1. Le teorie del bilancio

1. Le teorie del bilancio
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Il bilancio dello Stato è un documento che elenca ordinatamente le entrate e le spese dello Stato in un determinato periodo di tempo (esercizio finanziario).
Il sistema contabile statale serve a comunicare ed esprimere le politiche adottate. In particolare, consente di programmare le attività che daranno luogo ad acquisizione o erogazione di mezzi finanziari e di verificare come esse sono state effettuate e i risultati che ne sono derivati. 

La politica finanziaria viene impostata attraverso la redazione del bilancio di previsione, cioè il documento giuridico-contabile nel quale sono esposte le entrate e le uscite previste, cioè che lo Stato intende attuare in un determinato periodo di tempo. Riassume l’azione dello stato ed ha una funzione di indirizzo ed è finalizzato ad autorizzare la destinazione delle risorse. Il bilancio di previsione si predispone prima dell’anno finanziario di riferimento, in modo tale che il Governo si attenga al programma delle entrate e delle spese previste. 

Alla fine dell’anno viene redatto il bilancio consuntivo che ha la funzione di controllare l’impiego della ricchezza. Con questo bilancio si valuta l’attività finanziaria dello Stato. Esso è un documento finanziario e rappresenta tutti i valori sul fronte delle entrate e delle uscite (rendiconto finanziario). 

Il bilancio dello Stato è approvato con la legge di bilancio, che contiene l’insieme degli atti normativi adottati annualmente dal Governo per incidere sulla finanza pubblica e il sistema economico in generale, essa viene utilizzata anche per tenere sotto controllo la spesa del settore pubblico. La legge di bilancio è una legge formale, perchè non modifica la legislazione vigente ed ha contenuti esclusivamente monetari. All’interno della legge di bilancio ci sono tutte le manovre necessarie allo Stato per aumentare le entrate e ridurre le spese. 

Funzioni del bilancio: 

  • funzione giuridica e amministrativa: attraverso l’approvazione della legge di bilancio, il Parlamento autorizza il Governo a percepire le entrate ed erogare le spese entro limiti prestabiliti e per oggetti determinati. Il diritto di approvare il bilancio, quindi, è esercitato dal popolo tramite i suoi rappresentati al Parlamento. Il bilancio pone un limite all’erogazione del denaro pubblico: pone limiti qualitativi e quantitativi alla spesa, determinando in modo vincolante l’oggetto e l’importo massimo degli stanziamenti, e specifica l’oggetto e l’ammontare delle entrate che dovranno finanziare la spesa pubblica. Il bilancio si presenta come un piano di attività politiche e amministrative coordinate in base alla scelta dei fini da conseguire e alla valutazione dei mezzi corrispondenti. 
    Predisposizione del progetto da parte del Governo + approvazione parlamentare per assicurare che il piano sia conforme alla volontà popolare. 
  • funzione economica: il Governo fissa l’oggetto e l’importo degli stanziamenti e l’entità e la natura delle spese in modo coerente con gli obiettivi di politica economica che intende realizzare. Il bilancio mette gli elettori a conoscenza delle scelte degli organi di governo, esso ha forza di legge e vincola il potere esecutivo all’osservanza dei limiti finanziari in esso contenuti, dà un quadro organico della situazione dello Stato e pone le basi per un’ordinata gestione, infine consente di programmare organicamente gli obiettivi e gli interventi della finanza pubblica nei confronti dell’economia nazionale. 

Il bilancio deve corrispondere ad alcuni principi fondamentali: 

  • annualità: l’approvazione del bilancio anno per anno garantisce la frequenza del controllo del Parlamento sull’azione del Governo; 
  • universalità: il bilancio deve comprendere tutte le entrate e tutte le spese statali dell’anno a cui si riferisce al fine di sottoporre tutte le operazioni finanziarie al controllo preventivo e consuntivo del Parlamento; 
  • integrità: tutte le entrate e tutte le spese devono risultare in bilancio per l’intero importo, al lordo delle spese e delle entrate a cui possono dare origine; 
  • unità: il bilancio deve costituire un tutto unitario = le entrate devono affluire ad un unico fondo con il quale si provvede a finanziare tutte le spese; 
  • specificazione: ciascuna voce di entrata e di spesa deve essere specificata con la maggior precisione così che sia ben definito il margine di discrezionalità lasciato alla pubblica amministrazione nella gestione finanziaria; 
  • chiarezza: il bilancio deve essere di facile comprensione e non deve dare luogo a dubbi interpretativi; 
  • veridicità: dal bilancio deve apparire in modo chiaro ed esatto la situazione finanziaria in cui lo Stato si troverà nell’esercizio considerato, non è consentito quindi il ricorso a sottovalutazioni della spesa oppure sopravvalutazioni delle entrate; 
  • pubblicità: il bilancio deve essere portato a conoscenza di tutti i cittadini con mezzi idonei per dare ad essi la possibilità di controllare la gestione della finanza pubblica. 

Il bilancio dello Stato rispecchia la dimensione dell’intervento pubblico nell’economia. Nel tempo sono nate diverse teorie diverse tra loro. 

Teoria del bilancio in pareggio. Si basa sul principio della finanza neutrale, perciò lo Stato deve ridurre al minimo il suo intervento nell’economia svolgendo solo le attività istituzionali e finanziandole senza ulteriore debito. 

Secondo questa teoria, il bilancio deve chiudersi ogni anno in pareggio e diventa un documento di sola esposizione contabile delle operazioni compiute per mantenere le funzioni pubbliche essenziali. Il disavanzo e il ricorso all’indebitamento sono situazioni straordinarie. 

Teoria del bilancio ciclico. Considera il bilancio come strumento per una politica di stabilizzazione congiunturale e mira ad un pareggio nell’arco di un intero ciclo economico, il quale comprende periodi di crisi e di prosperità. Nei periodi di crisi le entrate diminuiscono, ma non si dovrebbero diminuire le spese ma anzi aumentarle tramite piani di lavori pubblici e altri interventi con il fine di creare occupazione e favorire la ripresa della produzione. Al contrario, nei periodi di prosperità si dovrebbe fare in modo che le entrate superino le spese e destinare l’avanzo alla creazione di fondi per l’ammortamento del debito pubblico contratto negli anni di crisi e alla costituzione di riserve da impiegare nei periodi di crisi future. 

Teoria del doppio bilancio. Distingue il bilancio corrente da quello in conto capitale. Il primo dovrebbe essere annualmente in pareggio, mentre il secondo no perchè il disavanzo pubblico è giustificato da spese di investimento pluriennale, che aumentano la capacità produttiva del sistema e quindi contribuiscono ad assicurare maggiori entrate future. 

Teoria del bilancio funzionale. Abbandona il concetto di pareggio del bilancio e concepisce il bilancio in funzione dei suoi effetti sull’economia nazionale. Le spese e le entrate pubbliche sono viste come mezzi per conseguire obiettivi economici di carattere generale = si espande la spesa nei periodi di recessione per ridurre la disoccupazione e si contrae nei periodi di espansione. Il disavanzo è concepito come uno strumento di politica economica, questa concezione deve essere applicata con attenzione per evitare conseguenze disastrose. Nei periodi di espansione si dovrebbe ridurre la spesa e aumentare la pressione fiscale per portare il bilancio in avanzo ed avere risorse a disposizione per i periodi di crisi. Però solitamente anche nei periodi di espansione il bilancio rimane il deficit e lo Stato per finanziare le spese continua a contrarre prestiti sottraendo risparmio agli investimenti privati e questo può incidere negativamente sullo sviluppo economico. Inoltre, i prestiti contratti comportano un’ulteriore spesa per il pagamento degli interessi e per il rimborso, continuando ad alimentare ed aggravare la situazione, perdendone il controllo. Successivamente, il risanamento diventa difficile poichè richiede tagli alle spese e aumenti dell’imposizione. Per questo motivo la tendenza al pareggio del bilancio dovrebbe ritenersi il fondamento di una sana finanza pubblica, dato che è difficile eliminare i deficit di bilancio perchè i cittadini faticano ad accettare politiche di restrizione della spesa o di aumento della pressione fiscale. 

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