1. I principi costituzionali

1. I principi costituzionali
🔥"Il Manuale di Sopravvivenza
alla Maturità 2024"
Tutto ciò di cui hai bisogno è qui: Esempi di Prima Prova & Seconda Prova, 50 Collegamenti per l'orale, Metodo di Studio, PCTO e molto altro ancora...

L’appartenenza al sistema pubblico condiziona l’autonomia funzionale e decide il sistema di finanza pubblica. In Italia si vuole accompagnare l’evoluzione della forma di Stato verso un modello federalista, che viene definito a centralità della società: prima viene il governo locale, poi la competenza si sposta verso l’alto (principio di sussidiarietà). Contemporaneamente si cerca di mettere in atto una riforma della finanza locale raggiungendo il federalismo fiscale, che riconosce agli enti locali autonomia impositiva e la possibilità di differenziare la struttura del proprio sistema fiscale. In questo modo viene superato il sistema di finanza regionale improntato a meccanismi di trasferimento e che non favorisce la responsabilizzazione degli amministratori e nemmeno un potere di vigilanza sull’andamento della spesa pubblica.

Il federalismo fiscale permette agli enti territoriali di avere maggiore responsabilità finanziaria e maggiore autonomia nella provvista delle risorse e nelle decisioni di spesa, perequazione (distribuzione in base a criteri di equità) e solidarietà. 

Dagli anni 90 si sono susseguite una serie di riforme che hanno trasformato l’organizzazione delle regioni e degli enti locali e i poteri legislativi, riscrivendo anche i principi del sistema finanziario locale. 

Riforma del titolo V della Costituzione (2001) ha l’obiettivo di dare maggiore autonomia alle regioni. All’inizio degli anni 90 la quasi totalità del gettito fiscale andava allo Stato, il quale lo ripartiva alle regioni, provincie e comuni in base alla grandezza, alla popolazione e in modo inversamente proporzionale alla ricchezza delle regioni. Negli anni 90 vengono introdotte imposte locali per cui i comuni erano responsabili della gestione, dell’accertamento, della riscossione e della spesa del gettito da esse derivante. 

L’art. 119 riguarda l’autonomia finanziaria di comuni, provincie e regioni. Il nuovo testo afferma: 

  • autonomia finanziaria di spesa di regioni, provincie e comuni; 
  • possibilità che i comuni, le provincie e le regioni applichino tributi ed entrate propri = autonomia finanziaria di entrata; 
  • necessità dell’istituzione di un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante per fare in modo di riuscire a finanziare integralmente le funzioni pubbliche; 
  • destinazione di risorse aggiuntive ed effettuazione di interventi speciali da parte dello Stato in favore di determinate regioni o provincie, con vincolo di destinazione. 

L’attuazione di questo articolo è avvenuta nel 2009, con la legge n.42. Questa legge afferma che a livello statale è obbligatorio assicurare i livelli essenziali delle prestazioni (es. SSN). Per questo motivo occorrono delle entrate che devono essere commisurate a quelle prestazioni e ad un costo standard di quelle prestazioni, per non avere una disparità di costi sul territorio statale. È stato avviato un processo per stabilire le entrate necessarie per ogni ente locale per esercitare le proprie funzioni al fine di individuare quali sono i tributi da porre in capo a questi enti. Nella realtà non c’è stata una vera e propria attuazione a causa della crisi del 2008, che ha accentuato il ruolo di coordinamento e controllo da parte dello Stato. Per questo motivo ancora oggi si può dire che in Italia non esiste un vero e proprio modello di federalismo fiscale. 

Principi fondamentali del federalismo discale (art. 119 Costituzione): 

  • garanzia a tutti gli enti territoriali di una provvista di risorse sufficiente al finanziamento integrale delle funzioni loro attribuite; 
  • garanzia agli enti dotati di maggiore capacità fiscale una provvista interamente autonoma e non derivata = formata al 100% da tributi propri; 
  • garanzia a tutte le istituzioni territoriali di autonomia di spesa, escludendo vincoli di destinazione su tutte le risorse necessarie al finanziamento integrale delle funzioni; 
  • consentire agli enti territoriali il ricorso all’indebitamento solo per il finanziamento di spese di investimento, vietandolo per la copertura di spese correnti e escludendo ogni garanzia dello Stato sui prestiti da essi contratti (grande attenzione al livello di debito pubblico); 
  • provvedere al perseguimento di obiettivi straordinari di sviluppo, coesione e riequilibrio strutturale e al finanziamento di interventi straordinari. 

Questi principi valorizzano l’autonomia, l’autogoverno, la responsabilità, la trasparenza delle scelte e la competizione tra enti territoriali che sono proprie di qualsiasi sistema federale. Essi, inoltre, assicurano la coesione sociale, l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini e il riequilibrio delle dotazioni infrastrutturali. Attualmente esiste un forte collegamento tra gli strumenti di finanziamento e le finalità perseguite.

Principi costituzionali della finanza locale: 

  • Art. 81 Costituzione: lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle camere adottata a maggioranza assoluta dei componenti, al verificarsi di eventi eccezionali. Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. Le camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle amministrazioni pubbliche sono stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera. 
  • Art. 117 Costituzione: la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari, tutela della concorrenza, sistema valutario, sistema tributario e contabile dello stato, armonizzazione dei bilanci pubblici, perequazione delle risorse finanziarie; ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato; giurisdizione e norme processuali, ordinamento civile e penale, giustizia amministrativa. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle regioni la potestà legislativa e allo Stato la determinazione dei principi fondamentali: rapporti internazionali, commercio con l’estero, tutela e sicurezza del lavoro, istruzione, tutela della salute, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Spetta alle regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
  • Art. 97 Costituzione: le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso. 
  • Art. 119 Costituzione: I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. 
🔥"Il Manuale di Sopravvivenza
alla Maturità 2024"
Tutto ciò di cui hai bisogno è qui: Esempi di Prima Prova & Seconda Prova, 50 Collegamenti per l'orale, Metodo di Studio, PCTO e molto altro ancora...

Accedi

[mepr-login-form use_redirect="true"]

Registrati

È ARRIVATOOOO!!! 🤩
Il Manuale di Sopravvivenza alla Maturità 2024 è finalmente disponibile e con lui anche una nuova sorpresa.

Accedi o Registrati

Il Manuale di Sopravvivenza alla Maturità 2024

Sta per arrivare il manuale che ha aiutato decine di migliaia di maturandi.

Iscriviti alla lista d’attesa per sapere quando sarà disponibile.