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1. Definizione della teoria

Questa teoria si basa su uno studio eseguito su un terremoto avvenuto a San Francisco nel 1906 e rappresenta il modello più attendibile per spiegare come si genera un terremoto tettonico.

Quando un blocco di rocce viene sottoposto ad uno sforzo, inizialmente si comporta con un modo elastico: le rocce si deformano ed accumulano energia.

Questo blocco non può deformarsi oltre al suo limite di elasticità: una volta raggiunto, il blocco si spacca producendo una faglia.

Nel momento in cui si genera la faglia, l’energia accumulata si libera repentinamente, producendo quindi il terremoto. Il punto di rottura diventa l’ipocentro.

Le masse rocciose, scorrendo lungo i margini della faglia, riacquistano il loro volume e la loro forma e, in pochi secondi, si stabilisce una nuova condizione di equilibrio. Il rimbalzo elastico delle rocce prossime all’ipocentro causa la deformazione delle rocce circostanti e lo slittamento si propaga lungo la faglia con una velocità che può superare i 3 km/s, finché l’energia dissipata e l’attrito non esauriscono il fenomeno. Il movimento, in questo modo, può propagarsi lungo una faglia anche per decine o centinaia di chilometri a velocità impressionante. L’energia accumulata si libera in genere con una forte scossa principale (mainshock), che talvolta può essere preceduta da una serie di scosse premonitrici (foreshocks), quasi sempre di debole intensità, che possono verificarsi per diversi giorni prima dell’inizio del terremoto vero e proprio. 

Molto spesso la scossa principale è seguita da una serie di scosse successive (repliche o aftershocks), che possono verificarsi nei giorni o mesi seguenti (talora anche per un anno o più) e in genere hanno intensità via via decrescente. In altri casi, invece, si realizza uno sciame sismico (swarms), costituito da una serie di scosse di intensità simile, la cui frequenza in genere ...

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