11. La Seconda Guerra Mondiale

Di cosa parleremo

“Anche se ampie parti dell’Europa e molti Stati antichi e illustri sono caduti o potrebbero cadere nella morsa della Gestapo e di tutto l’odioso apparato del dominio nazista, noi non desisteremo né abbandoneremo. Andremo avanti fino alla fine. Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e gli oceani, combatteremo con crescente fiducia e con crescente forza nell’aria, difenderemo la nostra isola a qualunque costo. Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sulle teste di ponte, combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulle colline, noi non ci arrenderemo mai; e se, cosa che non credo neanche per un momento, quest’isola o gran parte di essa fosse soggiogata e ridotta alla fame, allora il nostro impero, al di là del mare, armato e protetto dalla flotta britannica, continuerà a combattere fino a quando, se Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua forza e la sua potenza, farà un passo avanti per la salvezza e la liberazione del vecchio.”

Winston Churchill, 4 Giugno 1940, Discorso alla Camera

Nonostante i loro corpi sono tornati da tempo alla polvere, il loro sacrificio è ancora vivo.

Dobbiamo onorare la loro memoria, per non dimenticare.

Timeline

  • 1933: Adolf Hitler reclama lo Spazio vitale tedesco; l’ordine europeo è minacciato;
  • 1935: l’Italia invade l’Etiopia, allineandosi all’espansionismo nazista; seguono condanne e sanzioni da parte della Società delle Nazioni;
  • 1936/39Guerra civile spagnola, vittoria di Francisco Franco e instaurazione della dittatura;
  • 1938: La Germania annette l’Austria (Anschluss); Conferenza di Monaco, fu concesso alla Germania di annettere i Sudeti; i tedeschi occupano anche il resto della Repubblica Ceca
  • Novembre 1938: iniziano le prime deportazioni della comunità ebraica nei lager; alla fine del conflitto si sarebbero registrate oltre 6 milioni di vittime;
  • 22 Maggio 1939Patto d’Acciaio tra Germania e Italia;
  • 23 Agosto 1939patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop tra Germania e URSS;
  • 1 Settembre 1939: invasione tedesca della Polonia, inizia la Seconda Guerra Mondiale;
  • Aprile/Maggio 1940: Danimarca e Norvegia capitolano di fronte all’invasione nazista; un mese dopo, anche Belgio, Olanda e Lussemburgo cadono (Piano Manstein); salvataggio di Dunkerque;
  • 10 Giugno 1940: l’Italia entra in guerra a fianco della Germania;
  • 14 Giugno 1940: il Terzo Reich occupa Parigi, la Francia è sconfitta;
  • Agosto 1940Battaglia d’Inghilterra, gli inglesi resistono all’assalto dell’aeronautica tedesca;
  • 27 Settembre 1940Patto Tripartito, il Giappone si unisce all’alleanza tra Italia e Germania;
  • Primavera 1941: il generale Rommel guida la spedizione italo-tedesca in Nord Africa; la Germania occupa i Balcani;
  • 22 Giugno 1941Operazione Barbarossa, la Germania invade l’URSS;
  • 7 Dicembre 1941: senza dichiarare guerra, i giapponesi attaccano a sorpresa Pearl Harbour, provocando l’entrata americana nel conflitto;
  • Luglio 1942: inizio della Battaglia di Stalingrado, prima grande disfatta nazista;
  • Novembre 1942Battaglia di El Alamein, italiani e tedeschi costretti a ripiegare nel Nord Africa;
  • 10 Luglio 1943: gli Alleati sbarcano in Sicilia, invasione dell’Italia;
  • 24 Luglio 1943Mussolini è arrestato sotto ordine del Gran Consiglio del Fascismo;
  • 8 Settembre 1943: è reso noto l’armistizio italiano; fuga del re e delle alte cariche dello Stato a Brindisi, l’esercito non sa come reagire; inizio della guerra di liberazione e nascita del CLN;
  • 12 Settembre 1943: Mussolini è liberato dai tedeschi e si insedia nella proclamata Repubblica di Salò;
  • Novembre 1943Conferenza di Teheran tra URSS, Usa e UK, viene accordata un’operazione per aprire un nuovo fronte in Europa;
  • 4 Giugno 1944: gli alleati sfondano la linea Gustav, liberazione di Roma;
  • 6 Giugno 1944Sbarco in Normandia, gli alleati creano una testa di ponte nel Nord della Francia;
  • 26 Agosto 1944liberazione di Parigi, i nazisti sono cacciati dalla capitale;
  • Febbraio 1945Conferenza di Yalta; Churchill, Roosevelt e Stalin iniziano a pianificare il dopoguerra dell’Europa;
  • Primavera 1945: l’Armata Rossa avanza inesorabilmente nel fronte orientale, giungendo fino a Berlino;
  • 25 Aprile 1945: mentre gli Alleati avanzano nel Nord Italia, Milano e Genova insorgono e cacciano i nazisti dalla città; 3 giorni dopo, Mussolini è catturato e giustiziato;
  • 30 Aprile 1945: Hitler si toglie la vita nel suo bunker;
  • 7 Maggio 1945capitolazione della Germania; la Guerra in Europa è finita;
  • 6-9 Agosto 1945: gli Stati Uniti lanciano la bomba atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki, provocando centinaia di migliaia di morti;
  • 2 Settembre 1945: il Giappone firma la resa incondizionata; fine della Seconda Guerra Mondiale.

1. Verso la Seconda Guerra Mondiale

Il riarmo della Germania

Nel 1933 Hitler reclamò lo Spazio vitale, reclamando l’Austria e i territori a est della Germania, di popolazione a maggioranza tedesca; l’obiettivo finale era la costruzione della Grande Germania, che avrebbe imposto un nuovo ordine all’Europa. 

La guerra, unico sbocco natura di questa politica, era quindi ben desiderata dal Fuhrer.

Hitler, in segno di sfida ai rivali europei, cominciò a violare ripetutamente i Patti di Versailles:

  • riarmò il paese in modo massiccio;
  • reintrodusse la leva obbligatoria (1935);
  • potenziò la flotta navale (violando il trattato col Regno Unito, in cui era vietato alla Germania dotarsi di una flotta superare al 35% di quella inglese);
  • riportò le truppe in Renania (zona che doveva essere smilitarizzata);
  • nel 1934 tentò di annettere l’Austria, mediante l’assassinio del cancelliere austriaco Dollfuss, contrario all’unificazione con la Germania. L’opposizione di Gran Bretagna, Francia e Italia (Mussolini dispose addirittura le truppe al confine in difesa dell’Austria) causarono il fallimento dell’operazione;
  • la Saar (per 15 anni della Francia) tornò alla Germania nel 1935 dopo un plebiscito riconosciuto dalla Società delle Nazioni.

Nel 1935 Su iniziativa della Francia fu convocata una conferenza per discutere delle violazioni della Germania, la Conferenza di Stresa, a cui parteciparono Italia, Francia e Gran Bretagna.

Vennero condannate le azioni tedesche, ma senza minacciare interventi armati; di fronte alla politica espansionista tedesca, tale conferenza fu di fatto un fallimento.

La figura di Mussolini

Il dittatore italiano, nonostante fosse a capo di un regime fascista, godeva di un certo prestigio internazionale: il Duce si diceva infatti preoccupato per la pace e venne più volte riconosciuto come una delle figure garanti dell’ordine europeo.

Questo mutò considerevolmente nel 1935, quando avvenne l’aggressione dell’Etiopia.

Le risposte furono molteplici, e l’Italia subì numerose condanne diplomatiche e sanzioni economiche. La debolezza della Società delle Nazioni, carente della presenza americana e priva di un esercito internazionale, non seppe imporre la sua autorità sul regime italiano, che, benché danneggiato, proseguì nella sua opera di conquista.

Nel 1937 l’Italia uscì dalla Società delle Nazioni, come ebbero fatto 4 anni prima Giappone (che stava perseguendo un indirizzo antidemocratico e imperialista, a spese della Cina) e Germania, e si unì ai 2 Paesi nell’Asse Roma-Berlino-Tokyo.

Il ruolo dell’URSS

La politica estera della Germania e del Giappone allarmarono l’URSS; dopotutto, l’ideologia fascista era la naturale nemica del comunismo, ben più della democrazia e del capitalismo.

Nel 1934 l’URSS entrò nella Società delle Nazioni e strinse stretti rapporti con la Francia, con l’obiettivo comune di contenere l’espansione tedesca.

Un anno dopo, durante il VII Congresso dell’Internazionale Comunista, fu storicamente stabilito che era necessario combattere i fascismi in un unico fronte: si delineò pertanto il Fronte popolare, un’alleanza dei comunisti con i partiti europei antifascisti (socialisti e cattolici compresi).

L’appeasement

La Gran Bretagna, all’epoca governata dai conservatori, assunse un atteggiamento alquanto moderato verso la Germania nazista. In particolare, il Primo Ministro britannico Neville Chamberlain fu particolarmente accondiscendente nei confronti del Fuhrer, a cui vennero concessi numerosi nulla ostada parte del Governo britannico, permettendogli di agire indisturbato; questa politica fu grande oggetto di critiche, specialmente tra le fila di Winston Churchill, politico, militare e futuro Primo Ministro del Regno Unito.

La guerra civile spagnola

La Spagna aveva ormai da tempo abbandonato il suo ruolo di grande potenza europea; neutrale durante la Prima Guerra Mondiale, era rimasto un Paese fortemente arretrato:

  • economia dominata da un’agricoltura basata sul latifondo;
  • poche zone industrializzate;
  • ceti dominanti: grandi proprietari terrieri, esercito, imprenditori, clero;
  • spinte autonomiste (ancora presenti tutt’oggi).

Nel 1923 una violenta crisi sociale colpì la Spagna; di risposta. il re Alfonso XIII favorì la dittatura militare di Miguel Primo de Rivera (che si ispirava a Mussolini).

Alle elezioni del 1931 si affermarono i repubblicani e la sinistra: nacque la Repubblica e il re fuggì in esilio.

Due anni dopo, alle nuove elezioni fu la destra ad imporsi e ad istituire una nuova fase autoritaria, il “bienio negro”, che smantellò tutte le riforme repubblicane.

Nel 1936 avvenne l’ennesimo cambio di rotta: la coalizione del Fronte popolare vinse le elezioni; nel mentre, numerose insurrezioni popolari colpirono i conservatori (soprattutto proprietari terrieri e clero).

Neanche tale fase durò a lungo: nel Luglio dello stesso anno Francisco Franco, aiutato da Germania e Italia, attuò un Colpo di Stato e prese il potere. 

Questo fu l’evento culmine per l’instabilità nel Paese, e immediatamente dopo scoppiò una violentissima guerra civile.

Francia e Gran Bretagna decisero di non intervenire a favore dei repubblicani; al contrario, l’URSS organizzò schierò varie brigate internazionali (reparti di volontari antifascisti) a favore delle truppe repubblicane.

La guerra durò fino all’Aprile 1939, e volse a favore dell’esercito nazionalista; fu l’inizio della dittatura di Francisco Franco.

L’annessione dell’Austria e la fine della Cecoslovacchia

Nel 1938 l’Austria, in gravissima crisi interna, richiese l’annessione alla Germania; con il beneplacito dell’Italia, l’Austria fu inglobata nella Germania (Anschluss).

Pochi mesi dopo, venne convocata una straordinaria Conferenza a Monaco tra le potenze europee per discutere del problema dei Sudeti (regione in Cecoslovacchia a maggioranza tedesca), che Hitler reclamò come di proprietà del Reich.

Seguendo la dottrina dell’appeasement, Francia e Gran Bretagna sottoscrissero l’annessione dietro la promessa che fosse garantita l’indipendenza del resto della Cecoslovacchia; tale accondiscendenza passerà alla storia come la Pagina vergognosa per le democrazie.

Un anno dopo, Hitler ruppe il patto e occupò Boemia e Moravia, inglobando di fatto la Repubblica Ceca.

Il patto d’acciaio

21 marzo 1939: Hitler rivendicò il territorio di Danzica alla Polonia; Francia e Gran Bretagna non poterono più proseguire con l’approccio moderato e annunciarono di difendere la Polonia anche con la guerra. 

Era tuttavia troppo tardi per frenare le pretese imperialiste del Terzo Reich.

Ad Aprile Mussolini si allineò definitivamente alla politica aggressiva della Germania: occupò l’Albania e rivendicò i territori di Tunisi, Gibuti, Nizza, Savoia e Corsica.

Un mese dopo, il 22 Maggio 1939, Hitler e Mussolini stipularono il Patto d’acciaio, che sancì l’alleanza militare tra i 2 regimi. Lo spettro di un nuovo conflitto mondiale era sempre più vicino.

Il patto Molotov-Ribbentrop

Nella prospettiva di iniziare la guerra, Hitler voleva a tutti i costi la neutralità dell’Unione Sovietica; nonostante l’imponente crescita tedesca, l’avversario comunista restava una potenza molto scomoda per il Reich, e per la riuscita del piano imperialista tedesco era necessario che l’URSS non prendesse parte in alcun modo al conflitto.

A seguito di accordi segreti sulla spartizione della Polonia e delle sfere di influenza sui Balcani, il 23 Agosto 1939 fu stipulato il patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop.

Tutto era pronto per l’invasione della Polonia, che avrebbe inevitabilmente sancito l’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

2. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale

L’aggressione della Polonia

Il 1 settembre 1939 la Germania invase la Polonia; 2 giorni dopo Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra al Reich; è iniziata la Seconda Guerra Mondiale.

Le prime fasi furono decisamente inusuali: sul fronte occidentale, infatti, gli eserciti praticamente non combatterono, in quella che venne chiamata la “strana guerra”.

Il 17 Settembre, sul fronte orientale, l’URSS invase la restante parte polacca, occupò la Lituania, la Lettonia e l’Estonia e attaccò la Finlandia.

Nonostante la strenua resistenza, in sole 3 settimane la Polonia capitolò.

Il Blitzkrieg

Passarono vari mesi di sostanziale nulla di fatto, poi il lampo.

Nell’Aprile del 1940 Hitler invase improvvisamente Danimarca e Norvegia, allo scopo di coinvolgere la Scandinavia per accerchiare la Gran Bretagna e per impossessarsi di numerose basi navali e delle miniere di ferro nel territorio norvegese.

La Germania sembrava in grado di realizzare una “guerra lampo”, che era di fatto l’unica strategia possibile in quanto i tedeschi non disponevano di sufficienti risorse economiche per una guerra di logoramento contro Francia e Regno Unito.

Il 10 maggio venne attuato Piano Manstein: la Germania invase Lussemburgo, Olanda e Belgio per aggirare la linea Maginot e sfondare in Francia.

L’operazione prese completamente alla sprovvista gli alleati anglo-francesi.

Tra il 27 maggio e il 4 giugno svariati battaglioni francesi e inglesi si ritrovarono completamente accerchiati; soltanto il miracoloso salvataggio di Dunkerque ad opera della marina inglese riuscì a permettere la messa in salvo in Inghilterra dei soldati e di gran parte del materiale bellico.

L’avanzata tedesca fu inesorabile, e il 14 Giugno 1940 i nazisti giunsero alle porte di Parigi, occupandola. La Francia era stata appena sconfitta.

Il 22 Giugno il Paese venne diviso in 2: il Nord subì la diretta occupazione tedesca, mentre il sud passò sotto l’amministrazione del governo collaborazionista di Vichy (governo “fantoccio” guidato dal maresciallo Pétain).

Nonostante la disfatta, i moti di resistenza francese non furono mai totalmente annientati, grazie anche alla fondamentale spinta ideologica fornita dal generale Charles de Gaulle, che inneggiò da Londra i francesi a resistere.

L’intervento dell’Italia

L’Italia, dopo gli impegni presi in Etiopia e Spagna, non era pronta per la guerra, sia economicamente che militarmente; per questo, Mussolini annunciò inizialmente la non belligeranza: l’Italia non entrò in guerra, ma non fu nemmeno neutrale.

Dopo aver constatato il pieno successo delle operazioni tedesche, il regime fascista si fece ingolosire dalle forti potenzialità che l’entrata in guerra poteva fornire al Paese in termini di prestigio e di compensi territoriali.

Il 10 Giugno 1940 l’Italia entra in guerra contro la Francia, in quella che venne definita dai francesi come una “pugnalata alla schiena”, senza però conseguire vittorie significative.

La debolezza militare degli Alleati e la sottovalutazione della forza inglese portarono gli italiani ad attaccare in Agosto anche gli inglesi in Egitto, Malta Sudan e Somalia inglese; l’offensiva italiana fu però rapidamente bloccata.

Nell’Ottobre dello stesso anno l’Italia lanciò dall’Albania un’ulteriore offensiva in Grecia; l’entusiasmo diffuso da Mussolini sull’operazione (“Spezzeremo le reni alla Grecia”) si scontrò nella realtà dei fatti quando a fine Novembre gli italiani furono costretti a ripiegare

Fu la prima pesante sconfitta italiana della Seconda Guerra Mondiale, che iniziò a generare un forte senso di sfiducia tra la popolazione italiana.

La “Battaglia d’Inghilterra”

Nel Maggio del 1940 la Gran Bretagna cambiò leader, passando dal moderato Chamberlain al conservatore Winston Churchill, totalmente contrario alla politica dell’appeasement e ad aprire le trattative con Hitler dopo la presa della Francia, suscitando varie proteste nel Parlamento inglese, addirittura tra le fila del suo stesso partito.

Oltre che per il suo ruolo da Primo Ministro, Churchill passò alla storia per la sua personalità sopra le righe e le sue iconiche frasi, tra cui la feroce (e profetica) critica rivolta a Chamberlain dopo la ratifica della Conferenza di Monaco: “Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra”.

Ad ogni modo, Hitler nel frattempo stava preparando un’ambiziosa invasione dell’Inghilterra, in quella che venne chiamata “Operazione Sea Lion”.

Tra Agosto e Settembre si svolse la celebre Battaglia di Inghilterra, in cui l’aviazione germanica (Luftwaffe) e quella inglese (Royal Air Force) si combatterono senza esclusione di colpi nei cieli inglesi; la Luftwaffe distrusse intere città per preparare lo sbarco sulle coste, ma la RAF e la popolazione inglese (continuamente bombardata) resistettero eroicamente, scongiurando il pericolo imminente d’invasione. 

Fu in quell’occasione che finì l’illusione tedesca della guerra lampo.

3. 1941: il coinvolgimento del mondo intero

La Germania a sostegno dell’Italia

Nella Primavera del 1941 le offensive italiane arrancavano, e la Germania fu costretta a intervenire a sostegno dell’Italia; in Nord Africa, venne inviato Erwin Rommel, “la volpe del deserto”, generale di eccellenti capacità alla guida delle Afrika Korps tedesche mentre nei Balcani le armate tedesche intervennero a sostegno dell’Italia, conquistando in breve tempo Jugoslavia e Grecia, e imponendo alleanze forzate a Romania e Bulgaria.

La debolezza italiana in confronto alla Germania divenne evidente agli occhi di tutti, e il regime di Mussolini rinunciò di fatto ad avere un ruolo autonomo nella guerra.

L’invasione dell’URSS

La guerra stava nettamente volgendo a favore della Germania: tutti i territori continentali erano stati conquistati, l’Unione Sovietica rimase neutrale nel conflitto e la Gran Bretagna si ritrovò completamente isolata; nemmeno gli americani intervennero attivamente a sostegno degli inglesi.

Hitler aveva però intenzione di rompere il patto di non aggressione con l’URSS, giudicata inferiore, patria del tanto odiato comunismo e territorio ricchissimo di materie prime.

Forte dei suoi successi, il 22 Giugno 1941 Hitler avviò l’Operazione Barbarossa e attaccò a sorpresa l’Unione Sovietica, in quella che fu la più grande operazione militare di tutti i tempi, con 150 divisioni tedesche impiegate per un totale di 3 milioni di uomini, 10.000 carri armati e 3000 aerei; anche l’Italia fornì il suo contributo, mandando al fronte orientale il CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia).

In pochi mesi l’avanzata arrivò alle porte di Mosca, ma l’esercito russo non era tuttavia stato sconfitto. 

Tramite la tattica della “Terra bruciata” e la guerriglia partigiana i russi resistettero all’invasione, e al giungere dell’inverno l’avanzata si arrestò definitivamente, dando il via ad una pura guerra di logoramento.

L’attacco agli Usa

Fin dagli anni ’30, la politica aggressiva del Giappone a spese della Cina aveva suscitato numerose tensioni con Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Nel 1940, alleandosi con Italia e Germania tramite la firma del Patto Tripartito, l’Impero giapponese si avvicinò ulteriormente all’Asse Roma-Berlino.

Nel 1941 il Giappone stipulò un patto di neutralità con l’URSS, e nel Luglio dello stesso anno occupò l’Indocina francese, suscitando le ire americane e il blocco delle esportazioni Usa verso il Giappone.

Il 7 Dicembre, senza nessuna formale dichiarazione di guerra, i nipponici attaccarono la flotta americana a Pearl Harbour (Hawaii). 

Fu una carneficina e un vero e proprio crimine di guerra.

Il giorno successivo, Stati Uniti e UK dichiararono guerra al Giappone, a cui seguì l’appoggio diretto agli americani da parte di quasi tutti i paesi dell’America Latina; la Guerra divenne mondiale.

Nel contesto emergenziale Roosevelt venne straordinariamente eletto presidente per la terza volta, e gli americani uscirono dalla loro politica di isolazionismo.

Con l’approvazione della Legge affitti e prestiti del Marzo 1941 fu stabilita la fornitura di materiale bellico a condizioni vantaggiose per 4 anni ai paesi antifascisti (soprattutto gli inglesi), e nell’Agosto dello stesso anno venne redatta la Carta Atlantica, che avrebbe impostato la politica internazionale dopo la fine del dominio nazista, in cui si prevedeva:

  • il diritto inalienabile dei popoli alla autodeterminazione;
  • la facilitazione dei rapporti commerciali tra Stati (globalizzazione);
  • l’auspicio di un disarmo generalizzato.

4. Il fronte interno tedesco: la supremazia e i campi della morte

L’ideologia tedesca della supremazia della razza ariana si trasmise anche nel trattamento riservato ai vinti.

Il dominio nazista nei territori occupati fu infatti brutale, soprattutto in Polonia e URSS: oltre 6 milioni di sovietici e 2 milioni e mezzo di polacchi trovarono la morte sotto l’occupazione del Terzo Reich.

Vari movimenti si formarono tra i territori occupati, di resistenza (Francia di De Gaulle, Italia, Jugoslavia di Tito) ma al contempo anche di forte collaborazionismo (Norvegia, Francia di Vichy, singoli cittadini opportunisti che denunciarono partigiani ed Ebrei).

La situazione interna, al netto di sporadiche sacche di resistenza, era comunque stabile e accuratamente controllata dal Reich.

La persecuzione degli ebrei

Il peggior crimine della Seconda Guerra Mondiale fu la deliberata deportazione e sterminio della popolazione ebraica nei lager, campi di lavoro istituiti in Germania già negli anni ’30 per prigionieri politici e delinquenti di vario genere, che successivamente diventarono a tutti gli effetti campi di concentramento. Tra il 1933 e il 1945 ne furono creati più di 40.000.

Fin da dopo i violenti pogrom della Notte dei Cristalli nel novembre del 1938, i Nazisti cominciarono ad arrestare in massa gli Ebrei adulti di sesso maschile, incarcerandoli nei campi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la rete dei campi nazisti, affidati in toto alle SS, si ampliò considerevolmente; in alcuni di essi, i medici nazisti iniziarono ad utilizzare i prigionieri come cavie per i loro esperimenti

Per realizzare la “Soluzione Finale” (il genocidio o eliminazione di massa degli Ebrei) i nazisti costruirono diversi campi di sterminio in Polonia, che furono progettati con l’obiettivo di creare un’efficiente macchina per l’eliminazione in massa dei prigionieri mediante l’utilizzo di apposite camere a gas.

Per fare un macabro esempio, il sottocampo di sterminio di Birkenau, che faceva parte del complesso di Auschwitz, era dotato di ben quattro camere a gas, nelle quali furono uccisi fino a 6.000 ebrei al giorno.

Almeno 6 milioni di ebrei furono uccisi in quello che fu uno dei peggiori crimini contro l’umanità, che macchiò inevitabilmente la storia del popolo tedesco e dell’intera razza umana.

5. 1942/43: la svolta

La guerra nel Pacifico e nell’Atlantico

Dopo i successi iniziali dei giapponesi contro la marina statunitense, tra il Maggio 1942 e Febbraio 1943 la flotta navale del Sol Levante venne definitivamente respinta (isole Midway, mar dei Coralli, Guadalcanal nelle isole Salomone).

Da quel momento, i giapponesi furono costretti a difendersi dalla controffensiva americana.

Al contempo, una violenta guerra sottomarina scosse l’Oceano Atlantico; nelle prime fasi del conflitto, i temibili U-boot tedeschi conquistarono il dominio dei mari, con l’effetto di bloccare numerosi rifornimenti americani agli Alleati.

A partire però dal 1942, la messa a punto di rivoluzioni tecnologiche dei sistemi di rilevazione (tra tutti sonar e radar) permise agli Alleati di ridimensionare notevolmente la flotta tedesca e di conquistare la superiorità navale.

Questo permise agli Alleati di guardare all’Africa come punto di passaggio per un’operazione anfibia in Europa.

Le Battaglie di El Alamein e di Stalingrado

Nel giro di pochi mesi la guerra prese una piega fino ad allora inaspettata, a causa di due battaglie che segnarono la svolta:

  • nel Luglio 1942 ebbe inizio la battaglia di Stalingrado tra nazisti e sovietici, dove l’avanzata italo-tedesca si sarebbe definitivamente arrestata in uno scontro di ben 8 mesi, conclusasi con la più grande sconfitta tedesca dall’inizio della guerra; Anche l’Italia ne uscì devastata: Mussolini aveva infatti inviato al contempo l’ARMIR, un corpo di spedizione di 230.000 alpini che si rivelò totalmente impreparato nel sostenere il rigido clima russo. In pochi fecero ritorno da quella tragica spedizione. 
  • Novembre il generale inglese Montgomery sconfisse Rommel nella battaglia di El Alamein; Italiani e Tedeschi furono costretti a ripiegare, in quella che si tramutò in una progressiva ritirata dal fronte nordafricano; l’Italia diventò quindi a portata di mano per gli Alleati.

Le sorti della guerra si erano appena capovolte.

Lo sbarco in Italia

Dopo la vittoria definitiva in Africa (Gennaio 1943) venne indetta tra gli Alleati la Conferenza di Casablanca, in cui fu approvato lo sbarco in Italia e la continuazione della guerra fino alla resa incondizionata della Germania.

L’operazione iniziò nel Giugno dello stesso anno, tramite l’occupazione di Pantelleria. Un mese dopo, il 10 Luglio, gli Alleati sbarcarono in Sicilia; dopo nemmeno 2 settimane, Palermo venne conquistata.

L’Italia si trovò invasa per la prima volta dall’inizio del conflitto, e il regime fascista entrò in crisi.

Mussolini, ormai sussidiario di Hitler, non riuscì ad ottenere dal Fuhrer il permesso di stipulare con gli anglo-americani una pace separata.

Nel frattempo, intensi bombardamenti colpirono Napoli, e iniziarono addirittura le prime incursioni aeree su Roma.

Le alte cariche del partito fascista si resero conto che la guerra non poteva più essere vinta, e che Mussolini avesse perso la leadership necessaria per riconoscerlo e staccarsi dalla Germania.

La notte del 24 Luglio Mussolini venne messo in minoranza dal Gran Consiglio del Fascismo e fu fatto arrestare da Vittorio Emanuele III; al Governo passò al comando il generale Badoglio, che il 3 Settembre firmò l’armistizio a Cassibile (venne poi reso noto l’8).

Invece di restare a Roma e guidare lo Stato, il Re e Badoglio fuggirono a Brindisi, sotto protezione alleata; l’esercito italiano, senza indicazioni, si trovò completamente allo sbando. Contemporaneamente, gli Alleati sbarcarono a Salerno (9 Settembre), fermandosi però sulla linea Gustav.

Sul fronte opposto, il partito fascista si sfaldò e Mussolini venne imprigionato sul Gran Sasso; pochi giorni dopo, il 12 Settembre, i tedeschi riuscirono a liberare il Duce, che di pronta risposta costituì la Repubblica Sociale Italiana con capitale a Salò, sul Garda; al contempo, la Germania occupò l’Italia settentrionale e centrale.

Iniziò la guerra civile italiana, che passò alla storia come la Guerra di Liberazione.

L’Italia divisa in due

Dopo l’8 Settembre la situazione politica italiana fu dominata da caos e incertezza; le alte cariche dello Stato erano fuggite e Non fu chiarito ai soldati come comportarsi nei confronti dei vecchi alleati tedeschi.

Tale confusione portò agli stermini dei militari italiani di Corfù e Cefalonia, che rifiutarono di arrendersi ai tedeschi.

L’Italia si ritrovò frammentata: nel Centronord il controllo era della Repubblica di Salò (con presenza assidua delle truppe tedesche), mentre al Sud era stato ricostituito il Regno d’Italia sotto protezione alleata, che dichiarò guerra alla Germania il 13 Ottobre.

Parte degli italiani giudicò un “tradimento” il voltafaccia della monarchia, e si unì nell’esercito di Mussolini; altri si schierarono apertamente contro i nazifascisti, diventando partigiani e inaugurando la fase della Resistenza, caratterizzata da sabotaggi, attentati e azioni di disturbo nelle zone occupate.

Il CLN e la Svolta di Salerno

Diverse bande di partigiani entrarono in azione al Centro e al Nord sul finire del 1943 (Brigate Garibaldi – comunisti; Brigate Matteotti – socialisti; Brigate del popolo – democristiani; Giustizia e libertà del Partito d’Azione); al contempo, fu costituito il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), con lo scopo di coordinare l’azione dei partigiani: vi aderirono il Partito Socialista, il PCI, i liberali, la Democrazia Cristiana e la Democrazia del lavoro (fondata da Bonomi).

Tuttavia, una forte divisione politica non permetteva la compattezza del CLN: i cattolici e i liberali sostenevano infatti per la restaurazione della Monarchia a guerra conclusa, mentre comunisti e socialisti esigevano la fondazione di una Repubblica.

Tale diatriba venne risolta nel Marzo 1944, con la Svolta di Salerno (Capitale del Regno): su proposta di Togliatti (PCI), fu deciso di rimandare la decisione a un referendum popolare dopo la guerra.

6. 1944-45: L’avanzata alleata e la Fine della Guerra

Fronte italiano

Nel 1944 gli eserciti anglo-americani proseguirono la loro avanzata; il 4 Giugno Gli Alleati sfondarono la linea Gustav, liberarono Roma e i tedeschi si ritirarono lungo la Linea Gotica (da Rimini a La Spezia). L’avanzata si sarebbe poi arrestata per tutto l’inverno.

A seguito della liberazione di Roma, Badoglio si dimise e Ivanoe Bonomi ottenne l’incarico di formare il governo con i rappresentanti del CLN, ponendo come obiettivi la defascistizzazione dello Stato, l’aiuto ai partigiani del nord e l’acquisizione di autonomia dall’amministrazione degli Alleati.

Al contrario, la Repubblica di Salò non disponeva dell’appoggio popolare e degli industriali; di fatto sopravviveva unicamente grazie all’appoggio nazista.

La caduta del regime fascista aggravò inoltre la situazione degli ebrei: nell’Italia centro-settentrionale furono intensificati i rastrellamenti nazisti, che arrestarono e internarono migliaia di ebrei in campi provinciali e nazionali, come il Campo di Fossoli (MO) o la Riviera di San Sabba (TS).

Mentre gli Alleati avanzavano, I partigiani riuscirono ad acquisire il controllo di diverse zone del paese (specialmente nelle vallate alpine e appenniniche); Firenze fu addirittura liberata senza l’aiuto degli Alleati, il 10 agosto 1944.

Questo causò di contro numerosi atti di rappresaglia tedesca; tra i più tragici, occorre ricordare la strage di 1800 civili a Marzabotto, in provincia di Bologna, in quanto accusati di ospitare soldati partigiani.

In Inverno giunse il momento più difficile per la Resistenza: il generale Alexander proclamò la sospensione dell’offensiva per l’avvento della stagione invernale, ma i partigiani si rifiutarono di obbedire. Questo complicò per i successivi mesi le relazioni tra Alleati e partigiani.

Nella Primavera del ’45 gli Alleati sfondarono la Linea Gotica, e il 21 Aprile entrarono a Bologna.

Il 25 Aprile, data storica per l’Italia, Genova e Milano insorsero e cacciarono i nazisti dalle città; 3 giorni dopo fu la volta di Torino. La liberazione italiana era quasi completa.

Mussolini scappò, ma il 28 Aprile fu catturato e fucilato nei pressi del lago di Como; Il suo corpo fu successivamente esposto a piazzale Loreto (MI), dove venne martoriato ripetutamente dalla folla.

Lo spettro del fascismo fu definitivamente scongiurato.

Fronte continentale

Nel Novembre 1943, alla Conferenza di Teheran tra Stalin, Roosevelt e Churchill, venne accordato il tentativo di aprire un “secondo fronte” in Europa, con lo scopo di arrivare a Parigi e liberare la Francia.

L’operazione venne preparata lungamente dal generale Eisenhower, e, il 6 Giugno 1944, l’Operazione Overlord ebbe inizio.

Gli Alleati, nel celebre D-Day, sbarcarono sulle coste della Normandia, e crearono una testa di ponte in terra francese; oltre 3 milioni di uomini furono spediti in 4 settimane nel Nord della Francia.

Il 15 Agosto si unirono all’offensiva anche le truppe partigiane di De Gaulle, sbarcando in Provenza.

I tedeschi non seppero frenare l’avanzata alleata, e il 26 Agosto Parigi venne liberata. Pochi giorni dopo fu la volta anche del Belgio.

Gli Alleati si spinsero nel Reich in concomitanza coi sovietici, che nel frattempo erano riusciti a sovvertire totalmente la situazione sul fronte orientale, penetrando di forza nelle linee tedesche; vari bombardamenti colpirono le città tedesche (Dresda e Amburgo furono totalmente rase al suolo).

Hitler si rifiutò di ammettere la resa e impose alle truppe di resistere a oltranza; la situazione era talmente grave da costringere la Germania alla mobilitazione totale; persino i ragazzi minorenni furono chiamati alle armi.

Nel Febbraio del 1945 Churchill, Roosevelt e Stalin si incontrarono nella Conferenza di Yalta, in cui venne stabilita la divisione della Germania in quattro zone di occupazione (USA, URSS, GB, Francia), lo scioglimento dell’esercito tedesco, il perseguimento dei criminali nazisti e il diritto dei paesi liberati di autodeterminarsi (“principio atlantico”).

L’Armata Rossa entrò in Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Ungheria, Finlandia, Austria e Germania; nel frattempo, Gli Alleati avanzano dal Reno, e il 25 aprile avvenne la storica ricongiunzione con i sovietici sul fiume Elba.

Il 30 Aprile, Adolf Hitler si suicidò nel suo bunker di Berlino, insieme a sua moglie e a numerosi vertici dell’amministrazione nazista.

Il 7 Maggio l’ammiraglio Karl Donitz firmò la resa senza condizioni: la spaventosa macchina da guerra nazista era stata sconfitta.

Fronte del Pacifico

Nonostante la capitolazione tedesca, il Giappone non si arrese.

La supremazia americana nel Pacifico era tuttavia netta, i giapponesi ricorsero addirittura ai kamikazeper frenare l’avanzata alleata.

Il nuovo presidente USA, Harry Truman (Roosevelt era morto ad Aprile), decise di usare una nuova arma, la bomba atomica, lo strumento bellico che avrebbe per sempre cambiato il mondo; lo scoppio della bomba sarebbe servito, oltre che per terminare la guerra, anche per dimostrare la superiorità militare degli USA.

Il 6 Agosto 1945 venne sganciata l’atomica su Hiroshima, provocando oltre 100.000 morti; 3 giorni dopo a Nagasaki venne sganciata la seconda atomica.

La spaventosa potenza del nucleare divenne nota al mondo, e il Giappone firmò la resa senza condizioni il 2 settembre 1945.

La Seconda Guerra Mondiale giunse alla sua conclusione, lasciando dietro il suo cammino un continente devastato, una nuova pericolosa tecnologia e oltre 50 milioni di morti, dei quali almeno metà furono civili.

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