3. L’arte barocca della controriforma – il Seicento

3. L’arte barocca della controriforma – il Seicento

1. Introduzione

L’arte di questo secolo si distaccò dal manierismo di fine cinquecento, trasformandosi nell’arte barocca. Questo aggettivo venne attribuito allo stile seicentesco nel XVIII secolo, assumendo un significato dispregiativo che indicava un’arte esagerata e bizzarra.

Questo tipo di arte si configurò come risposta al protestantesimo, assumendo un ruolo molto importante per la diffusione al popolo delle idee controriformiste e venne usata come mezzo per ricondurre il popolo alla dottrina cattolica. Doveva toccare l’animo e i sentimenti delle persone e per farlo era necessario che assumesse forme grandiose e monumentali.

Lo stile barocco però non si diffuse solo nei paesi cattolici, ma anche in quelli protestanti. È caratterizzato soprattutto dalla ricerca del movimento e dall’effetto drammatico delle opere attraverso i forti contrasti di luci e ombre, sia nella pittura che nella scultura. 

2. La pittura barocca

Come spiegato nell’introduzione lo scopo principale dell’arte barocca è quello di mostrare la grandezza della chiesa cattolica, infatti fu proprio essa la più grande committente degli artisti di questo secolo.

In questo periodo si intensificano le rappresentazioni di scene sacre, soprattutto di tutte le figure cattoliche che erano contestate dal pensiero riformatore, come la figura di Maria.

I palazzi e le chiese furono ampiamente decorati con immensi affreschi, sia alle pareti che ai soffitti. La dimensione di queste opere le conferisce estrema credibilità che avvicina i fedeli. I soffitti, al contrario, creavano scene surreali che univano la terra al cielo. Un esempio è il soffitto della chiesta di Sant’Ignazio a Roma, dipinto da Andrea Pozzo nel quale figure reali ondeggiano nell’aria in sospensione tra cielo e terra creando un effetto trompe d’oeil.

La pittura del Seicento si divise in due correnti artistiche:

  • Naturalistica: Caravaggio
  • Classicista: Carracci

Caravaggio introdusse la novità di dipingere la realtà di tutti i giorni, anche quando dipingeva soggetti religiosi, andava sempre alla ricerca della verità rappresentando tutti i personaggi più importanti della chiesa cattolica. 

Carracci invece rimase legato alla scuola rinascimentale, cercando i principi di monumentalità e chiarezza.

3. La scultura barocca

La scultura barocca veniva usata per decorare l’interno e l’esterno degli edifici. Il più importante scultore barocco fu Gian Lorenzo Bernini, un maestro della lavorazione del marmo, riusciva a conferirgli effetti di tensione drammatica e teatralità attraverso contrasti di chiaroscuro e illusione coloristica.

4. L’Architettura barocca

L’architettura, come le altre due forme d’arte, è alla ricerca del movimento e della monumentalità delle forme. Le città più grandi di questa epoca subiscono diversi cambiamenti urbanistici, i nuovi edifici e le piazze vengono costruiti pensando al loro intento scenografico, cercando di attirare l’ammirazione e lo stupore dello spettatore. Gli architetti più di rilievo di questo periodo furono Carlo Maderno e Francesco Borromini. 

5. Annibale Carracci

Annibale Carracci (Bologna 1560 – Roma 1609) si formò nella bottega del cugino Ludovico. La sua arte coniugava i colori dell’arte Fiorentina e Veneziana del ‘500. Trasse molta ispirazione dai più importanti autori del ‘500, come: Raffaello, Correggio, Tiziano e il Veronese. 

In controtendenza ad altri artisti di questa epoca, che seguivano gli stili del manierismo, Carracci ripropose la ricerca della rappresentazione della verità, come i pittori rinascimentali. Insieme a Caravaggio e Rubens pose le basi per la pittura barocca.  

Tra le opere più importanti di Carracci possiamo ricordare:

  • I Mangiafagioli (1584-1585), situato alla Galleria Colonna di Roma. In questo quadro vediamo un contadino che, sorpreso dallo spettatore, interrompe il suo pranzo. È la rappresentazione del popolo che si ispira al Campi e al Bassano, possiamo collocare quest’opera all’interno della pittura di genere seicentesca;
  • Pietà (1600), situata al Museo Capodimonte di Napoli;
  • Elemosina di San Rocco (1595);
  • Affreschi della Galleria di Palazzo Farnese (1597-1600). Questi affreschi raffigurano scene d’amore mitologiche ispirate alla metamorfosi di Ovidio. Fanno parte della nuova pittura decorativa che coniugano la tradizione del classicismo romano con la pittura naturalista delle scuole del nord Italia. Questa opera è un ottimo esempio per rappresentare lo stile di Caracci, ancora classicheggiante ma con tratti decisamente barocchi.

6. Caravaggio (Michelangelo Merisi)

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (Milano 1571 – Ercole 1610) è stato uno dei pittori più influenti della storia dell’arte. Nei primi anni della sua carriera ha lavorato a Roma per il cardinale Francesco Maria del Monte e altri importanti committenti. Dopodiché sarà costretto a spostarsi in diverse città a causa del suo carattere facilmente irritabile che lo ha portato a fare parte di diverse vicende negative, compreso un omicidio nel 1606. Fuggirà a Napoli, Malta, in Sicilia e poi ancora a Napoli, dove morirà di malattia.

L’arte di Caravaggio è molto distintiva e sarà importantissima per gli artisti a venire. Concepisce uno stile barocco, che mostra scene del passato, ma rendendole senza tempo, sempre attuali. Attraverso i tagli di luce e il chiaroscuro plasma degli ambienti estremamente realistici, che portano lo spettatore a sentirsi immerso nella realtà. In un certo senso possiamo dire che Caravaggio anticipa la fotografia, quel tipo di fotografia che aspetta il momento giusto e prende di sorpresa il soggetto.

Caravaggio è uno dei più grandi rappresentanti del naturalismo, si ispira a Tiziano e Raffaello ma rappresentando scene della quotidianità in maniera estremamente autentica. Le persone rappresentate nei suoi quadri sono sempre persone umili, quasi mai professionisti.

Alcune delle suo opere più importanti:

  • Canestra di frutta (1596): è considerata la prima natura morte della storia dell’arte italiana. L’unico soggetto è una cesta di frutta che presenta della naturali imperfezioni come foglie mangiate e mele bacate;
  • Bacchino malato (1596-1597) probabilmente un autoritratto. Raffigura il Bacco malato attraverso colori pallidi e bluastri della pelle. In questo periodo l’autore era ricoverato per una breve convalescenza, per questo si pensa ad un autoritratto;
  • I dipinti della Cappella Cantarelli, all’interno della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. Ne fa parte La Vocazione di San Matteo (1599) in questa scena Caravaggio ha rappresentato tutto in un ambiente cupo, accentuando la chiamata di cristo con un raggio di luce proveniente da una finestra, che gli illumina il volto mettendolo in risalto;
  • Conversione di San Paolo (1601) il quadro ritrae il momento della Vocazione di San Paolo in cui cade da cavallo solo essere stato abbagliato dalla visione di Cristo, rappresentato sotto forma di luce;
  • Crocifissione di San Pietro (1600-1601);
  • San Giovanni Battista disteso (1610);
  • La negazione di San Pietro (1610);
  • San Giovanni Battista (1610);
  • Martirio di sant’Orsola (1610) sembra essere il suo ultimo dipinto, prima di morire a Porto d’Ercole.

7. Gian Lorenzo Bernini

Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680) è stato il più grande scultore dell’epoca barocca. Fu un grande sperimentatore e innovatore durante l’arco di tutta la sua carriera. I suoi committenti non furono solo i papi, ma anche importanti famiglie sia romane che europee. 

Bernini ha trasformato la città di Roma, le sue sculture si trovano in diversi angoli del centro storico. È stato uno dei protagonisti dell’arte figurativa barocca, dando vita ad un nuovo gusto: un’arte movimentata, dinamica, scenografica, drammatica, coinvolgente.

Con Bernini si formò una cultura dell’immagine fondata sul potere persuasivo dell’arte. Lo stile derivante dalle necessità propagandistiche della chiesa si diffuse presto nelle corti di tutta Europa. Nella nuova concezione dell’arte barocca non esiste più l’uomo al centro del mondo, bensì lo spazio si espande all’infinito.

Le principali opere di Gian Lorenzo Bernini:

  • Apollo e Dafne 1622-1623: in questa opera possiamo vedere il tema del movimento, caratteristica fondamentale dell’arte barocca. Il movimento in quest’opera è dato dalla corsa di Apollo che con una mano agguanta la ninfa e lo slancio di Dafne che tenta di fuggire dal dio. Questo movimento è restituito dal grande lavoro del Bernini sui muscoli in movimento e la torsione dei corpi. Grazie a questa opera possiamo anche notare un altro importante elemento dell’arte Berniniana, ovvero la rappresentazione di un momento ben preciso nella storia. Le opere di Bernini erano pensate per emozionare lo spettatore da uno specifico punto di vista, proprio perché ritraevano un momento preciso della storia, quindi dovevano essere viste da un punto di vista preciso;
  • David 1623-1624: il David è raffigurato nell’istante in cui sta per scagliare la sua pietra. Il David di Michelangelo, a confronto, ritrae un istante precedente a quello di Bernini. La figura è rappresentata in pieno movimento, in una posizione quasi a spirale, in modo da coinvolgere lo spettatore;
  • Estasi di Santa Teresa 1647-1652: quest’opera è probabilmente la più spettacolare dell’artista. Si trova nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma. Questa opera è inserita in una cappella, dove scultura e pittura si completano a vicenda. Bernini studio attentamente le condizioni di luce di questa cappella e creò una finestra nascosta in grado di far filtrare la luce naturale, in modo da poter illuminare la scultura, soprattutto i raggi dorati che simboleggiano la luce divina;
  • alcune fontane degne di nota che ha scolpito a Roma: Fontana del Tritone, Fontana dei Quattro Fiumi.

8. Pietro da Cortona

Pietro da Cortona (Cortona 1596 – Roma 1669) fu pittore e architetto. Insieme a Bernini e Borromini fu fra i massimi protagonisti del barocco a Roma. Inseriva le sue composizioni all’interno di cornici di stucco e oro con figure e ghirlande, creando un nuovo stile decorativo che si espanse in tutta Europa. I suoi primi committenti furono i fratelli Sacchetti, che lo portarono a lavorare a Roma. 

Lo stile di Pietro da Cortona mostra una forza e una vitalità assolutamente nuove, proprio per questo è uno degli artisti barocchi più importanti, mette in mostra: colore, dinamismo, vitalità, forza espressiva.

La Divina Provvidenza: la decorazione del soffitto del salone di Palazzo Barberini fu il suo capolavoro pittorico, rivelando una nuova libertà espressiva che accoglie la tradizione veneta e correggesca. Presenta tratti innovativi e un ampio uso del colore che si traducono in un perfetto esempio della pittura barocca.

Nel 1634 comincia la sua prima opera da architetto: la chiesa dedicata ai Santi Luca e Martina. Come abbiamo spiegato nell’introduzione al barocco, anche l’architettura cercava il movimento, infatti la facciata di questa chiesa viene disegnata in maniera leggermente concava. Questo ed altri elementi rendono chiara l’innovazione delle idee architettoniche di Pietro da Cortona.

Alcuni altri lavori architettonici sono:

  • La chiesa di Santa Maria della Pace
  • La chiesa di Santa Maria in via Lata

9. Gian Battista Tiepolo

Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770) fu un grande pittore e incisore, considerato uno dei più grandi artisti del settecento e del rococò, ovvero un’evoluzione del tardo barocco. Aveva uno stile di pittura rapido e cercava sempre di dare luminosità ai suoi dipinti. Lavorava molto con la luce, creando illusioni spaziali, ambientazioni fastose e accendendo i colori dei dipinti. 

Le opere più importanti di questo artista sono:

  • Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle (1725-1726) mischia elementi antichi con quelli contemporanei, creando uno stile che manterrà durante tutta la sua carriera;
  • Affreschi di palazzo patriarcale di Udine (1726-1729). All’interno di questo palazzo dipinge La Caduta degli Angeli Ribelli nello Scalone d’Onore, il Giudizio di Salomone nella Galleria degli ospiti. In questi affreschi possiamo notare la delicata leggerezza degli angeli, una sapiente contrapposizione compositiva in equilibrio tra il lato degli angeli buoni e gli angeli cattivi;
  • Affreschi di Palazzo Clerici a Milano: lavorò in questa città tra gli anni Trenta e Quaranta del ‘700 e le opere che fece qui lo resero famoso a livello internazionale. Questo affresco è un capolavoro illusionistico. Il cielo appare immenso, striato di nuvole bianche e rosate e sono rappresentati i quattro continenti conosciuti al tempo attraverso delle allegorie composte da figure greche;
  • L’Incontro tra Antonio e Cleopatra: è uno degli affreschi realizzati per il salone da ballo di Palazzo Labia a Venezia. Al centro di questa opera vediamo il generale romano Antonio e la regina d’Egitto Cleopatra. Attraverso queste figure racconta lo sfarzo della società veneziana;
  • Gli affreschi imperiali di Wurzburg: nel 1750 Tiepolo si diresse a Wurzburg, in Baviera, qui dipinse la sala da ballo della reggia per il principe vescovo Johann Philipp Franz von Schonbrun. Creò una delle massime opere del rococò europeo;
  • L’Apoteosi della Monarchia Spagnola: nel palazzo Reale di Madrid decorò, su commissione del re Carlo III di Borbone, 3 sale:
    • Il Salone degli Alabardieri
    • L’anticamera della regina
    • Sala del trono

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