampia ricerca di rappresentazione delle emozioni attraverso un uso di colori sgargianti.

La visione dopo il Sermone: è un quadro che aiuta a capire le principali caratteristiche dell’arte di Gauguin. 

il post-impressionismo
La visione dopo il sermone

Delacroix fu l’artista più influente nello sviluppo del suo stile, insieme alle opere giapponesi, che hanno ispirato in generale gli impressionisti e i post impressionisti. 

Passò diverso tempo in Polinesia Francese, questi furono anni molto produttivi per Gauguin. È importante il fatto che non dipingesse nulla sul momento, ma lo teneva nella sua memoria fino ad un secondo momento in cui cominciava a dipingerlo. I quadri di questo periodo della sua carriera trasportano lo spettatore in un’altra cultura attraverso forme morbide, colori vividi e una certa staticità della scena.

Una delle ultime opere di Gauguin è Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? una riflessione sul senso della vita a cui è arrivato dopo anni di permanenza nella Polinesia Francese. Questo dipinto rappresenta il topos dei vari passaggi della vita, attraverso una bambina, delle ragazze sempre più vicine all’età adulta e una donna anziana. Questo quadro è anche accompagnato da una spiegazione scritta dall’artista, che stende comunque un alone enigmatico sul senso completo dell’opera.

4. Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh (Groot-Zundert, Brabante, Paesi Bassi 1853 – Auvers-sur-Oise, Francia 1890) è stato un pittore, disegnatore e incisore Olandese. Dopo Rembrandt è considerato il più grande pittore olandese di tutti i tempi. La sua carriera artistica si è svolta negli anni ‘80 del 1800.

4.1. La vita

Durante la sua vita ha vissuto in diversi luoghi, tra i quali anche Londra, per poi arrivare in Francia, prima a Parigi poi in Provenza. Grazie al frequente scambio di lettere con il fratello Theo, sappiamo tantissimo della vita di questo grande artista.

Van Gogh è conosciuto come attore tormentato per eccellenza. Già da giovane presentava dei disturbi dell’attenzione e dei repentini sbalzi di umore, infatti ha vissuto la sua gioventù in maniera solitaria e legandosi molto alla natura che lo circondava. Prima di approfondire la sua carriera artistica Van Gogh ha fatto diversi lavori, che lo hanno fatto spostare in diverse città europee, a causa dei suoi sbalzi di umore tuttavia è stato spesso allontanato dai luoghi di lavoro.

Fu a Bruxelles tra la fine del 1880 e il 1881 che cominciò a lavorare alla sua tecnica pittorica. In questa città fu in stretto contatto con i minatori e le loro famiglie, che saranno un tema di alcuni suoi quadri, ma anche con diversi pittori della città. Subito dopo questo periodo tornò in Olanda, dove si spostò tra Etten e l’Aia, cercando di approfondire la sua arte. Possiamo considerare le opere di questi anni come quelle del periodo olandese dal 1883 al 1885.

Nel 1885 suo padre morì di infarto subito dopo aver avuto una lite con lui, questo fu per Van Gogh un grande trauma che tramutò in arte, come nel quadro Natura Morta con Nebbia.

Sempre nel 1885 partì dall’Olanda per andare all’Accademia dell’arte di Anversa, dove scoprì il barocco di Rubens. Subito dopo raggiunse il fratello Theo a Parigi, dove conobbe alcuni dei più grandi artisti dell’epoca: Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin, Camille Pissarro e Georges Seurat. Con Gauguin lavorò insieme ad Arles, cercando di distaccarsi dagli impressionisti per formare uno stile più personale. I due si influenzarono molto artisticamente, ma i loro rapporti personali si deteriorarono rapidamente. 

Il famoso atto estremo di tagliarsi una parte dell’orecchio sinistro avvenne nel 1888. Dopo questo fatto Vincent decise autonomamente di entrare in una struttura psichiatrica, dove continuò comunque a dipingere con grande produttività. Morì nel 1890 per una ferita da arma da fuoco inflittosi accidentalmente, dopo aver avuto una grave ricaduta dei suoi problemi psichiatrici.

4.2. Lo stile e le opere

Secondo Van Gogh “i veri pittori non dipingono le cose come sono, le dipingono come sentono che sono”, questo ci aiuta a capire il suo stile, simile a quello di Gauguin che non dipingeva mai sul momento, ma dipingeva il ricordo.

La carriera di Van Gogh durò solo 10 anni, un tempo molto breve rispetto agli altri artisti, eppure in questi anni fu estremamente produttivo e il suo stile mutò e migliorò drasticamente.

Possiamo distinguere i seguenti periodi nell’evoluzione del suo stile artistico:

  • Nei primi quattro anni lavorò principalmente ad acquerello, mostrando temi naturali;
  • dal 1883 cominciò a sperimentare la pittura a olio e i suoi soggetti furono nature morte, paesaggi e figure collegati alla vita quotidiana dei contadini;
  • tra il 1886 e il 1888 sviluppò uno stile ancora più personale e un tipo di pennellata fortemente post impressionista. Modificò anche la sua tavolozza di colori, utilizzandone una con toni più chiari;
  • nel 1889 iniziò a spremere la pittura direttamente sulla tela, andando oltre ai contorni netti che erano soliti del suo stile;
  • tra il 1889 e il 1990 fu molto spaventato dal perdere il contatto con la realtà. La serie I Girasoli risale a questa fase della sua vita.

Alcune delle sue opere più importanti sono:

  • Natura morta con Bibbia, 1885
  • I mangiatori di patate, 1885
  • Ritratto di Père Tanguy, 1888
  • La camera di Vincent ad Arles, 1888
  • I Girasoli, 1888
  • La Berceuse, 1889
  • Notte stellata, 1889
  • Campo di grano con cipressi, 1889
  • Ramo di mandorlo fiorito, 1890

5. Edvard Munch

Edvard Munch (Løten, 1863 – Oslo, 1944) è stato uno dei più importanti artisti che hanno lavorato a cavallo tra ‘800 e ‘900. Come Gauguin e Van Gogh è stato capace di andare oltre alla realtà oggettiva, riuscendo a mostrare i suoi sentimenti e la sua visione del mondo. Grazie al loro modo di esprimersi questi tre autori sono considerati predecessori dell’espressionismo.

Munch visse una vita molto travagliata, che non gli permise mai di raggiungere la stabilità mentale, fu segnato da perdite familiari, insuccessi, alcolismo, nevrosi e solitudine. Tuttavia riuscì a riscuotere un grande successo nella seconda metà della tua carriera e da alcune avanguardie artistiche venne anche considerato il padre fondatore della loro arte.

5.1. La vita

La sua formazione avvenne in Norvegia nel 1882, dove affittò un atelier con diversi altri pittori. I suoi insegnanti furono il naturalista Christian Krihg e l’impressionista Frits Thaulow.

Un periodo molto importante per l’avvio della sua attività artistica fu quello di Parigi. Ci si trasferì nel 1885 e qui cominciò a leggere le teorie del filosofo Søren Kierkegaard. Kierkegaard teorizza la “vita estetica”, ovvero del connubio tra arte e vita, che Munch reinterpreta personalmente come arte e dolore e basa su questo binomio le sue opere.

Nel 1892 fu chiamato ad esporre con l’Associazione degli Artisti Berlinesi, ma le sue opere furono considerate talmente scandalose dalle autorità che fecero chiudere la mostra dopo solo una settimana. Questo fatto causò la scissione dal gruppo di Max Liebermann che diede il via alla Secessione di Berlino. Munch rimase a Berlino e cominciò a raggiungere una certa fama, riuscendo ad esporre non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti. Il 1893 fu uno degli anni più importanti della sua carriera, anche per la creazione dell’Urlo che è considerato uno dei suoi dipinti più importanti. 

Dopo questo periodo Munch si trovò in uno stato mentale molto deteriorato, soprattutto a causa dell’ampio abuso di alcolici. Decise di entrare in una struttura psichiatrica che lo aiutò a vivere in maniera più sana gli ultimi anni della sua vita. Morì nel 1944 dopo aver lasciato la maggior parte delle sue opere in eredità al sindaco di Oslo, nel tentativo di farsi apprezzare dalla sua patria.

5.2. Lo stile e le opere

Le stile di Munch cambiò drasticamente dalle sue prime alle ultime opere. Nel primo periodo della sua arte troviamo personaggi calmi e rilassati dipinti con tinte tenui. 

La bambina malata (1885-86) è un momento di svolta del suo stile. Raffigura la morte della sorella. È stato molto criticato a causa del senso di non finito dell’opera.

La Malinconia (1892) parla di una delusione d’amore di un amico. Con questo quadro Munch voleva dimostrare la sensazione di solitudine e malinconia provata da tutti almeno una volta nella vita e lo fa mostrando un paesaggio marino al tramonto, con un pontile sullo sfondo, dove sono rappresentate alcune figure e una barca in mezzo al mare. Nella parte inferiore della tela, sulla destra, compare un uomo identificabile come Munch, con l’orecchio poggiato sulla mano sinistra: la posa tipica della malinconia. In questa opera possiamo vedere i colori molto più cupi rispetto alle precedenti e anche delle pennellate molto più affrettate.

Negli anni successivi i colori cambieranno nuovamente, cercando di accendere il più possibile alcune parti della tela per far trasparire le sensazioni dell’artista in quel momento. 

Dal 1993 Munch decise di creare un’unica raccolta che includesse svariati dipinti, chiamata Il Fregio della Vita che venne suddiviso in quattro tappe:

  • il Seme dell’amore
  • Sviluppo e dissoluzione dell’amore
  • Angoscia
  • Morte

Tra queste opere compare anche l’Urlo (1893) che raffigura appunto le sensazioni d’angoscia dell’artista. In questo dipinto viene mostrato un fiordo tipico per le passeggiate domenicali che dovrebbe essere uno scenario da cartolina, ma Munch lo trasforma in un inferno terrestre attraverso colori cupi e pennellate veloci. 

il post-impressionismo
L’urlo.

Un tema ricorrente del Fregio della vita è la donna che è sempre rappresentata in maniera sinistra e ambigua. Il Vampiro (1893-94) e Madonna (1894) sono due delle opere più celebri che rappresentano la donna in maniera distinta. 

Il Vampiro è una visione demoniaca della donna nei confronti dell’uomo. Nel dipinto l’uomo sacrifica la sua vita per abbandonarsi al bacio assetato della donna.

Madonna è uno dei dipinti che hanno generato più scandalo nella storia dell’arte. Munch ritrae la Madonna in una posa sensuale ed erotica, in maniera diametralmente opposta alla vergine a cui si è soliti associarla. Munch creò 5 versioni di questa opera, quella che fece più clamore fu quella della cornice decorata con gli spermatozoi e il feto abortivo nell’angolo in basso a sinistra che voleva generare una domanda sulla misteriosa nascita di Cristo.

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