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Di cosa parleremo

Il Novecento è il secolo che ha assistito alla crisi delle idee politiche che avevano animato il pensiero filosofico già dalla fine dell’età moderna, la svolta totalitaria degli anni Trenta e la successiva diffusione di ideali forti di democrazia e libertà. Numerose sono state le prospettive da cui si è mossa l’analisi politica e filosofica nel secolo scorso: proviamo a sintetizzare di seguito le principali.

1. Carl Schmitt e il decisionismo

Carl Schmitt (1888-1985), giurista e teorico politico, tedesco cattolico e conservatore che considera il decisionismo il punto di partenza di una originale proposta filosofica e politica post-razionalistica e post-individualistica.

Nella sua opera «Teologia politica» (1922) il filosofo di Plettenberg (Westfalia) sposta l’attenzione della riflessione politica, precedentemente incentrata solo sul «come si deve decidere» su «chi deve decidere» identificando la «sovranità» con il potere che «decide» nelle situazioni eccezionali che, come tali, non rientrano nella «normalità» dell’ordinamento giuridico.

Schmitt è critico sia nei confronti del liberalismo, sia del giuspositivismo, che riducono la sfera della politica al solo «insieme» di norme giuridiche che caratterizzano l’ordinamento di uno Stato (Kelsen).

La politica, invece, rappresenta l’orizzonte di una decisione che coinvolge tanto gli individui quanto i sistemi normativi: l’ordine politico nasce dal disordine, attraverso la decisione del singolo, dalla rivoluzione o dalla violenza.

Secondo Schmitt, il neutrale «atteggiamento» di eludere l’origine extra- razionale della politica produce un sistema giuridico privo della capacità di fronteggiare il disordine.

Momenti e fasi del pensiero schmittiano sono:

la critica al liberalismo. La polemica antiborghese e antiliberale si manifesta già nella critica all’idealismo, cons...

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