Analisi del Testo, “Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia

🔥"Il Manuale di Sopravvivenza
alla Maturità 2024"
Tutto ciò di cui hai bisogno è qui: Esempi di Prima Prova & Seconda Prova, 50 Collegamenti per l'orale, Metodo di Studio, PCTO e molto altro ancora...

Sei in procinto di affrontare l’esame di Maturità 2024 e tra le possibili tracce della prima prova di analisi del testo potresti trovare “Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia. 

In questo articolo, ci addentreremo nell’analisi del testo di questa opera, esplorando non solo il contenuto in sé ma anche la vita dell’autore e il contesto storico-letterario che ha dato vita a quest’opera. 

Ti guideremo attraverso le complesse tematiche trattate da Sciascia, offrendoti tutti gli strumenti necessari per prepararti al meglio per il tuo esame. Preparati a esplorare la storia, la cultura e le riflessioni che “Il Lungo Viaggio” porta con sé, conoscendo meglio Leonardo Sciascia e il suo tempo.

Leggi anche: Prima prova Maturità 2024: date e svolgimento, la guida completa

“Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia, estratto e riassunto

Estratto

Era una notte che pareva fatta apposta, un’oscurità cagliata che a muoversi quasi se ne sentiva il peso. E faceva spavento, respiro di quella belva che era il mondo, il suono del mare: un respiro che veniva a spegnersi ai loro piedi. 

Stavano, con le loro valige di cartone e i loro fagotti, su un tratto di spiaggia pietrosa, riparata da colline, tra Gela e Licata; vi erano arrivati all’imbrunire, ed erano partiti all’alba dai loro paesi; paesi interni, lontani dal mare, aggrumati nell’arida plaga del feudo. Qualcuno di loro, era la prima volta che vedeva il mare: e sgomentava il pensiero di dover attraversarlo tutto, da quella deserta spiaggia della Sicilia, di notte, ad un’altra deserta spiaggia dell’America, pure di notte. Perché i patti erano questi – Io di notte vi imbarco – aveva detto l’uomo: una specie di commesso viaggiatore per la parlantina, ma serio e onesto nel volto – e di notte vi sbarco: sulla spiaggia del Nugioirsi, vi sbarco; a due passi da Nuovaiorche… E chi ha parenti in America, può scrivergli che aspettino alla stazione di Trenton, dodici giorni dopo l’imbarco… Fatevi il conto da voi… Certo, il giorno preciso non posso assicurarvelo: mettiamo che c’è mare grosso, mettiamo che la guardia costiera stia a vigilare… 

Un giorno più o un giorno meno, non vi fa niente: l’importante è sbarcare in America. 

L’importante era davvero sbarcare in America: come e quando non aveva poi importanza. 

Se ai loro parenti arrivavano le lettere, con quegli indirizzi confusi e sgorbi che riuscivano a tracciare sulle buste, sarebbero arrivati anche loro; “chi ha lingua passa il mare”, giustamente diceva il proverbio. E avrebbero passato il mare, quel grande mare oscuro; e sarebbero approdati agli stori e alle farme dell’America, all’affetto dei loro fratelli zii nipoti cugini, alle calde ricche abbondanti case, alle automobili grandi come case. Duecentocinquantamila lire: metà alla partenza, metà all’arrivo. Le tenevano, a modo di scapolari, tra la pelle e la camicia. Avevano venduto tutto quello che avevano da vendere, per racimolarle: la casa terragna il mulo l’asino le provviste dell’annata il canterano le coltri. I più furbi avevano fatto ricorso agli usurai, con la segreta intenzione di fregarli; una volta almeno, dopo anni che ne subivano angaria: e ne aveva soddisfazione, al pensiero della faccia che avrebbero fatta nell’apprendere la notizia. “Vieni a cercarmi in America, sanguisuga: magari ti ridò i tuoi soldi, ma senza interesse, se ti riesce di trovarmi”.

Riassunto

“Il Lungo Viaggio” è un racconto di Leonardo Sciascia, incluso nella raccolta “Il mare colore del vino” pubblicata nel 1973. Quest’opera narra la tragica avventura di alcuni contadini siciliani all’inizio del Novecento che, desiderosi di sfuggire alla miseria della loro terra, decidono di emigrare in America. Ingannati da un truffatore di nome Melfa, pagano una somma considerevole per quello che credono sia il viaggio verso una vita migliore. Dopo un estenuante viaggio di undici notti, durante le quali sognano un futuro di prosperità e benessere, i protagonisti scoprono di essere stati ingannati: anziché a New York, sono stati portati su un’altra spiaggia della Sicilia, lontani da casa ma non meno poveri o disperati di prima.

🔥"Il Manuale di Sopravvivenza
alla Maturità 2024"
Tutto ciò di cui hai bisogno è qui: Esempi di Prima Prova & Seconda Prova, 50 Collegamenti per l'orale, Metodo di Studio, PCTO e molto altro ancora...

Attraverso questa vicenda, Sciascia esplora temi come l’illusione del sogno americano, l’inganno e la disillusione, offrendo al contempo una critica alla condizione sociale e alla disperazione che spingeva tanti suoi conterranei alla ricerca di un futuro migliore altrove.

Leggi anche: Maturità, Prima Prova Tipologia A: come svolgere l’analisi del testo

Analisi del testo “Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia

“Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia è una potente narrazione che affronta il tema dell’emigrazione, un fenomeno profondamente radicato nella storia del sud Italia, in particolare della Sicilia. Questo racconto, tratto dalla raccolta “Il mare colore del vino” (1973), si immerge nelle speranze, nei sogni e nelle disillusione di un gruppo di contadini siciliani che, ingannati da false promesse, cercano di raggiungere l’America, vista come la terra delle opportunità.

Il viaggio che Sciascia descrive non è solo fisico, ma anche emotivo e simbolico. Rappresenta la lotta incessante contro la povertà e la ricerca disperata di una vita migliore. Questi emigranti, portando con sé pochi averi ma molte speranze, vengono truffati e alla fine scoprono di non aver mai lasciato la Sicilia. La loro “America” si rivela essere un ritorno al punto di partenza, una beffa crudele che spezza il sogno di un futuro più luminoso.

Attraverso questa narrazione, Sciascia critica apertamente il fenomeno del traffico umano e la sfruttazione degli emigranti. L’ingenuità e la disperazione dei contadini diventano lo specchio di un’intera società che, pur di sfuggire alla miseria, è disposta a credere a qualsiasi promessa, anche la più palesemente ingannevole. La figura dell’organizzatore del viaggio, il signor Melfa, simboleggia gli approfittatori che esistono in ogni epoca e luogo, pronti a sfruttare la vulnerabilità altrui per il proprio guadagno.

“Il Lungo Viaggio” mette in luce non solo la disperazione e la speranza degli emigranti ma anche la crudeltà di un sistema che permette tali inganni. Attraverso il realismo e la profondità emotiva, Sciascia ci ricorda che dietro ogni atto di emigrazione ci sono storie umane profonde, desideri di riscatto e dolorose realtà di sfruttamento. L’opera si erge così a testimonianza di un’eterna ricerca di dignità e felicità, sovente infranta dalle dure realtà del mondo.

Lo stile narrativo de “Il Lungo Viaggio” 

Lo stile narrativo de “Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia è caratterizzato da una prosa chiara, diretta e intensamente evocativa. Sciascia utilizza un linguaggio semplice ma potente per dipingere la realtà cruda e disillusa dell’emigrazione, arricchendo il racconto con dettagli vividi che catturano l’essenza della vita e dei paesaggi siciliani. La sua abilità nel descrivere scene e sentimenti con poche parole efficaci conferisce al testo una densità emotiva notevole, permettendo ai lettori di immergersi profondamente nelle esperienze e nelle speranze dei personaggi.

L’autore si avvale di simbolismi per rafforzare temi e messaggi: la notte oscura e il mare rappresentano l’ignoto, le sfide e le paure associate all’emigrazione. Il viaggio, pur essendo fisicamente circolare e riportando i protagonisti al punto di partenza, è un percorso di profonda trasformazione interiore, segnato dalla perdita dell’innocenza e dall’acquisizione di una consapevolezza amara.

Sciascia impiega inoltre dialoghi autentici che rispecchiano la cultura e il linguaggio dei contadini siciliani, arricchendo il racconto di realismo e autenticità. Questi dialoghi sottolineano le differenze culturali e il divario tra le aspettative dei personaggi e la dura realtà che devono affrontare.

In “Il Lungo Viaggio”, l’attenzione ai dettagli, la precisione delle descrizioni e l’uso di un linguaggio evocativo sottolineano la maestria di Sciascia nel trasmettere complesse realtà sociali e umane, rendendo la sua opera un’affascinante indagine sulla condizione umana.

Biografia di Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia, nato l’8 gennaio 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento, è stato uno degli scrittori e intellettuali più influenti del Novecento italiano. La sua opera spazia dalla narrativa al saggio, dalla critica letteraria alla politica, ed è profondamente radicata nella realtà sociale, storica e culturale della Sicilia, terra di origine che ha continuamente esplorato nei suoi testi. 

Sciascia è noto per la sua capacità di unire acuta analisi sociale e impegno civile, affrontando temi come la mafia, la giustizia, l’abuso di potere e la ricerca della verità. 

Tra le sue opere più famose si annoverano “Il giorno della civetta” (1961), che affronta il tema della mafia con uno stile asciutto e realistico, e “Il contesto” (1971), una riflessione sul potere e la corruzione. 

Sciascia è stato anche un attivo partecipante alla vita politica italiana, svolgendo il ruolo di parlamentare. Si è spento il 20 novembre 1989 a Palermo, lasciando un’eredità letteraria che continua a essere un punto di riferimento per la comprensione della società italiana e siciliana del suo tempo.

Contesto storico e culturale 

“Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia matura in un contesto storico e culturale molto particolare, ovvero la Sicilia del dopoguerra, in un’epoca segnata da profondi cambiamenti sociali e dalla persistente emigrazione. 

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia, e in particolare il Sud, attraversava un periodo di grave crisi economica, con un’agricoltura arretrata e una disoccupazione diffusa. La Sicilia, con le sue peculiari condizioni socio-economiche, era una delle regioni più colpite. La terra, dominata da latifondi e caratterizzata da un sistema feudale di gestione agricola, offriva poche opportunità ai contadini, i quali erano costretti a vivere in condizioni di povertà.

In questo contesto, l’America rappresentava un sogno di prosperità e libertà, un’utopia per migliaia di italiani che vedevano nell’emigrazione l’unica via di fuga dalla miseria e dalla mancanza di prospettive. Gli anni ’50 e ’60 segnano l’apice di questo fenomeno migratorio, con flussi massicci di italiani che partivano verso gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e l’America Latina. La Sicilia, con il suo bagaglio di tradizioni, superstizioni e un forte senso di appartenenza, viveva questa diaspora con un mix di speranza e rassegnazione, in una lotta costante tra l’attaccamento alla terra natia e il desiderio di un futuro migliore.

In questo quadro, Sciascia intesse la trama de “Il Lungo Viaggio”, utilizzando il racconto come uno spaccato della realtà siciliana, esplorando le dinamiche dell’emigrazione e i suoi effetti sull’identità individuale e collettiva. Attraverso la sua narrazione, Sciascia non solo racconta una storia di inganno e disillusione ma offre anche una critica sociale pungente, riflettendo sulle problematiche di un’isola e di un popolo costretti ad affrontare la difficile scelta tra la permanenza e la partenza, tra la conservazione delle proprie radici e la ricerca di un’illusoria felicità altrove.

Riflessione critica e personale

“Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia, pur essendo ambientato nella Sicilia del dopoguerra, offre una lente attraverso cui osservare le odierne dinamiche migratorie e si rivela da questo punto di vista straordinariamente attuale. 

In particolare, richiama profondamente con le storie di coloro che, provenienti principalmente dalle coste africane, intraprendono viaggi pericolosi attraverso il Mediterraneo per raggiungere l’Italia, spinti dalla speranza di una vita migliore. Questi moderni viaggi della speranza, intrisi di vulnerabilità e desiderio di sfuggire a condizioni di vita insostenibili, si specchiano nella narrazione sciasciana di inganno e disillusione, dove la promessa di un futuro prospero si rivela un’illusione, oltre che un rischio: la cronaca è piena di racconti di viaggi ammassati in imbarcazioni improbabili, naufragi, mancati soccorsi, vite spezzate. 

L’opera ci interpella sulla responsabilità collettiva di fronteggiare le sfide dell’immigrazione in modo umano e sostenibile, riconoscendo e valorizzando le aspirazioni e la dignità di chi si trova costretto a lasciare la propria terra. Il parallelo tra i contadini siciliani del racconto e gli immigrati di oggi evidenzia un ciclo continuo di disperazione e speranza, sollecitando una riflessione sulle politiche migratorie e sull’integrazione.

In contrapposizione, lo stesso desiderio di miglioramento personale e professionale spinge numerosi giovani italiani a cercare opportunità all’estero, riflettendo l’altra faccia della medaglia migratoria. Anche in questo caso, il tema della ricerca di una vita migliore, caro a Sciascia, si manifesta con una risonanza amara. Questi giovani, pur non dovendo affrontare i pericoli fisici dei migranti che attraversano il Mediterraneo, si confrontano con l’esilio volontario come scelta obbligata per realizzare le proprie aspirazioni, in una terra che pare non offrire più un futuro.

La riflessione critica offerta da “Il Lungo Viaggio” ci porta quindi a considerare le similitudini tra queste due esperienze migratorie, sottolineando come, sia nel caso degli immigrati che arrivano in Italia, sia per i giovani italiani che la lasciano, il nucleo della questione rimanga la ricerca di un’esistenza dignitosa. L’opera di Sciascia diventa così un monito a non dimenticare che, al di là delle diverse circostanze e geografie, la migrazione è innanzitutto un’espressione del bisogno umano di speranza, sicurezza e opportunità.

Conclusioni

Abbiamo percorso insieme le trame e i temi profondi de “Il Lungo Viaggio” di Leonardo Sciascia. Ci auguriamo che questa nostra esplorazione ti abbia offerto un’analisi approfondita e stimolante di un testo che, pur radicato in un preciso contesto storico e geografico, dialoga con questioni universali e tremendamente attuali. 

Ti invitiamo a proseguire il viaggio nelle opere di Sciascia, andando oltre, utilizzando anche gli appunti di Maturansia sugli autori contemporanei come approfondimento. 

Ricordati che l’obiettivo del tuo studio non si esaurisce nel mero accumulo di conoscenze. La capacità di pensare in modo critico e di connettere diversi ambiti del sapere è essenziale, soprattutto in vista dell’esame di Maturità. Sarà proprio questo a fare la differenza. 

Buono studio e i migliori auguri per il tuo esame di Maturità! 

Leggi anche:

🔥"Il Manuale di Sopravvivenza
alla Maturità 2024"
Tutto ciò di cui hai bisogno è qui: Esempi di Prima Prova & Seconda Prova, 50 Collegamenti per l'orale, Metodo di Studio, PCTO e molto altro ancora...

Accedi

[mepr-login-form use_redirect="true"]

Registrati

È ARRIVATOOOO!!! 🤩
Il Manuale di Sopravvivenza alla Maturità 2024 è finalmente disponibile e con lui anche una nuova sorpresa.

Accedi o Registrati

Il Manuale di Sopravvivenza alla Maturità 2024

Sta per arrivare il manuale che ha aiutato decine di migliaia di maturandi.

Iscriviti alla lista d’attesa per sapere quando sarà disponibile.