Analisi del Testo, “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello

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Sei alle porte dell’esame di Maturità 2024 e “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello potrebbe essere una delle tracce per l’analisi del testo nella prima prova. 

In questo articolo, ti accompagneremo in un’approfondita esplorazione dell’opera, andando oltre al semplice testo. Esamineremo la vita di Pirandello e il contesto storico-letterario che ha influenzato la sua scrittura. 

Preparati a immergerti nella complessità e genialità di questo classico della letteratura italiana, per arrivare all’esame ben preparato e sicuro.

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“Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello, estratto e riassunto

Estratto

“Riconosciuto! Ma è possibile che m’abbiano riconosciuto?… In istato d’avanzata putrefazione… puàh!” Mi vidi per un momento, lì nell’acqua verdastra della gora, fradicio, gonfio, orribile, galleggiante… Nel raccapriccio istintivo, incrociai le braccia sul petto e con le mani mi palpai, mi strinsi: 

“Io, no; io, no… Chi sarà stato?… mi somigliava, certo… Avrà forse avuto la barba anche lui, come la mia… la mia stessa corporatura… E m’han riconosciuto!… Scomparso da parecchi giorni… Eh già! Ma io vorrei sapere, vorrei sapere chi si è affrettato così a riconoscermi. Possibile che quel disgraziato là fosse tanto simile a me? vestito come me? tal quale? Ma sarà stata lei, forse, lei, Marianna Dondi, la vedova Pescatore: oh! m’ha pescato subito, m’ha riconosciuto subito! Non le sarà parso vero, figuriamoci! – È lui, è lui! mio genero! ah, povero Mattia! ah, povero figliuolo mio! – E si sarà messa a piangere fors’anche; si sarà pure inginocchiata accanto al cadavere di quel poveretto, che non ha potuto tirarle un calcio e gridarle: – Ma lèvati di qua: non ti conosco –.” 

Fremevo. Finalmente il treno s’arrestò a un’altra stazione. Aprii lo sportello e mi precipitai giù, con l’idea confusa di fare qualche cosa, subito: un telegramma d’urgenza per smentire quella notizia. 

Il salto che spiccai dal vagone mi salvò: come se mi avesse scosso dal cervello quella stupida fissazione, intravidi in un baleno… ma sì! la mia liberazione la libertà una vita nuova! 

Avevo con me ottantaduemila lire, e non avrei più dovuto darle a nessuno! Ero morto, ero morto: non avevo più debiti, non avevo più moglie, non avevo più suocera: nessuno! libero! libero! libero! Che cercavo di più? Pensando così, dovevo esser rimasto in un atteggiamento stranissimo, là su la banchina di quella stazione. Avevo lasciato aperto lo sportello del vagone. Mi vidi attorno parecchia gente, che mi gridava non so che cosa; uno, infine, mi scosse e mi spinse, gridandomi più forte: 

“Il treno riparte!”

 “Ma lo lasci, lo lasci ripartire, caro signore!” gli gridai io, a mia volta. “Cambio treno!”.

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Riassunto

“Il fu Mattia Pascal” è un romanzo scritto da Luigi Pirandello e pubblicato per la prima volta nel 1904. Quest’opera è considerata uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento e segna un importante passo nello sviluppo del tema dell’identità, ricorrente in tutta la produzione pirandelliana.

“Il fu Mattia Pascal” è un’opera che si situa tra il romanzo psicologico e quello esistenziale, mescolando elementi di realismo, humor, tragedia e riflessione filosofica. Pirandello, attraverso la storia di Mattia Pascal, esplora la fluidità e l’arbitrarietà dell’identità personale e sociale, anticipando temi e questioni che saranno centrali nel Novecento letterario e filosofico.

Il romanzo racconta la storia di Mattia Pascal, un uomo che, oppresso da una vita familiare soffocante e da debiti, decide di abbandonare la sua esistenza a Miragno (nome immaginario di un paesino) e tentare la fortuna al casinò di Montecarlo. Qui, contro ogni aspettativa, vince una somma di denaro che gli cambia la vita. Tornando a casa, scopre di essere stato considerato morto in seguito al ritrovamento di un corpo non identificato, creduto essere il suo. Vedendo l’opportunità di sfuggire ai suoi problemi e iniziare una nuova vita, assume l’identità di Adriano Meis, vivendo a Roma.

La nuova esistenza di Mattia/Adriano è però segnata da una profonda solitudine e dal senso di alienazione, poiché si rende conto che, senza un’identità socialmente riconosciuta, è come se non esistesse affatto. La sua situazione si complica ulteriormente quando s’innamora di Adriana, una giovane donna, ma si trova impossibilitato a sposarla a causa della sua doppia identità. 

Dopo varie vicissitudini, compreso il tentativo fallito di ristabilire la sua vera identità, Mattia decide di ritornare a vivere come Mattia Pascal, accettando di convivere con la sua condizione di “uomo resuscitato” ma socialmente “morto”. Il romanzo si conclude con la riflessione amara sulla condizione umana, sul senso dell’identità e sulla impossibilità di sfuggire a se stessi.

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Analisi del testo 

“Il fu Mattia Pascal”, capolavoro di Luigi Pirandello, è un romanzo che ci accompagna in un viaggio introspettivo attraverso le maschere e le identità di un uomo in fuga da una vita infelice. Mattia, bibliotecario frustrato e imprigionato in una gabbia di convenzioni sociali, inscena la propria morte per rinascere come Adriano Meis. 

I temi principali:

  • L’inettitudine: Mattia si sente un “inetto”, incapace di adattarsi alle regole e alle ipocrisie della società borghese. La sua fuga è un tentativo di liberarsi da questa gabbia soffocante.
  • La maschera: L’identità di Adriano Meis è una maschera, un’invenzione che permette a Mattia di vivere una seconda vita. Tuttavia, questa maschera non può reggere a lungo e finisce per sgretolarsi.
  • Il relativismo: Pirandello ci mostra come la realtà sia soggettiva e sfuggente. Non esiste una verità assoluta, ma solo diverse interpretazioni a seconda del punto di vista di ognuno.
  • L’umorismo: L’opera è pervasa da un umorismo ironico e amaro, che spesso sfocia nel grottesco. Questo umorismo serve a smascherare le ipocrisie della società e la vacuità dell’esistenza umana.

Simboli:

  • La biblioteca: La biblioteca rappresenta la gabbia in cui Mattia si sente imprigionato. Le sue giornate sono scandite da una monotonia asfissiante, fatta di libri e polvere.
  • Il treno: Il treno è il simbolo del viaggio, della fuga verso una nuova vita. Mattia sale sul treno per lasciare alle spalle il suo passato e diventare Adriano Meis.
  • La lanterna: La lanterna rappresenta la speranza, la ricerca di un senso nella vita. Mattia la porta con sé durante il suo viaggio, ma la luce che emana è fioca e incerta.

Lo stile narrativo de “Il fu Mattia Pascal” 

“Il fu Mattia Pascal” è un romanzo narrato in prima persona da Mattia Pascal, protagonista e voce narrante. Ci troviamo di fronte a una narrazione autodiegetica con focalizzazione interna fissa: il lettore ha accesso solo ai pensieri e alle emozioni di Mattia, che diventa l’unico filtro attraverso cui interpretiamo la realtà del romanzo.

Tuttavia, è importante ricordare che Mattia è un narratore inattendibile: la sua versione dei fatti non è necessariamente oggettiva, essendo influenzata dalla sua soggettività e dalle maschere che indossa durante il suo viaggio. La sua inattendibilità ci invita a mettere in discussione la veridicità del racconto e a riflettere sulla natura stessa della realtà.

Il ritmo narrativo del romanzo è variabile: si alternano momenti di riflessione introspettiva, in cui Mattia si sofferma sui suoi stati d’animo e le sue considerazioni filosofiche, a scene più dinamiche che fanno avanzare la trama.

Pirandello fa inoltre un sapiente uso del flashback, tecnica che permette di disarticolare la cronologia degli eventi e di creare una struttura narrativa complessa e avvincente. Il lettore è così catapultato in un continuo gioco di rimandi tra presente e passato, che rende la storia ancora più intrigante e ricca di sfumature.

Lo stile de “Il fu Mattia Pascal” è arricchito da una serie di figure retoriche che contribuiscono a rendere il romanzo ancora più profondo e complesso.

La biblioteca, simbolo della gabbia in cui Mattia si sente imprigionato; il treno, metafora del viaggio e della fuga verso una nuova vita; la lanterna, simbolo della speranza e della ricerca di un senso nella vita: sono solo alcuni esempi dei simboli che Pirandello dissemina nel romanzo.

L’autore fa inoltre uso di metafore, come “la vita è un treno che corre sempre” o “la maschera”, per rendere più incisivi i suoi messaggi e per sottolineare la complessità dell’esistenza umana.

L’ironia è un’altra arma che Pirandello usa per smascherare le ipocrisie della società e la vacuità dell’esistenza umana. La sua scrittura ironica e amara ci porta a riflettere sulle contraddizioni della vita e sul senso di alienazione che pervade l’uomo moderno.

Il romanzo, infine  è pervaso da un umorismo amaro e grottesco, che si manifesta in scene come quella in cui Mattia, ubriaco, si mette a ballare sul tavolo.

Lo stile narrativo de “Il fu Mattia Pascal” è caratterizzato dunque da una grande varietà di tecniche e figure retoriche. Pirandello usa la scrittura per esplorare la complessità dell’animo umano e per smascherare le ipocrisie della società. Il risultato è un romanzo ricco di spunti di riflessione, che ci porta a conoscere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda.

Biografia di Luigi Pirandello

Luigi Pirandello, nato ad Agrigento il 28 giugno 1867 e morto a Roma il 10 dicembre 1936, è stato un influente drammaturgo, scrittore e poeta italiano, premiato con il Nobel per la letteratura nel 1934. Cresciuto in una famiglia di agiati borghesi con tradizioni risorgimentali, Pirandello visse un’infanzia caratterizzata dalla difficoltà di comunicazione con gli adulti, che stimolò le sue capacità espressive. Affrontò la tragedia personale del crollo finanziario familiare e della malattia mentale della moglie, esperienze che influenzarono profondamente la sua opera.

Nel 1901 pubblicò il suo primo romanzo, “L’esclusa”. Nel 1904 arrivò il suo primo grande successom “Il fu Mattia pascal”, che lo consacrò come uno dei più importanti scrittori del suo tempo. Successivamente si dedicò al teatro, scrivendo opere come”Così è (se vi pare)” (1917) e “Sei personaggi in cerca d’autore” (1921).

Pirandello aderì al fascismo, pur non condividendone completamente l’ideologia, scelta che gli costò duri attacchi, ma che non rinnegò mai.

Pirandello contribuì significativamente alla letteratura del XX secolo, lasciando un’eredità duratura nel campo del teatro e della narrativa, grazie alla profondità psicologica e filosofica delle sue opere, che indagano l’incomunicabilità e la frammentazione dell’io in una realtà soggettiva e mutevole.

Contesto storico e culturale

“Il fu Mattia Pascal” fu pubblicato nel 1904, un periodo di grande fermento culturale e sociale in Italia. Il romanzo rispecchia le inquietudini e le contraddizioni di un’epoca di transizione, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

In ambito storico, l’Italia era un paese giovane, nato solo nel 1861, e stava attraversando un periodo di rapidi cambiamenti economici e sociali. La Prima Guerra Mondiale era ancora lontana, ma l’Europa era già attraversata da tensioni e nazionalismi che in Italia avrebbero portato alla nascita del movimento fascista, che avrebbe poi portato alla dittatura di Mussolini.

In ambito letterario, si assisteva al tramonto del Verismo e all’affermazione di nuove correnti, come il Decadentismo e il Simbolismo. Pirandello si distacca dalla tradizione verista per la sua attenzione all’interiorità del personaggio e per la sua visione relativistica della realtà.

Dal punto di vista sociale, l’Italia era un paese in rapida evoluzione. L’industrializzazione, l’urbanizzazione e l’emigrazione modificarono profondamente la struttura della società italiana. Il romanzo di Pirandello coglie il disagio e l’alienazione dell’individuo in una società in cambiamento.

In ambito culturale, infine, Il Positivismo, con la sua fiducia nella scienza e nel progresso, era in crisi. Si affermavano nuove correnti filosofiche, come l’irrazionalismo e il vitalismo, che esaltavano l’intuito e la forza vitale. Nasceva la psicoanalisi, che rivoluzionò la concezione dell’uomo e della sua interiorità.

Il romanzo di Pirandello si inserisce in questo contesto, riflettendo il senso di smarrimento e di incertezza di un’epoca di passaggio. “Il fu Mattia Pascal” Mette in discussione le certezze positiviste e la visione tradizionale dell’uomo, esplorando la complessità dell’animo umano e la relatività del vero.

“Il fu Mattia Pascal” è, in definitiva, un romanzo che rappresenta uno spartiacque nella storia della letteratura italiana. Con la sua originalità e il suo profondo messaggio, ha aperto la strada a nuove forme di scrittura e di espressione artistica.

Riflessione critica e personale

“Il fu Mattia Pascal” è un romanzo che ci invita a riflettere su alcuni temi universali, come la ricerca di sé stessi, il senso della vita e il rapporto con la società.

La fuga di Mattia Pascal dalla sua vita infelice rappresenta il desiderio di libertà e di autenticità che alberga in ognuno di noi. Il suo viaggio è un percorso introspettivo che lo porta a confrontarsi con le sue maschere e con le sue fragilità.

La scoperta della relatività del vero è uno dei messaggi più importanti del romanzo. Pirandello ci mostra come la realtà non sia oggettiva, ma sia influenzata dal nostro punto di vista e dalle nostre esperienze.

L’umorismo grottesco che pervade il romanzo serve a smascherare le ipocrisie della società borghese e la vacuità dell’esistenza umana.

Il messaggio de “Il fu Mattia Pascal” è ancora attuale oggi? Sì. Le domande che Pirandello si pone sono ancora le nostre domande: chi siamo? qual è il senso della nostra vita? come possiamo essere liberi e autentici in una società che ci vuole conformi?

Il romanzo ci insegna che non esiste una risposta facile a queste domande. La ricerca di sé stessi è un viaggio lungo e difficile, che richiede coraggio e onestà intellettuale. Ma è un viaggio che vale la pena di fare. Solo conoscendo noi stessi possiamo vivere una vita autentica e libera.

In un mondo dominato dalle apparenze e dai social media, “Il fu Mattia Pascal” ci invita a non perdere di vista la nostra interiorità. È un romanzo che ci fa riflettere sul senso della vita e ci aiuta a diventare persone più consapevoli e mature.

Conclusioni

Abbiamo esaminato in profondità “Il fu Mattia Pascal” e ci auguriamo che la nostra analisi del testo del capolavoro di Luigi Pirandello ti possa essere utile nel tuo percorso verso la Maturità. Ti invitiamo tuttavia ad approfondire ulteriormente le opere pirandelliane e il loro contesto storico e culturale tramite gli appunti di Maturansia su Luigi Pirandello, dove esplorerai la sua vita, la sua produzione letteraria teatrale e il suo pensiero. 

Ricorda di non limitarti allo studio ma di sviluppare e articolare un pensiero critico di ciò che stai apprendendo. Sarà la tua capacità di analisi e di riflessione a fare la differenza nel corso del tuo esame di Maturità. In bocca al lupo! 

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