6. Economia delle aziende di erogazione

6. Economia delle aziende di erogazione

1. Caratteri e tipologie delle aziende di erogazione pubbliche e private

Le aziende possono essere classificate secondo il fine perseguito e vengono distinte in due marco- categorie di aziende:

  • le aziende di erogazione = producono beni e servizi destinati al soddisfacimento dei bisogni dei loro membri;
  • le aziende di produzione = producono beni o servizi da destinare al mercato.

Dall’altro lato le aziende vengono classificate secondo la natura del soggetto promotore:

  • aziende pubbliche = mirano a soddisfare i bisogni della collettività e il soggetto giuridico ha natura pubblica;
  • aziende private = soddisfano i bisogni dei soggetti privati e il soggetto giuridico ha natura privatistica.

Le aziende di erogazione sono sistemi combinati di risorse scarse per l’ottenimento di beni o servizi non destinati allo scambio sul mercato.

In queste aziende prevale l’attività di consumo. Sono aziende che non perseguono lo scopo di lucro e per sopravvivere devono rispettare i criteri di economicità, il pareggio di bilancio e l’intera copertura dei costi economici. Nelle aziende di erogazione si realizzano dei fini istituzionali.

Le aziende di erogazione sono diverse dagli enti non profit, perché nelle imprese di erogazione le risorse raccolte vengono utilizzate per soddisfare i bisogni dei soci dell’impresa mentre negli enti non profit solitamente sono i soggetti esterni all’ente a trarre i vantaggi dell’attività.

Le aziende di erogazione hanno come finalità principale il soddisfacimento dei bisogni socialmente rilevanti.

Esempi di vari tipi di aziende di erogazione: famiglia, Stato, Regioni, comuni, le fondazioni, le corporazioni e le associazioni.

Le fondazioni (o istituzioni) sono aziende di erogazione che conseguono i mezzi necessari per svolgere la propria attività da un patrimonio lasciato in eredità o in donazione e vincolato al raggiungimento dei fini aziendali. Organizzazioni che si avvalgono di un patrimonio per il perseguimento di uno scopo non lucrativo -> prevale il patrimonio e intorno ad esso si costituisce un gruppo di persone che lo gestiscono per raggiungere uno scopo non lucrativo.

La fondazione nasce per un atto unilaterale del fondatore che destina una parte del proprio patrimonio alla fondazione = il conferimento del patrimonio è l’elemento fondamentale per costituire la fondazione e può essere utilizzato solo per raggiungere lo scopo -> il patrimonio può essere conferito per testamento oppure per donazione.

Le corporazioni prima vengono fissati gli obiettivi e in seguito vengono apportati i mezzi necessari attraverso i versamenti dei soci, obbligatori o volontari -> conseguono i mezzi necessari allo svolgimento della loro attività dalle contribuzioni degli associati o della collettività.

Le aziende di erogazione non perseguono il guadagno, ma solo il soddisfacimento dei bisogni attraverso il reperimento e il successivo impiego delle risorse necessarie.

Le aziende di erogazione possono essere pubbliche o private.

Le aziende di erogazione pubbliche sono rappresentate da tutte quelle unità che costituiscono il settore delle amministrazioni pubbliche -> il soggetto giuridico e quello economico sono persone giuridiche di diritto pubblico.

Fanno parte delle aziende di erogazioni pubbliche: enti territoriali (stato, regioni ed enti locali) ed enti istituzionali (INPS, INAIL…).

Caratteristiche delle aziende di erogazioni pubbliche:

  • espressione di interessi generali e orientamento a soddisfare i bisogni collettivi;
  • esercizio di una potestà normativa e punitiva nel rispetto degli ordinamenti formali;
  • estensione della ragion d’essere al di là dell’aspetto economico e produttivo.

L’oggetto caratteristico delle aziende di erogazione pubbliche è la diretta soddisfazione dei bisogni della collettività.

Processo di produzione:

  • acquisto;
  • trasformazione;
  • produzione;
  • collocamento (tariffe).

Le uscite delle aziende di erogazione pubbliche sono connesse alle spese per il soddisfacimento dei bisogni pubblici, alle spese per la gestione del patrimonio, ai costi di amministrazione e agli oneri tributari. Mentre le entrate rappresentano le fonti di finanziamento di queste aziende = tributi, redditi provenienti dalla gestione finanziaria e patrimoniale, trasferimenti finanziari o prestiti.

Strutture organizzative prevalenti delle aziende di erogazione pubbliche:

  • modello burocratico = basato su individuazione di procedure e modalità razionali di svolgimento delle attività (alto livello di formalizzazione), forte parcellizzazione e specializzazione dei compiti (ad ogni mansione corrisponde un compito), ricerca di impersonalità nello svolgimento di ruoli e funzioni, meccanismo gerarchico come meccanismo di controllo e coordinamento organizzativo (autorità), scarsa mobilità interna e sistema chiuso;
  • modello manageriale = gestione per obiettivi e risultati, divisione del lavoro orientata all’assunzione di responsabilità su arre di servizio o aree geografiche, responsabilità remunerate da un adeguato sistema di incentivi, ricerca della migliore strategia per l’erogazione dei servizi, sistema aperto e attento alle dinamiche ambientali.

Le aziende di erogazione private hanno un soggetto giuridico ed economico privato e hanno lo scopo di soddisfare i bisogni dei propri associati.

Fanno parte delle aziende di erogazione privata le associazioni (riconosciute e non riconosciute), le fondazioni di tipo privato, le società cooperative a mutualità prevalente o altre istituzioni come la famiglia.

Le aziende di erogazione private si distinguono per:

  • natura dell’attività svolta e/o tipologia del prodotto offerto = svolgono attività che rispondono immediatamente ad un bisogno sociale, cioè ad un bisogno di una parte della collettività o a forte connotazione valoriale;
  • natura dei destinatari e loro posizione rispetto alla governance = i destinatari possono essere membri dell’organizzazione oppure specifiche categorie di soggetti individuati dai promotori oppure la collettività nel complesso -> possono partecipare alla governance gli stessi beneficiari dell’attività ma anche soggetti diversi rispetto ai beneficiari che possono essere i promotori dell’azienda oppure soggetti terzi;
  • non distribuibilità dei risultati reddituali positivi = le aziende di erogazione private non hanno come finalità prevalente la distribuzione degli utili, ma il soddisfacimento diretto di bisogni socialmente rilevanti -> la finalità deve essere perseguita in condizioni di equilibrio economico rispettando il principio di economicità;
  • natura privatistica del soggetto giuridico = sia il soggetto promotore che il soggetto che governa è una persona giuridica di diritto privato;
  • struttura dei componenti positivi di reddito = raccolgono le risorse necessarie per la produzione dei beni attraverso i ricavi di vendita delle prestazioni offerte (tariffe o prezzo politico), trasferimenti e contribuzioni da parte dello Stato e degli enti pubblici oppure donazioni da parte di privati;
  • incidenza del volontariato = attività che viene svolta connessa al servizio senza corresponsione di ricompense monetarie.

Le aziende di erogazione private svolgono operazioni relative all’attività istituzionale tipica con processi di produzione tecnica, operazioni di mera erogazione di fondi, attività di raccolta pubblica di fondi (fund raising), operazioni di gestione patrimoniale e finanziaria ed operazioni relative ad attività di supporto generale dell’ente.

L’erogazione dei beni e dei servizi nelle aziende di erogazione private può avvenire in diversi modi:

  • assoluta gratuità = è esclusa ogni controprestazione economica;
  • scambio economico a prezzi non di mercato che generano proventi;
  • scambio economico ordinario che generano ricavi.

Nelle aziende di erogazione private è caratterizzata da una limitata formalizzazione e sono limitati i sistemi di procedure -> l’organizzazione è informale ed è critica la definizione delle responsabilità.

Distribuzione della responsabilità tra i diversi livelli gerarchici:

  • consiglio di amministrazione = mantiene il focus sulla mission e garantisce che tutte le parti del sistema rispettino e perseguano la mission dell’organizzazione -> definisce le strategie e promuove le relazioni con l’ambiente per raggiungere gli obiettivi;
  • presidente o direttore = trasforma le strategie in programmi;
  • coordinatori di servizio = chi sovrintende alle attività di un gruppo di operatori in un ambito di servizio definito;
  • operatori e volontari = svolgono le attività operative.

2. La gestione come attività finalizzata: gli obiettivi, le risorse, l’aspetto finanziario

Gestione = complesso di operazioni volte al raggiungimento dello scopo per cui l’azienda è stata creata -> raccolta di mezzi e utilizzo per il soddisfacimento dei bisogni.

La gestione comporta lo svolgimento di operazioni che riguardano i flussi finanziari in entrata (riscossione) e in uscita (pagamenti).

L’ottenimento delle provviste necessarie per soddisfare i bisogni è il momento centrale -> processo erogativo = processo di investimento del risparmio o di ottenimento di mezzi finanziari. La gestione di un’azienda di erogazione si articola in tre momenti:

  • pura erogazione = fare affluire all’azienda di erogazione i mezzi finanziari che rendono possibile l’attuazione dei consumi -> raccolta dei mezzi disponibili e impiego per il soddisfacimento dei bisogni dell’azienda;
  • gestione patrimoniale = impiegare il risparmio dell’azienda di erogazione o nell’ottenimento di finanziamenti se i consumi superano le provviste;
  • gestione di imprese connesse = impiego delle risorse.

Patrimonio dell’azienda di erogazione = insieme coordinato di beni a disposizione di diritto e di fatto del soggetto aziendale per il raggiungimento dei suoi fini, proveniente da prestiti o da proprietà del soggetto.

L’impiego dei mezzi finanziari raccolti costituisce il piano dei consumi.

La gestione patrimoniale è fondamentale per le aziende di erogazione per poter operare in condizioni di economicità e per raggiungere il pareggio di bilancio.

Il circuito della provvista e quello dei consumi non possono essere perfettamente coordinati -> si generano degli avanzi nel caso in cui la provvista è maggiore dei consumi e dei disavanzi quando la provvista è minore dei consumi:

  • provvista > consumi = la gestione patrimoniale si occupa di trovare forme di investimento per gli avanzi disponibili -> gli investimenti possono avvenire in beni in grado di produrre reddito nel tempo = valori mobiliari (azioni, obbligazioni), beni immobili (fabbricati), crediti di finanziamento ad altre aziende -> la facilità di smobilizzo e la durata degli investimenti dipendono dalla natura degli avanzi, cioè se sono temporanei oppure duraturi;
  • provviste < consumi = la gestione patrimoniale deve cercare di finanziare il disavanzo economico cercando di dilazionare i pagamenti oppure ottenendo finanziamenti onerosi a breve o a lungo, in base alla durata del disavanzo -> esempi di finanziamenti: mutui passivi o prestiti obbligazionari.

Nella gestione patrimoniale è possibile individuare diverse tipologie di operazioni:

  • acquisto/vendita di beni da reddito
  • accensione/rimborso di debiti di finanziamento
  • concessione/estinzione di crediti di finanziamento

I componenti che scaturiscono dalla gestione patrimoniale sono oneri e redditi relativi a queste operazioni.

3. Le aziende pubbliche: definizione e tipologie

Il sistema economico si compone di famiglie, imprese, organizzazioni non profit e pubblica amministrazione.

La pubblica amministrazione gestisce l’interesse pubblico ed è un insieme di aziende con caratteristiche istituzionali e gestionali differenti.

Le imprese che operano all’interno del sistema pubblico sono riconducibili a 3 macroclassi di istituti:

  • istituti pubblici territoriali
  • enti pubblici non economici
  • imprese pubbliche

Gli istituti pubblici territoriali hanno come criterio distintivo il criterio della competenza territoriale = esercitano i propri poteri su un territorio più o meno ampio a seconda del livello di governo.

Sono caratterizzata dalla presenza di diversi livelli di governo (multilevel governance) -> i diversi livelli di governo sono autonomi e hanno obiettivi diversi, ma tra essi c’è un certo grado di interazione e c’è cooperazione per il raggiungimento di obiettivi comuni -> tra i vari livelli non si ha un ordine gerarchico ma vige il principio della leale collaborazione.

Art. 114 costituzione = “la Repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle regioni e dallo Stato”.

Art. 2 TUEL (testo unico degli enti locali) = “si intendono per enti locali i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni”.

Caratteristiche fondamentali degli istituti pubblici territoriali:

  • territorialità = esercitano le loro funzioni con un vincolo di competenza territoriale -> esercitano i loro poteri sovra-ordinati solo all’interno del proprio territorio di competenza e nei confronti dei soggetti insediati in quel territorio. La competenza territoriale dice anche che le dimensioni possono essere un ostacolo alla qualità del servizio reso -> l’ambito in cui tali enti possono operare è stabilito da confini geografici ed organizzativi = possono derivare svantaggi o vantaggi.
    Il criterio della competenza territoriale caratterizza e influenza tutte le scelte di gestione = l’attività di un istituto pubblico territoriale è delimitata da un confine amministrativo che pone un limite all’aggressione dell’ente (territorio del comune). Questo ha implicazioni in termini di efficienza ed efficacia = più le dimensioni del confine amministrativo sono ampie e più è possibile realizzare economie di scala e ridurre i costi -> problemi legati alla economicità e alla qualità del servizio.
    Possono esserci effetti di traboccamento = le politiche agite da un’amministrazione gerarchicamente superiore spesso si riflettono su altre amministrazioni; pertanto, il vincolo legato al territorio viene travalicato perché gli effetti si estendono anche sul territorio limitrofo (es. trasporti nella città di Milano).
  • polifunzionalità = vi fanno riferimento in ultima istanza tutti i problemi della società a cui nessun altro soggetto privato dà risposta -> alta complessità organizzativa perché si occupano di funzioni molto diverse tra loro -> svolgono una serie di funzioni pubbliche diverse = aziende diversificate.
  • rappresentanza politica diretta = gli studi di carattere amministrativo hanno sempre sottolineato il fatto che questi sono istituti i cui organi di governo hanno un filo diretto con i cittadini amministrati perché sono i cittadini che scelgono chi li governa (elezione diretta del sindaco, del presidente della regione) -> rappresentanza politica diretta per gli enti a rilevanza costituzionale, ma oggi non si vota più direttamente il presidente delle province (viene un po’ messo in discussione questo tratto caratteristico). I cittadini scelgono direttamente chi va ad assumersi la responsabilità di governo = si ha un rapporto diretto tra cittadino e amministratore che rafforza il legame tra la collettività e chi governa -> i sindaci vengono eletti direttamente solo dal 1992.
    La rappresentanza politica diretta permette ai cittadini di legittimare chi li governa a prendere decisioni.
    Le province non hanno più rappresentanza politica diretta perché sono i sindaci che eleggono i rappresentanti provinciali.

Il rapporto tra i livelli di governo è un aspetto di grande criticità del funzionamento del sistema pubblico.

Tipologie di istituti pubblici: Stato, Regioni, enti locali (comuni, province, città metropolitane, unioni di comuni, comunità montane ed isolane).

Gli enti pubblici non economici sono enti di derivazione degli istituti pubblici territoriali. Sono enti monofunzionali = sono titolari di funzioni specifiche, ben identificate e limitate, delegate loro dagli istituti pubblici territoriali.

Non territoriali = la delimitazione territoriale non è elemento costitutivo e limitate -> non sono soggetti a vincoli territoriali.

I loro obiettivi strategici sono concordati con l’istituto pubblico territoriale che li ha originati = l’ASL riceve dalla regione gli obiettivi strategici e dei fondi e la regione nomina il vertice dell’ente pubblico non economico -> chi gestisce poi l’ente pubblico non economico ha un certo grado di autonomia.

Rappresentanza politica indiretta = i vertici sono nominati dagli istituti pubblici territoriali di riferimento.

Non sono imprese = non cedono i risultati della propria attività tramite processi di scambio e ricevono finanziamenti dagli istituti pubblici territoriali di riferimento -> spesso cedono servizi non secondo le logiche di mercato -> nel loro operato banno un’autonomia condizionata in quanto devono rispondere alla pubblica amministrazione che li ha generati.

Caratterizzati da varietà di forme giuridiche.

Esempi a livello statale: INPS, ISTAT, istituto superiore di sanità, ENEA (ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), ICE (istituto nazionale per il commercio estero), INAIL, autorità per le garanzie nelle comunicazioni, autorità garante della concorrenza e del mercato, agenzia delle entrate ecc.

Esempi a livello regionale: sanità, enti parco (amministrazioni pubbliche che si occupano della gestione di territori che hanno una forte valenza ambientale e paesaggistica), istituti zooprofilattici (si occupano di monitorare l’evoluzione delle patologie a livello animale ma che possono avere un impatto sulla salute delle persone), agenzie che si occupano di sviluppare politiche attive del lavoro.

Le imprese pubbliche sono aziende di produzione per il mercato che cedono servizi in cambio di prezzi secondo scambi tipici e che hanno un soggetto economico pubblico.

La loro natura pubblica impone che ci sia un forte orientamento alla responsabilità sociale = impatto che le scelte di governo possono avere sull’ambiente, sulla collettività e sulla società.

Hanno una governance che è totalmente pubblica anche se si tratta di imprese a tutti gli effetti in cui l’amministratore delegato viene nominato dal governo.

Ampio grado di autonomia dei vertici.

Tendono ad essere società per azioni -> l’azionista di maggioranza è la pubblica amministrazione (ministero dell’economia).

Gli enti investono risorse in diversi ambiti -> dopo la riforma del 2015/16 gli enti sono stati sollecitati ad un piano di razionalizzazione delle proprie partecipazioni -> nel tempo sono cambiati gli ambiti in cui è strategico essere presenti.

Le imprese pubbliche rappresentano anche importanti player per lo sviluppo del Paese. Esempi: ENI, poste italiane, Trenitalia.

4. Le aziende degli enti pubblici territoriali: bilanci finanziari di competenza e di cassa, dalla previsione al raggiungimento del fine, ai rendiconti

Il sistema contabile negli enti locali serve a comunicare ed esprimere le politiche adottate ed ha una funzione autorizzativa, cioè autorizza l’ente ad utilizzare le risorse in un certo modo.

Il bilancio degli enti pubblici territoriali rappresenta quell’insieme di documenti che regola l’attività economica e finanziaria di un’amministrazione comunale = gestione delle entrate e delle spese di un comune.

Da un lato permette di pianificare gli interventi pubblici esercitando una sorta di controllo sulla spesa pubblica, dall’altro permette di rendicontare le entrate e le spese per avere una visione generale delle risorse necessarie al funzionamento dell’ente.

Metodo: rileva solo il valore numerario = per ogni operazione si segue il suo sviluppo in termini di rilevanza giuridico-amministrativa e in termini di manifestazione numeraria -> viene rilevato solo il valore numerario delle operazioni seguendo lo svolgimento temporale delle operazioni.

Limiti della contabilità finanziaria = prende in considerazione solo una dimensione di analisi che causa dubbi sull’interpretazione del risultato di amministrazione (non è sufficiente per valutare l’operato e l’efficacia dell’azione amministrativa), c’è un eccessivo grado di formalità e una convergenza di molti scopi su un unico sistema contabile, infine offre la possibilità di realizzare politiche di bilancio sovrastimando gli stanziamenti in entrata per avere più margine di spesa.

Esistono due sistemi per contabilizzare le operazioni:

  • contabilità di competenza: considera le entrate che il comune ha diritto di riscuotere (accertamenti) e le spese che deve sostenere durante l’anno (impegni) -> non è importante il fatto che le entrate vengono effettivamente riscosse e che le spese vengano effettivamente pagate nel corso dello stesso anno;
  • contabilità di cassa: considera le entrate e le spese che il comune ha effettivamente riscosso (riscossioni) e pagato (pagamenti) nel corso dell’anno, indipendentemente dall’anno in cui sono nati i crediti e i debiti.

Da 2011 è stato deciso di armonizzare i sistemi contabili per i diversi livelli di governo e per le diverse tipologie di amministrazioni pubbliche per ragionare su dati più attendibili = agli esiti della contabilità finanziaria vengono affiancati anche ragionamenti dal punto di vista economico- patrimoniale per rilevare in modo contestuale e simultaneo le variazioni finanziarie, patrimoniali ed economiche che conseguono all’effettivo manifestarsi dei fatti di gestione esterna; per dare conto della situazione economica, finanziaria e patrimoniale al termino di ogni periodo amministrativo e per la redazione del bilancio consolidato.

Negli enti pubblici la gestione viene preceduta dal bilancio di previsione.

Nel settore pubblico viene fatta programmazione finanziaria = tutti gli atti di gestione sono conseguenza dell’approvazione del bilancio di previsione.

Il bilancio di previsione è un documento che viene approvato dal consiglio comunale ed autorizza la giunta a procedere rispetto a quello che ritiene realizzare in termini di politiche di entrata e di spesa -> autorizza le spese che il comune potrà sostenere nel corso dell’esercizio successivo.

È necessaria un’adeguata copertura finanziaria delle spese, per questo motivo il bilancio di previsione deve essere approvato in pareggio: vincolo al pareggio finanziario = il totale delle entrate di competenza deve essere uguale alle uscite di competenza -> il fondo cassa iniziale più tutti gli incassi previsti deve essere almeno uguale ai pagamenti previsti.

Vincolo autorizzatorio delle spese = gli stanziamenti di entrata devono essere sempre maggiori o uguali agli impegni di spesa -> le uscite effettive devono essere minori o uguali alle uscite previste.

Il bilancio di previsione accoglie gli stanziamenti in entrata e in uscita = previsione delle risorse che verranno prelevate e che poi verranno impiegate -> possono essere spese solo le risorse che sono state previste.

Il bilancio di previsione deve essere approvato dal consiglio comunale entro il 31 dicembre dell’anno precedente all’esercizio a cui si riferisce.

Sanzioni in caso di mancata approvazione:

  • gestione provvisoria = la legge posticipa l’approvazione del bilancio preventivo e nel frattempo la spesa viene impegnata in dodicesimi rispetto all’ultimo bilancio;
  • se la mancata approvazione è qualcosa di patologico allora possono essere assunti solo determinati impegni e non ci si può indebitare = forti restrizioni agli atti di gestione -> se la situazione continua, si arriva fino allo scioglimento del consiglio comunale e al blocco dell’attività amministrativa.

Gli enti pubblici territoriali possono ricorrere al prestito solo per investimenti -> le spese correnti non possono trovare finanziamento attraverso il ricorso al prestito = obbligo di coprire le spese correnti solamente attraverso le entrate correnti (entrate tributarie, extra-tributarie e trasferimenti da altre amministrazioni pubbliche).

Insieme al bilancio di previsione viene redatto anche il DUP (documento unico di programmazione) = l’organizzazione deve essere lo strumento che permette di implementare la strategia e raggiungere le finalità istituzionali -> questo documento è articolato in una sezione strategico in cui sono sviluppate le linee programmatiche dell’ente e una sezione operativa che individua i programmi che l’ente intende realizzare per conseguire gli obiettivi strategici = per ogni programma sono individuati gli obiettivi operativi annuali da raggiungere, i fabbisogni di spesa e le relative modalità di finanziamento.

Il DUP formula gli obiettivi strategici e li declina in obiettivi operativi specificando le risorse necessarie -> è uno strumento di programmazione strategica ed operativa dell’ente locale con cui si unificano le informazioni, le analisi e gli indirizzi della programmazione.

Tra l’approvazione del bilancio preventivo e la stesura del bilancio consuntivo avviene la gestione delle risorse = rilevazione delle diverse fasi dell’entrata (stanziamento, accertamento, riscossione e versamento) e della spesa (stanziamento, impegno, liquidazione e pagamento) -> le operazioni vengono rilevate seguendo lo sviluppo dell’operazione dall’autorizzazione nel bilancio preventivo a tutti i momenti di rilevanza giuridica o finanziaria.

Il bilancio consuntivo è il documento che rendiconta ai cittadini come sono state impiegate le risorse comunali nel corso dell’anno e quali entrate sono state effettivamente incassate.

L’approvazione è di competenza del consiglio comunale entro il 30 aprile dell’anno successivo a quella a cui si riferisce.

Il bilancio consuntivo è composto da tre parti:

  • entrate e spese impegnate, indicate nel bilancio di previsione, al netto delle variazioni intervenute nel corso dell’anno;
  • entrate e spese effettivamente incassate e pagate
  • gestione dei residui = differenza tra quello iscritto in bilancio preventivo per quanto riguarda entrate e spese e quanto riportato attraverso gli effettivi movimenti di entrate e uscite realizzati nell’esercizio.

L’obiettivo del bilancio consuntivo è la misurazione di due grandezze:

  • fondo cassa = denaro che c’è alla fine dell’esercizio -> fondo cassa finale = fondo cassa iniziale + totale riscossioni – totale pagamenti;
  • risultato di amministrazione = fondo cassa finale + residui attivi – residui passivi: grandezza finanziaria che esprime un equilibrio tra l’ammontare di ricchezza prelevata e la ricchezza impiegata -> può essere un avanzo oppure un disavanzo oppure pari a zero, se c’è un disavanzo c’è l’obbligo di applicazione del disavanzo nel bilancio di previsione dell’anno successivo -> collega un esercizio con quello successivo.

Il rendiconto della gestione è un documento contabile che rappresenta i risultati conseguiti dall’amministrazione comunale nella gestione delle entrate e delle spese programmate con il bilancio preventivo di riferimento -> viene fornita rappresentazione contabile dei risultati finanziari, economici e patrimoniali conseguiti nel corso dell’esercizio a cui si riferisce.

Il rendiconto è composto da:

  • conto del bilancio = vengono dimostrate le entrate e le spese correnti e le entrate e spese per investimenti;
  • conto del patrimonio = sono riportate le variazioni avvenute durante l’anno nel patrimonio del comune (immobilizzazioni, attivo circolante e debiti);
  • conto economico = sono indicati i costi e i ricavi dell’esercizio ottenuti riclassificando le entrate e le spese secondo il sistema di contabilità economica.

Il rendiconto deve essere approvato dal consiglio comunale entro il 30 aprile dell’anno successivo all’esercizio di riferimento.

La rendicontazione dell’operato degli enti locali è fondamentale per garantire trasparenza tramite una corretta e puntuale informazione ai cittadini -> la trasparenza viene intesa come l’accessibilità a tutte le informazioni che riguardano l’organizzazione, gli obiettivi strategici ed operativi, gli andamenti gestionali, l’utilizzo delle risorse, ecc.

Al fine di garantire trasparenza ai cittadini, gli enti locali sono responsabili di rendicontare l’uso delle risorse finanziarie pubbliche e i risultati delle politiche adottate = la trasparenza rappresenta una forma di controllo sociale dell’operato degli enti locali da parte dei cittadini -> tutti gli enti pubblici hanno sul sito una sezione “amministrazione trasparente” accessibile a tutti.

5. Le procedure di gestione e la loro automatizzazione

Negli enti locali è importante migliorare la produttività. Il miglioramento della produttività è collegato al merito fornendo premi alla produttività.

È necessario introdurre una serie di strumenti di valutazione della qualità delle prestazioni e di verifica dell’efficacia delle prestazioni rispetto alla natura dei bisogni.

Controllo di gestione = attività attraverso cui si verificano i risultati dell’azione amministrativa allo scopo di orientarla verso i fini istituzionali che deve perseguire e verso il raggiungimento degli obiettivi aziendali -> ha lo scopo di verificare la conformità degli atti alle regole e alle procedure e di fornire supporto alla direzione.

Fasi del controllo di gestione:

  • formalizzazione di un piano dettagliato degli obiettivi dell’ente;
  • rilevazione dei risultati effettivamente conseguiti;
  • reporting delle informazioni ottenute.

Un sistema di pianificazione, programmazione e controllo negli enti locali è importante per raccogliere le informazioni necessarie per progettare il futuro dell’azienda, progettare anno per anno gli obiettivi gestionali e le attività da implementare e utilizzare strumenti di controllo strategico per mettere in atto azioni correttive e migliorare la performance.

È importante formulare gli obiettivi e individuare opportuni indicatori per avere un controllo di gestione efficace in grado di fornire un giudizio complessivo dei risultati. In questo caso non si può avere un feedback dal mercato, quindi, è necessario basarsi su un sistema di indicatori.

Gli obiettivi di gestione devono essere misurabili e monitorabili per verificare il loro grado di raggiungimento e gli eventuali scostamenti

Controllare permette di capire il grado di raggiungimento degli obiettivi, la modalità di impiego delle risorse, i livelli di efficacia, efficienza ed economicità perseguiti ed assumere determinati indirizzi di gestione -> obiettivo = migliorare il rapporto tra costi e risultati e verificare che gli obiettivi siano stati raggiunti dall’azione amministrativa.

Il controllo di gestione si pone nell’ottica di un miglioramento continuo mediante il riorientamento della gestione = è necessario adeguato sistema informativo che diffonda le informazioni accurate e tempestive per i diversi livelli organizzativi dato che le informazioni sono a supporto delle decisioni da parte dei dirigenti.

Destinatari del controllo di gestione negli enti locali:

  • Amministratori
  • Responsabili dei servizi
  • Sezione regionale di controllo della Corte dei conti;
  • Cittadini

Dimensioni controllate dagli enti locali = servizi offerti ai cittadini, obiettivi programmati, situazione economico-finanziaria e struttura organizzativa dell’ente locale.

Per potere effettuare il controllo di gestione è fondamentale la fase di programmazione, cioè la fase in cui vengono definiti i risultati che l’organo di governo dell’ente locale deve realizzare in un determinato periodo.

Viene redatto il PEG (piano esecutivo di gestione) = atto formale che deve essere approvato, attraverso cui la giunta impartisce ad ogni dirigente obiettivi e risorse. È uno strumento di programmazione delle attività, responsabilizzazione della dirigenza, integrazione e coordinamento -> strumento gestionale per il cambiamento delle amministrazioni locali.

L’organo esecutivo determina gli obiettivi di gestione e li affida ai dirigenti à vengono individuate le linee guida di carattere strategico e le finalità che l’ente si propone di raggiungere.

La fase di programmazione dovrebbe avere un orizzonte temporale di medio-lungo termine.

Il PEG rappresenta un efficace strumento di dialogo e confronto tra ruoli politici e tecnici = i politici definiscono le linee guida e i dirigenti devono dimostrare di possedere le capacità di assumere responsabilità sui risultati.

Negli ultimi anni la priorità è diventata l’automazione dei processi nella pubblica amministrazione -> i processi di automazione oggi sono scarsamente utilizzati anche se i benefici in termini di risparmio di tempo, riduzione di costi e aumento della customer experience sarebbero significativi.

L’automazione è la chiave per migliorare i servizi e per aumentare il livello di innovazione. Dall’altro lato per adottare l’automazione è necessaria la formazione ai vari livelli per potenziare le competenze interne e delle specifiche norme che regolino questa adozione.

Oggi l’intelligenza artificiale è una leva fondamentale per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione = consente di semplificare l’accesso ai servizi da parte dei cittadini e di risolvere i problemi legati alla burocrazia e ai processi lunghi che caratterizza la PA.

Vantaggi della digitalizzazione della pubblica amministrazione:

  • velocizzare l’iter burocratico relativo alla gestione delle richieste dei cittadini;
  • rendere più trasparenti i processi;
  • migliorare l’esperienza dei cittadini;
  • facilitare il lavoro dei dipendenti pubblici negli enti locali.

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