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1. Sandro Penna

Sandro Penna nasce a Perugia nel 1906. Compie studi irregolari fino a conseguire il diploma di ragioniere; dopo la separazione dei genitori, segue la madre a Roma passando da un lavoro all’altro. Qui per un paio di anni, frequenta lo psicanalista Edoardo Weiss, poiché il giovane vive in un continuo stato di ansia. Per un paio di anni va a vivere a Milano dove lavora come commesso in libreria e correttore di bozze; ma, poco dopo, rientra a Roma. Negli anni Trenta entra in contatto con l’ambiente intellettuale contemporaneo e stringe rapporti con Umberto Saba ed Eugenio Montale; pubblica diversi componimenti su riviste come “L’Italia Letteraria”, “Solaria”, “Circoli”, mentre la prima raccolta, Poesie, risale al 1939. Nel dopoguerra seguono altre raccolte, tra cui Una strana gioia di vivere (1956) e Croce e delizia (1958), che confluiranno poi in Tutte le poesie (1970). Nel 1973 Penna pubblica un volume di prose, Un po’ di febbre. Infine, poco prima di morire scrive Stranezze (1976) e Il viaggiatore insonne (1977). Si spegne a Roma nel 1977. 

Le sue opere sono caratterizzate da un linguaggio piano e diretto, un tono basso e quotidiano, ma anche originale e dall’elemento autobiografico (in particolare alla vita familiare tormentata e all’insicurezza economica, ma anche alle sue esperienze personali in ambito relazionale). La sua poetica si avvicina a quella di Saba, oltre per le caratteristiche formali anche per la scelta di temi, uno fra tutti, l’omosessualità, attraverso un linguaggio eufemistico, che evita termini osceni (l’amore omosessuale emerge in particolare per i fanciulli: operai, soldati, marinai di estrazione popolare che ai suoi occhi si mostrano pieni di mistero e provocano questo desiderio erotico, che porta l’autore a sentirsi diverso ed escluso dalla società). La parola in Penna viene valorizzata ed esp...

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