1. Le diverse forme di entrata

1. Le diverse forme di entrata

Le entrate pubbliche sono le risorse necessarie per finanziare la spesa pubblica. 

L’acquisizione delle risorse finanziarie da parte dello stato dipende dall’esistenza del potere di imposizione dei tributi. 

Le fonti di finanziamento si suddividono in: 

  • Tributi 
  • Emissione di titoli del debito pubblico 
  • Creazione di moneta (genera inflazione)

La maggior parte delle entrate pubbliche provengono dai tributi e sono le risorse necessarie per finanziare la spesa pubblica. Un tributo è un prelievo coattivo di ricchezza (viene imposto dallo Stato) che viene realizzato su diverse basi imponibili. La pubblica amministrazione solitamente preleva ricchezza per finanziare in modo indistinto il funzionamento e l’erogazione dei servizi pubblici. Lo stato per riscuotere i tributi agisce per mezzo di un ente giuridicamente autonomo che è l’agenzia delle entrate. Il contribuente non può sottrarsi al pagamento dei tributi, se non violando la legge. 

L’obbligazione pecuniaria scatta al verificarsi di un presupposto, il quale per essere giustificabile deve manifestare una capacità del soggetto che paga a contribuire alle spese pubbliche (indice di capacità contributiva = possibilità economica di pagare un tributo). 

I tributi possono essere suddivisi in: 

  • Imposte (IRPEF o IVA): prelievo coattivo a cui un contribuente viene assoggettato indipendentemente dalla sua qualità di fruitore dei servizi offerti dall’operatore pubblico → le imposte non sono correlate al costo sostenuto dall’ente pubblico per prestare il servizio, ma sono correlate alla capacità economica di contribuire alle spese pubbliche del soggetto contribuente. Le imposte vengono prelevate in proporzione alla capacità contributiva del soggetto e possono essere dirette o indirette. Le imposte dirette colpiscono le manifestazioni immediate della capacità contributiva del soggetto rappresentata dalla percezione di un reddito o dal possesso di un patrimonio 8permettono una più equa ripartizione del carico tributario), mentre le imposte indirette colpiscono le manifestazioni mediate della capacità contributiva del soggetto (consumi, scambi di beni e trasferimenti di un’attività patrimoniale). 
  • Tasse: correlate al servizio pubblico del quale si beneficia. L’ammontare delle tasse è stabilito in modo tale da coprire parzialmente il costo per la prestazione del servizio, non è proporzionale alla ricchezza delle persone, ma è un corrispettivo che il soggetto deve fornire allo Stato per la fruizione di un servizio pubblico. La tassa statale gode di obbligatorietà in quanto il soggetto è obbligato ad utilizzare un servizio statale. La tassa è un pagamento corrisposto in relazione alla domanda di un servizio pubblico ed è un prezzo politico in quanto inferiore al costo e al prezzo che si avrebbe sul mercato. 
  • Contributi speciali: pagamento coattivo diretto a coprire parzialmente il costo della fornitura di beni o servizi pubblici (es. contributi di urbanizzazione), che sono tenuti a corrispondere coloro che di fatto si avvantaggiano di quei beni o servizi, anche se non li hanno domandati. I contributi finanziano la spesa pubblica destinata al soddisfacimento di bisogni pubblici divisibili, non prestati su domanda (contributi previdenziali e assistenziali). 
  • Monopoli fiscali: istituto giuridico mediante il quale lo stato limita l’attività privata e riserva a sé stesso la produzione o la vendita di determinati beni o servizi, come ad esempio i tabacchi, le lotterie nazionali, l’estrazione del sale. 

Il rapporto tra il complesso dei tributi pagati in un anno e il reddito nazionale dello stesso anno misura la pressione tributaria

La misura delle tasse varia in relazione all’utilità individuale o collettiva del servizio. Se il servizio ha particolare importanza per la collettività (servizi ad uso collettivo), allora verrà finanziato mediante le imposte e quindi le tasse saranno contenute. Al contrario, se il servizio ha più importanza per i privati (servizi divisibili) le tasse saranno maggiori. 

Esistono diversi tipi di tasse a seconda della natura del servizio: 

  • tasse industriali: pagate in cambio di un servizio che la pubblica amministrazione produce gestendo un’attività economica (es. TARI); 
  • tasse amministrative: pagate per il servizio di un organo amministrativo, come il comune; 
  • tasse giudiziarie: pagate per un servizio reso da un organo giudiziario, come il tribunale. 

Le tasse possono essere riscosse mediante esazione diretta oppure esazione indiretta, tramite bollo. 

Tassinomia delle entrate pubbliche

  1. In base alla fonte da cui provengono si distinguono entrate originarie entrate derivate. Le entrate originarie derivano dalla gestione diretta delle risorse da parte dello stato e si suddividono in prezzi di mercato, prezzi sociali, prezzi pubblici (per servizi in situazioni di monopolio), prezzi politici (servizi sottocosto). Le entrate derivate provengono dal prelievo coattivo di risorse da parte dello Stato dalle economie private (entrate tributarie). 
  2. In base al ripetersi nel tempo si distinguono le entrate ordinarie e le entrate straordinarie. Le entrate ordinarie si ripetono con cadenza regolare, mentre le entrate straordinarie vengono percepite tramite singole operazioni non ripetibili: alienazione di beni patrimoniali dello Stato, imposte straordinarie, ricorso al prestito (aumento del debito dello stato verso i cittadini), emissione di carta moneta (genera inflazione). 
  3. In base alla natura: entrate tributarie, entrate extratributarie, entrate patrimoniali, entrate per rimborso di prestiti, entrate derivanti dall’accensione di prestiti. 
  4. In base al profilo giuridico: entrate di diritto privato ed entrate di diritto pubblico. Le entrate di diritto privato derivano dalla conclusione di contratti conclusi dallo stato in forza della sua capacità giuridica, cioè in qualità di soggetto privato. Le entrate di diritto pubblico sono imposte dalla legge in virtù del potere di imposizione. 

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