2. Gli aspetti giuridici ed economici delle singole imposte

2. Gli aspetti giuridici ed economici delle singole imposte

Le imposte dirette indicano in maniera immediata la capacità economica del contribuente. In Italia sono in vigore: imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), imposta sul reddito delle società (IRES), imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), addizionali regionali o provinciali o comunali, imposte patrimoniali (IMU). 

IRPEF 

L’IRPEF è un’imposta diretta, personale, progressiva per scaglioni, che si applica sul reddito complessivo netto annuo delle persone fisiche. Il reddito complessivo è ritenuto il più importante indice della capacità contributiva di un soggetto. 

Il presupposto dell’IRPEF è il possesso di reddito in denaro o in natura. Il reddito è un incremento patrimoniale che si realizza in un determinato arco temporale (anno solare) ricollegabile ad una delle fonti individuate dalla normativa. 

I redditi possono derivare da: 

  • esercizio di un’attività (lavoro dipendente o lavoro autonomo);
  • possesso di beni (immobili e capitali);
  • combinazione di attività e beni (esercizio dell’attività di impresa tramite un’azienda).

Il reddito viene considerato al netto dei costi sostenuti per il suo ottenimento per valutare la capacità contributiva effettiva del soggetto. 

L’IRPEF è un’imposta che colpisce i soggetti fiscalmente residenti in Italia, per i redditi ovunque prodotti (Worldwide principle), e i soggetti fiscalmente non residenti, solo per i redditi generati in Italia (source principle).
Ai fini fiscali, si considera residente chi è iscritto all’anagrafe per la maggior parte dell’anno e chi, pur non essendo iscritto all’anagrafe, ha per la maggior parte dell’anno il domicilio o la residenza in Italia. 

L’IRPEF garantisce il principio di progressività e le aliquote vanno dal 23% (aliquota minima che si applica sulla quota di reddito fino a 15mila euro) fino al 43% (aliquota massima che si applica sulla quota di reddito che eccede i 50mila euro). Il pregio dell’imposta progressiva è che colpisce i più ricchi, ma è soggetta ad evasione, traslazione e fiscal drag (danneggio fiscale). 

La base imponibile viene divisa in scaglioni e a ciascuno di questi si applica una diversa aliquota, che cresce ogni volta che lo scaglione di reddito diventa più elevato.

La base imponibile è il reddito annuo del soggetto meno gli oneri deducibili e ulteriori deduzioni. Per determinare la base imponibile occorre calcolare il reddito complessivo. Il reddito complessivo è dato dalla somma dei redditi che rientrano nelle 6 categorie: 

  • redditi fondiari = terreni e fabbricati accatastati in Italia 
  • redditi di capitale (aliquota unica del 26%) 
  • redditi di lavoro dipendente 
  • redditi di lavoro autonomo 
  • redditi di impresa 
  • redditi diversi = elenco di varie tipologie di reddito che danno luogo a tassazione 

Successivamente vengono fatte eventuali deduzioni dato che esistono redditi esclusi o esenti: 

  • redditi assoggettati a tassazione separata = redditi incassati una sola volta in un determinato momento, ma accumulati durante un periodo di tempo lungo, come il TFR. Questi redditi vengono tassati con aliquote previste dalla legge, generalmente minori delle aliquote IRPEF; 
  • redditi esenti (alimenti) o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (reddito che deriva da locazione ad uso abitativo) 
  • assegni periodici per mantenimento dei figli spettanti al coniuge a seguito di separazione o divorzio 
  • assegni familiari e maggiorazioni di pensioni sostitutive degli assegni familiari 

Determinazione della base imponibile: 

  1. quantificazione dei singoli redditi riconducibili a ciascuna delle 6 categorie; 
  2. sommatoria dei redditi per arrivare al reddito complessivo = somma di tutti i redditi delle singole categorie imputabili all’anno solare a cui corrisponde l’obbligazione tributaria; 
  3. riduzione del reddito complessivo per effetto di alcuni oneri deducibili per ottenere il reddito imponibile
  4. applicazione delle aliquote a scaglioni per determinare l’imposta lorda
  5. detrazione di alcuni oneri per ottenere l’imposta netta che poi verrà saldata a metà dell’anno successivo, ma lo stato chiede degli acconti ai contribuenti quindi nel momento del pagamento verrà versato il debito di imposta a saldo. 

Gli oneri deducibili sono alcuni tipi di spese che il contribuente ha sostenuto e che la legge gli consente di sottrarre dal suo reddito complessivo. Le detrazioni sono delle somme che devono essere sottratte dall’imposta lorda per determinare l’imposta netta. 

IRES 

L’IRES è un’imposta diretta, personale, proporzionale che colpisce il reddito complessivo netto annuo di determinati enti collettivi. L’IRES è quell’imposta che colpisce tutti i soggetti, residenti e non residenti, nei confronti dei quali si manifesta il possesso di redditi tassabili, diverse dalle persone fisiche, dalle società di persone residenti e dalle società di capitali che hanno esercitato l’opzione per la tassazione in capo ai soci. 

I redditi di imprese sono soggetti a due tipologie di imposte: IRPEF, se sono conseguiti da imprenditori individuali e da soci di società di persone commerciali; IRES se l’attività di impresa è esercitata da una società di capitali. 

Soggetti passivi dell’IRES: 

  • soggetti residenti che esercitano attività commerciali: società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative, società di mutua assicurazione, enti pubblici e privati che esercitano in via esclusiva o principale attività commerciali;
  • soggetti residenti che esercitano attività non commerciali: enti pubblici o privati che non esercitano in via esclusiva o principale attività commerciali;
  • soggetti non residenti: società ed enti di ogni tipo (commerciali e non commerciali), comprese quelle personali. 

L’IRES è l’imposta sul reddito delle società. Viene applicata ai soggetti esercitanti un’attività di impresa commerciale organizzata in società di capitali o enti commerciali. 

Non sono soggetti all’imposta lo Stato e gli enti territoriali e sono dichiarate non commerciali alcune attività specifiche svolte da enti pubblici. 

La base imponibile è pari al reddito complessivo ovunque prodotto nel periodo di imposta (esercizio sociale). L’utile di bilancio viene assunto come parametro di riferimento della ricchezza prodotta, da cui poi viene definito il reddito imponibile apportandovi delle modifiche in aumento o in diminuzione per garantire la certezza del rapporto tributario, impedire la tassazione di utili non realizzati, impedire la deduzione di costi stimati e potenzialmente non inerenti, evitare la doppia imposizione economica, incentivare determinati investimenti e attività. 

Dal reddito complessivo lordo vengono sottratte le perdite fiscali riportate da periodi di imposta precedenti e si ottiene il reddito complessivo netto al quale viene applicata l’aliquota di imposta pari al 24%. 

IRAP 

L’IRAP è un’imposta reale, proporzionale, che si applica sul valore della produzione netta delle imprese, degli enti e degli artisti e professionisti. L’introduzione di questa imposta si proponeva di attuare un maggiore decentramento del sistema tributario, dando alle regioni pi ampia autonomia impositiva. 

L’IRAP è dovuta per l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi. Costituisce presupposto di imposta l’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato. Si applica sul valore della produzione netta derivante dall’attività esercitata nel territorio della regione o della provincia autonoma. Il valore della produzione netta per le imprese è uguale alla differenza tra il valore della produzione lorda e i costi di produzione, ad eccezione di alcuni costi (costo del personale, interessi passivi compresi nei canoni di leasing, perdite e svalutazioni dei crediti). 

La base imponibile viene calcolata in maniera differenziata in base alla tipologia dei soggetti e delle attività esercitate. 

Soggetti passivi IRAP: società di capitali e altri soggetti passivi IRES, imprese individuali e società di persone, soggetti che esercitano arti e progressioni. 

L’IRAP è un tributo istituito e regolato dallo Stato, il cui gettito è attribuito alle regioni, le quali devono esercitare la propria autonomia impositiva entro i limiti stabiliti dalla legge statale. L’aliquota ordinaria è pari al 3.9% (diversa in base ai settori di attività e alle categorie dei soggetti passivi), aliquota differenziata dell’8% per le amministrazioni pubbliche e la possibilità per le regioni di variarla fino ad un massimo di 0.92 punti percentuali. 

Le imposte indirette misurano solo in maniera parziale la capacità contributiva del soggetto passivo dato che vengono pagate in base ai consumi e ai trasferimenti. 

L’IVA è l’imposta che colpisce il valore aggiunto che si produce nel sistema economico per effetto degli scambi di beni e servizi. L’IVA è presente in tutta Europa, ma le aliquote vengono stabilite autonomamente da ciascuno Stato. Essa si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di impresa, di arti o professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate. 

Si considerano effettuate nel territorio dello Stato tutte le cessioni aventi ad oggetto beni che si trovino nel territorio dello Stato al momento di compimento dell’operazione. 

È un’imposta indiretta sui consumi che grava sul consumatore finale. La base imponibile dell’IVA è l’importo del bene o servizio acquistato. L’attività d’impresa rappresenta un semplice intermediario tra i soggetti su cui grava effettivamente l’imposta (consumatore finale) e il soggetto beneficiario (Stato). 

L’IVA può essere esclusa (tra i privati) oppure indetraibile (beni di lusso).
Non è un’imposta proporzionale e nemmeno progressiva. Alcune operazioni sono esenti da IVA (prestazioni sanitarie). Le esportazioni sono operazioni non imponibili ai fini IVA.
Generalmente l’aliquota dell’IVA è pari al 22%, ma è differenziata in base alla tipologia di beni o servizi, ad esempio sui generi alimentari è pari al 10%. 

Il versamento nelle casse dello Stato avviene periodicamente da parte delle imprese mediante la fase della liquidazione, dalla quale emerge l’eventuale posizione debitoria dell’impresa: viene contrapposta l’IVA a credito (derivante dall’acquisto di beni e servizi da parte dell’impresa) e l’IVA a debito (derivante dalla cessione di beni e servizi). Se l’imposta a debito è superiore di quella a credito la differenza deve essere versata allo Stato entro il 16° giorno del mese successivo a quello di riferimento. Al contrario, se l’imposta a credito è maggiore, si genera un credito d’imposta che può essere riportato nei periodi successivi oppure richiesto a rimborso. 

Caratteristiche IVA: 

  • è un’imposta sui consumi; 
  • possiede aliquote differenti a seconda del bene o servizio (4%, 5%, 10% o 22%); 
  • imposta a riscossione frazionata perchè viene pagata più volte durante il periodo di imposta; 
  • la somma pagata dal consumatore non dipende dal numero di passaggi che i beni subiscono; 
  • presupposto soggettivo (ci deve essere un soggetto che vende servizi in modo continuativo), presupposto oggettivo (è applicata alla cessione di beni e prestazioni di servizi), presupposto territoriale (si applica nello Stato dove avviene la vendita). 

Operazioni in regime IVA: 

  • operazioni imponibili = si caratterizzano per l’applicazione dell’IVA secondo le aliquote vigenti; 
  • operazioni non imponibili = mancanza del requisito di territorialità; 
  • operazioni esenti = operazioni caratterizzate dalla mancata applicazione dell’IVA, pur avendo tutti i requisiti necessari, per motivi sociali o di opportunità economica; 
  • operazioni escluse = operazioni che non posseggono tutti i requisiti necessari.

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