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Di cosa parleremo

Nel periodo che va dalla fine del Settecento ai primi decenni dell’Ottocento la Germania conquista una posizione di preminenza nel panorama culturale europeo. Questa è l’età di Goethe, del romanticismo e dell’idealismo, dello Sturm und Drang (tempesta e impeto) che recupera il senso artistico e libertario della natura e dell’individuo (vedi infra) e si sviluppa inizialmente nei circoli di Jena e di Berlino. Gli echi della Rivoluzione francese, comunque, non mancano di accendere entusiasmi o provocare reazioni negative, giocando un ruolo fondamentale nel dibattito filosofico.

Nell’avvicinarci a questo periodo di grande fioritura culturale, considereremo in primo luogo i pensatori che lo anticipano, ponendosi in posizione critica verso la cultura dell’illuminismo e recuperando la centralità di quegli aspetti della realtà (storica, naturale, umana) da questa trascurati o svalutati.

La visione critica della filosofia illuminista costituirà un presupposto del romanticismo e dell’idealismo per riaffermare, dinnanzi alla fredda ragione, la priorità della «fede», del «sentimento», della «natura», momenti fondanti del romanticismo che aprono la via al successivo pensiero idealista.

1. Un nuovo clima culturale

La reazione all’illuminismo. I pensatori di tale epoca hanno in comune l’atteggiamento critico verso l’illuminismo e la volontà di recuperare quelle dimensioni individuali (fede, sentimento, natura) legate alla soggettività e alla spiritualità in precedenza ridimensionate in nome del primato della “ragione”.

Le critiche principali rivolte alla filosofia illuminista sono due: da un lato quella alla mentalità decisamente meccanicista, risalente a Cartesio e Newton e che in alcuni esponenti dell’illuminismo aveva trovato...

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