2. La spesa per la sicurezza sociale

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La sicurezza sociale è l’insieme degli interventi diretti all’erogazione dei beni e dei servizi pubblici per i cittadini che si trovano in circostanze particolari come infortunio, malattia, invalidità, disoccupazione e vecchiaia. 

Negli anni 70 si afferma lo Stato Sociale dall’idea che il mercato da solo non basta a rispondere ai bisogni, allora interviene lo stato mettendo in atto tutte le attività necessarie a fornire a sostegno a chi si trova in stato di bisogno, in particolare garantendo posti di lavoro e copertura previdenziale. 

Welfare state: lo Stato è il principale erogatore di servizi per garantire sicurezza e benessere e migliorare le condizioni dei più poveri. 

Nel mondo esistono diversi modelli di stato sociale che vengono distinti in base al grado di de mercificazione, cioè in base al grado con cui l’intervento dello stato consente di diminuire la dipendenza dei cittadini dal mercato: 

  • regime liberale (modello anglosassone): riconoscono ai cittadini diritti minimi promuovendo le soluzioni di mercato; in questo caso lo stato si occupa di garantire i bisogni essenziali oppure garantisce solo per gli individui ad alto rischio, in questo modello sono molto sviluppati i servizi privati; 
  • regimi socialdemocratici (modello scandinavo): si basano sull’impegno a realizzare la più ampia protezione da parte dello stato dai rischi, a erogare sussidi generosi e a promuovere l’uguaglianza, in questo caso vengono socializzati i rischi e si mira alla riduzione della dipendenza degli individui dal mercato; 
  • regimi conservatori: caratterizzati da una limitata dipendenza dal mercato e viene attribuita alla famiglia la responsabilità ultima del benessere dei suoi membri. 

La moderna sicurezza sociale fa riferimento ad assistenza e previdenza sociale: 

  • assistenza sociale: fornitura di prestazioni da parte della pubblica amministrazione, normalmente gratuite, dirette all’eliminazione delle disuguaglianze economiche e sociali in una società, con il fine di garantire a tutti i cittadini un’esistenza libera e dignitosa indipendentemente dal versamento di contributi; 
  • previdenza sociale: insieme di attività che hanno come obiettivo di far fronte a bisogni futuri e prevedibili dei lavoratori e si basa sul pagamento di contributi previdenziali, come copertura assicurativa per il verificarsi di particolari situazioni di necessità come la malattia, gli infortuni sul lavoro, l’invalidità, la disoccupazione involontaria e assicurano i mezzi necessari di sussistenza al termine della vita lavorativa (pensioni di anzianità). 

Art. 38 Costituzione: “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.” 

Prima della rivoluzione industriale la protezione sociale aveva carattere di beneficienza, mentre in seguito si sviluppano forme di previdenza privata a base volontaria e mutualistica (pagamento di contributi volontari). Solo alla fine dell’800 si afferma la necessità dell’intervento pubblico e nascono i primi sistemi di previdenza sociale. In particolare, in Italia, il sistema previdenziale alla fine dell’800 prevedeva: assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro nell’industria e nell’agricoltura; l’assicurazione di invalidità, vecchiaia e disoccupazione; riconoscimento della pensione di riversibilità ai familiari superstiti; istituzione della cassa integrazione guadagni. 

In Italia la forma più importante di sicurezza sociale è stata l’istituzione delle pensioni sociali. 

La sicurezza sociale permette di raggiungere una più equa redistribuzione del reddito nella società e di garantire stabilità. In quanto vengono trasferite risorse dai cittadini che pagano le imposte a coloro che godono di sussidi o si avvalgono di servizi gratuiti: la spesa per la previdenza sociale trasferisce le risorse dalla popolazione attiva (lavoratori e datori di lavoro) alla popolazione inattiva (disoccupati, malati e pensionati). 

La spesa previdenziale agisce sulla domanda globale perché nelle fasi di depressione economica, dando un sostegno ai disoccupati sostiene la domanda di beni e servizi sul mercato. La spesa per la sicurezza sociale assorbe ingenti risorse pubbliche. 

La sicurezza sociale viene finanziata attraverso:

  • l’obbligo del pagamento di premi assicurativi per il rischio di eventi dannosi che potrebbero ridurre le loro capacità lavorative a carico dei lavoratori; 
  • il pagamento di contributi previdenziali allo stato e agli enti pubblici da parte di lavoratori e datori di lavoro (causa un aumento del costo del lavoro e quindi dei prezzi finali di vendita dei prodotti): i contributi sono proporzionali alla retribuzione del lavoro; 
  • la fiscalità per finanziare le prestazioni della sicurezza sociale attraverso il prelievo fiscale che grava su tutti i cittadini in base alla loro capacità contributiva, in questo modo gli oneri del sistema della sicurezza sociale sono a carico dell’intera collettività; 
  • la parafiscalità, un’imposizione e riscossione di contributi da parte di enti territoriali per fornire le prestazioni e la fiscalità. 

La funzione previdenziale è finanziata dal pagamento di contributi e grava solo sui lavoratori e sui datori di lavoro, mentre la funzione assistenziale grava sulla collettività attraverso il pagamento delle imposte essendo finanziata facendo ricorso al bilancio pubblico. 

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La pensione è commisurata alla media delle retribuzioni percepite dall’assicurato e in base ai contributi versati. 

Si possono distinguere quattro tipi di pensione: 

  • pensione di vecchiaia: spetta ai lavoratori che hanno raggiunto la soglia di età e di anzianità contributiva necessarie; 
  • pensione di anzianità: corrisposta prima del compimento dell’età e dell’anzianità contributiva necessarie per la pensione di vecchiaia; 
  • pensione di invalidità: spetta ai lavoratori che hanno una ridotta capacità lavorativa dovuta a infermità mentale o fisica; 
  • pensione ai superstiti: spettante al coniuge e ai figli del lavoratore deceduto. L’istituto che si occupa delle pensioni è l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS).

Un’altra tipologia pensionistica è il TFR (trattamento di fine rapporto): il datore di lavoro accantona una quota ogni anno che potrà essere utilizzata dal lavoratore per le spese sanitarie o per l’acquisto della prima casa oppure possono riscuoterlo alla fine del rapporto di lavoro. 

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