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1. Greci e Scuola Pitagorica

Fin dall’antichità, l’uomo è sempre stato attratto dai fenomeni astronomici che con l’avanzare del tempo ha incominciato ad osservare e catalogarli.

Per l’uomo primitivo questi fenomeni erano causati da un’entità divina, ci sono voluti anni per arrivare a formare le prime teorie con l’arrivo della Scienza greca.

L’uomo ha iniziato ad osservare i fenomeni più evidenti, ovvero le fasi lunari, la posizione del sole e le possibili apparizioni di comete.

I primi furono quindi i greci a descrivere i fenomeni astronomici con delle teorie, tra cui Talete che fu il primo a prevedere un’eclissi solare nel 28 maggio del 585 A.C.

(Aneddoto: questa eclissi fece terminare improvvisamente una battaglia nell’Asia Minore dichiarando una tregua).

La Scuola Pitagorica concepì per prima che la Terra fosse una sfera rotante con altri pianeti attorno. Per i pitagorici, i pianeti ruotano attorno ad un fuoco centrale chiamato HESTIA che plasma la materia dando origine al mondo.

D’altro canto, ci fu Aristarco che nel III sec A.C. elaborò la teoria che non era la Terra ad essere al centro dei moti dei pianeti ma bensì il Sole.

La teoria sulla rivoluzione della Luna fu determinata da Ipparco, che precisò non solo il suo moto ma anche la derivazione del fenomeno di precessione degli equinozi e l’eccentricità della sua orbita.

2. Il sistema Tolemaico

Il modello di Ipparco venne sostituito con un nuovo modello ideato da Claudio Tolomeo, colui che introdusse il sistema tolemaico.

Questo nuovo modello geocentrico prevedeva che ogni pianeta, oltre al moto di rivoluzione su un’orbita circolare con centro nella Terra, avesse anche una rotazione su un'orbita più piccola chiamata epiciclo. Inoltre, il centro dell’epiciclo viene descritto con un movimento definito dall’orbita circolare di rivoluzione attorno alla Terra, chiamato deferente.

Sistema Tolemaico - Fonte: https://edu.i...

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