2. Le forme di Stato

2. Le forme di Stato

1. Lo Stato patrimoniale

La forma di Stato identifica quelli che sono i rapporti tra i cittadini e chi detiene il potere. Come detto precedentemente, sia nel periodo medievale, che in parte in quello feudale, il fondamento del potere si basava sul patrimonio fondiario; perciò, l’espressione ricorrente che viene utilizzata per definire tale tipo di Stato è quella di Stato Patrimoniale. Con il termine Stato, però, non bisogna fare confusione, in quanto questo è dotato di accezioni differenti. Se si parla di stato in termini di diritto privato, si fa riferimento ad un determinato soggetto, al quale si collegano determinate situazioni soggettive. Se invece, si parla di Stato modernamente inteso, allora ci si riconduce ad una collettività di persone, ma anche a una condizione giuridica diversa rispetto alle persone che lo compongono. 

La sovranità assume un aspetto peculiare, in quanto se questa non è presente, allora non la definizione di Stato non sussiste. Con sovranità si intende che l’ente non deriva la propria legittimazione da nessuno. All’interno dello Stato, importante è quindi identificare un’autorità politica che eserciti la potestà di imperio, ma anche di governo.

2. Lo Stato assoluto

Oltre allo Stato patrimoniale, un’altra forma che vi può essere è quella dello Stato assoluto; in tale fattispecie, si ha l’accentramento di tutti i poteri nella figura del sovrano. Egli viene definito legibus solutus, in quanto ha pieni poteri e sciolto perciò da ogni vincolo di legge. 

A tal proposito, viene fornita una giustificazione in merito a tale tipo di Stato, in quanto ci si domanda perché la sovranità viene posta in capo ad un unico soggetto.

Varie sono state le interpretazioni nel corso del tempo, ma quella più convincente viene fornita da Hobbes. Gli uomini, in quanto dotati di una illimitata libertà, rischiano di perderla e addirittura di perdere anche la vita stessa, in quanto anche altri uomini presentano la medesima condizione. La soluzione che viene fornita è che, gli individui, consegni nelle mani di un sovrano tale illimitata libertà e in cambio ricevono protezione e pace sociale. Il sovrano deve garantire sicurezza sociale. 

Lo Stato assoluto presenta anche una variante, la quale viene denominata Stato di Polizia; questo si presenta quando lo Stato stesso assume nuovi compiti, quali ad esempio la realizzazione di determinate opere pubbliche; perciò, svolge un ruolo di creazione di benessere per i cittadini. 

3. Lo Stato Liberale

Oltre a quanto visto in merito allo Stato patrimoniale, assoluto o di polizia, tra il ‘700 e l’‘800, in particolar modo lo Stato assoluto subisce dei profondi attacchi e cambiamenti. 

Primo fra tutti è la separazione dei poteri, la quale avviene in momenti diversi a seconda dei vari Stati. Caso più eclatante è naturalmente la Costituzione statunitense del 1787, in quanto la differenziazione tra potere legislativo (potere di fare le leggi), potere esecutivo (potere di attuare le leggi), e potere giudiziario (potere di accertare la violazione delle leggi) è direttamente constatabile. 

Un secondo attacco che vi è stato contro lo Stato di tipo assoluto è stata la dichiarazione delle libertà fondamentali dei cittadini, in quanto i cittadini possono esercitare libertà, che fino ad allora erano negate, come ad esempio:

  • Libertà personale
  • Libertà religiosa
  • Libertà di manifestazione
  • Libertà di pensiero

In seguito a questi attacchi e cambiamenti che vi sono stati, cambia la figura del sovrano. Esso non è perciò più legibus solutus, in quanto è costretto a sottostare a determinate regole giuridiche. 

In particolar modo si parla di assoggettamento del potere e del suo esercizio al diritto; perciò, leggi e regole non possono essere violate. Si parla anche di una gerarchia delle fonti o degli atti esercizio del potere, in quanto anche atti di esercizio del potere, che hanno contenuto normativo, devono comunque rispettare le leggi e quanto in esse descritto. In sostanza, i principi cardine che si vengono a determinare sono il principio di legalità e il principio di sindacabilità dell’esercizio del potere. 

Ciò che si viene a creare, quindi, è uno Stato di diritto, che si basa principalmente su quanto detto precedentemente, ma anche sul fatto che si viene a creare una nuova classe sociale, ossia la borghesia, che una volta sconfitti i principi cardine dell’aristocrazia, assumerà sempre più un ruolo di centralità, specialmente per quanto concerne il suo posizionamento in Parlamento. Questo darà vita, successivamente. alla formazione di un nuovo tipo di Stato, ossia quello liberale. 

4. Lo Stato totalitario

Questa forma di Stato è caratterizzata dal fatto che si ha una forte limitazione delle libertà dei cittadini, accentramento del potere nelle mani di un capo che quindi possiede tutti i poteri pubblici, assenza di libere elezioni, uso della violenza e terrore per reprimere qualsiasi tipo di opposizione, ed infine la presenza di una polizia segreta e di forze armate per creare un clima di insicurezza e di paura, ma anche come strumento di controllo e di oppressione. 

5. Lo Stato Democratico

Il problema che si pone nello Stato di diritto è senza dubbio inerente al concetto della sovranità. Si parla di fatto di una sovranità che per finzione viene imputata alla persona giuridica Stato, ma di fatto ciò che andrà a concretizzarsi è una posizione di potere da parte della borghesia. 

Con l’ampliarsi delle varie associazioni sindacali, con l’avvento del suffragio universale maschile, che prima era solo ristretto, ebbe origine lo Stato pluriclasse. Questa forma di Stato andrà a determinare una frammentazione all’interno del Parlamento, che darà origine al contesto in cui tutt’oggi ci troviamo, ossia un contesto di multipartitismo esasperato.

Stato pluriclasse, che è anche Stato liberaldemocratico; vista la predominanza che la classe borghese stava assumendo, la legge non poteva più essere vista come espressione della volontà dei cittadini. Anzi, ciò che si andò a determinare, è che questa fosse considerata come espressione di scelte e vedute delle sole maggioranze. Si doveva quindi trovare una fonte di diritto che fosse in grado di stabilire delle regole comuni, e non solamente dettate dalla scelta di una delle controparti, spesso in opposizione con l’altra. 

D’altronde, la legge per non essere arbitraria, deve rispettare una serie di principi fondamentali. 

Con tale esigenza, si riscontra in questo periodo, un passaggio dallo Stato di diritto al moderno costituzionalismo. 

6. Lo Stato Sociale

Lo Stato Democratico è quasi sempre lo Stato sociale, Stato in cui vengono promosse condizioni di benessere per tutti i cittadini; perciò, evitando differenze tra classi sociali; perciò, sviluppando delle azioni a favore delle classi maggiormente disagiate.

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